giovedì 9 febbraio 2012

La Sicilia di Buttafuoco -Siamo già al dopo Sgarbi?

martedì 7 febbraio 2012

SGARBI NON E' PIU' SINDACO DI SALEMI!!!!

Il critico d'arte si è dimesso (questa volta sul serio) da sindaco prima che Salemi venga commissariata




Vittorio Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi. "Un'altra volta?" si chiederanno in molti, visto che il critico d'arte più e più volte ha minacciato (o promesso) di lasciare il posto da primo cittadino , ma poi si è sempre tirato indietro.
Questa volta, però, sembra (e sottolineamo sembra) sia vero: lascia Salemi e torna al Nord.
Per capire il perché di questa decisione ci affidiamo ad una articolo di Rino Giacalone pubblicato dal Fatto Quotidiano domenica scorsa, e per il quale Sgarbi ha minacciato (o promesso) querela...

SALEMI VERSO LO SCIOGLIMENTO PER MAFIA
di Rino Giacalone (Il Fatto Quotidiano, 5 Febbraio 2012)




Gli ispettori nominati a giugno scorso dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, su richiesta del prefetto di Trapani Marilisa Magno, per compiere l’accesso agli atti del Comune di Salemi hanno concluso il loro lavoro. Un vice prefetto, un commissario di Polizia e un tenente dei carabinieri, hanno lavorato nei termini affidati, e la conclusione appena rassegnata è quella chel’amministrazione del sindaco Vittorio Sgarbi "è stata oggetto di infiltrazione mafiosa". Sul tavolo del ministro Cancellieri, che ha sostituito Maroni al Viminale, è già giunta la richiesta di commissariamento per inquinamento mafioso, un documento che nella sua completezza è stato classificato come "riservato".
Non è stato un lavoro semplice e lo dimostra la mole di documentazione che accompagna le centinaia di pagine di relazione, decine e decine di faldoni, diversi capitoli per ogni settore dell’amministrazione comunale salemitana. Gli ispettori hanno "fotografato" la realtà che era stata descritta dall’ordinanza di sequestro di beni - oltre 35 milioni di euro - che ha colpito l’ex deputato regionale della Dc (andreottiana) Pino Giammarinaro(Leggi Guidasicilia.it), imprenditore edile con la "passione" per la sanità (pubblica) da quando per un lungo periodo e prima di entrare all’Ars nel 1991, fu presidente di una delle Usl siciliane, quella di Mazara del Vallo.
Proprio una serie di circostanze indicate nell’ordinanza, si tratta dell’operazione condotta a maggio da Polizia e Finanza denominata "Salus Iniqua", hanno condotto il prefetto Magno a chiedere la nomina di una commissione di accesso agli atti. Gli ispettori hanno certificato che Giunta e Consiglio comunale, i vertici della burocrazia, hanno subito pressioni e influenze nelle decisioni da prendere fuori da ogni contesto di democrazia e confronto, ma con un metodo tipicamente mafioso. Punto di partenza l’onorevole Giammarinaro. Tra le pagine della relazione anche una critica (nemmeno tanto sottaciuta) sul modo di amministrare la cosa pubblica: da una parte consulenze per migliaia di euro, dall’altra una serie di decreti ingiuntivi che giorno dopo giorno arrivano sul tavolo del segretario  comunale perché l’amministrazione non riesce a pagare i propri fornitori.




Il "reality" show che Sgarbi ha messo su da quando è stato eletto sindaco e che ha portato in qualche occasione Salemi sul palcoscenico della mondanità internazionale, le "provocazioni" del critico d’arte, la cui verve, anche molto polemica, è ben nota, adesso sta conoscendo una svolta del tutto a sfavore di Sgarbi. Il critico d’arte approdò a Salemi candidandosi a sindaco proprio per volontà dell’on. Giammarinaro che nonostante una assoluzione dall’accusa di mafia nel tempo era rimasto sullo sfondo di tante indagini di mafia condotte nel trapanese, non a caso finendo sottoposto alla sorveglianza speciale. Circostanza che non gli ha impedito di continuare ad esercitare un ruolo politico ben preciso pur non ricoprendo alcun incarico. Sgarbi, eletto, ringraziò dal palco proprio Giammarinaro già in quella occasione difendendolo dalle accuse che gli giravano attorno.
Più che la mafia a Sgarbi si è interessato ad attaccare l’antimafia, giungendo a sostenere che la mafia come organizzazione non esiste più, e comunque a Salemi non c’erano mafiosi, se non tali erano semmai coloro i quali avevano disseminato di pale eoliche il territorio, e arrivando a minacciare denunzie contro il questore Esposito per avere firmato l’ordinanza contro Giammarinaro e nella quale è chiamato in causa il ruolo accondiscendente a Giammarinaro da parte di politici, amministratori e consiglieri comunali.
Resterà deluso Sgarbi rispetto alla conclusione della commissione. All’indomani della nomina infatti aveva dichiarato che "nessun atto della Pubblica Amministrazione è stato determinato dal benché minimo intervento o sollecitazione esterna". La relazione sostiene il contrario e conferma quello che c’è scritto nel rapporto "Salus Iniqua", "e cioè che la presenza di Pino Giammarinaro – soprannominato dai suoi amici 'Pino Manicomio' – all’interno del Comune di Salemi era garantita da funzionari e politici". I "fidati" dell’onorevole vengono indicati in un rapporto dei Carabinieri di Salemi: cominciando dal segretario generale del Comune Vincenzo Barone e dall’ex direttore di ragioneria Gaspare Manzo, passando per diversi assessori e consiglieri comunali. In diverse intercettazioni risulta come Giammarinaro, sebbene privo di ruolo politico e amministrativo ufficiale, venisse quotidianamente consultato sui problemi politici e del Comune.Circostanza confermata anche dall’ex assessore e famoso fotografo Oliviero Toscani e anzi indicata come motivo delle sue dimissioni. Il noto fotografo ha definito "mafioso" il "contesto territoriale" in cui lavorava"Giammarinaro partecipava e assumeva decisioni senza averne alcun titolo".




Questo l'articolo di Giacalone, che ha fatto infuriare Sgarbi (sai che novità). Ieri, in mattinata Sgarbi, preannunciando una conferenza per oggi a mezzogiorno, aveva detto: "Mi dimetto, anzi no. Nomino mio vice Giammarinaro e porto quegli ispettori in tribunale per diffamazione [...] Nomino vice sindaco Pino Giammarinaro e se lui accetta, continuerò a fare il sindaco". Dicendo questo, Sgarbi ha sospeso il concorso per la nomina del suo vice, riservato a sole donne under 45 (LEGGI), avviando le pratiche per nominare suo vice proprio l'ex democristiano Giammarinaro. Nel primo pomeriggio, però, il comunicato stampa dall'Ufficio per la comunicazione della Città di Salemi..


"IMPOSSIBILE, COSI', FARE IL SINDACO IN SICILIA"
«Non voglio continuare a operare in un ambito di rischio che è identificato oltre la mia possibilità di comprensione»
SALEMI – Vittorio Sgarbi mercoledì mattina incontrerà a Roma il ministro dell’Interno al quale consegnerà una corposa documentazione sull’attività svolta dal 2008 ad oggi come sindaco di Salemi. La conferenza stampa prevista per domani (oggi per chi legge) a Salemi è rinviata; si farà solo dopo l’incontro con il ministro.
Nell’annunciare le dimissioni dalla carica, il sindaco di Salemi, osserva: «Mi rendo conto che è impossibile, così, fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Poteri occulti che io, in quanto tali, non ho mai visto, ma che, a giudicare da quello che prospettano i commissari della Commissione di accesso agli atti, ci sono. Proprio per questo mi rendo conto di essere in pericolo e di non volere continuare a operare in un ambito di rischio che è identificato oltre la mia possibilità di comprensione».
Sottolinea Sgarbi: «Non devo difendermi da nessuna accusa. Sarà opportuno ricordare che nell’indagine "Salus Iniqua" vengo individuato come "parte lesa"».
«Verifico però l’impossibilità in Sicilia di fare azioni nuove e diverse. Verifico inoltre la capacità di valutazione profondamente difforme tra chi prospetta scenari di condizionamento mafioso – di cui non mi sono mai accorto – e quello che abbiamo fatto, che è sotto gli occhi di tutti, ammirato dal mondo intero: mostre, festival, nuovi musei, un rinascimento culturale che non ha eguali in Europa nel rapporto tra risorse impegnate e riscontro mediatico. I commissari hanno visto altro, io invece ho amministrato la città nel segno della cultura. Aspetto, comunque, che mi si indichino quali siano gli atti della mia amministrazione "condizionati" dalla mafia».
«Se, dunque – conclude il critico d’arte e sindaco di Salemi - questa è la prospettiva che vogliono avallare, non vedo perché io debba mettermi di traverso».

Sgarbi in giornata, ha poi confermato la sua volontà a diverse agenzie di stampa."Sono sollevato e felice di potere tornare al nord. Qui, in Sicilia non si può fare nulla", ha affermato all'Italpress, parlando di "fallimento di chiunque vuole tentare strade diverse. Basta, mi trasferirò al nord". Poi ha aggiunto, "ho preso appuntamento con il ministro dell’Interno Cancellieri, per manifestarle il mio compiacimento. Le dirò che ringrazio i commissari del Viminale che mi hanno rivelato forze occulte che mi minacciavano durante il mio mandato da sindaco, certo erano così occulte che io non le ho riconosciute""Non mi sono mai accorto in tutti questi anni – ha puntualizzato ancora Sgarbi – di infiltrazioni mafiose nel Comune e non si sono verificate in alcun atto. Non sono mai stato condizionato nella mia attività. Posso solo dire di avere sbagliato a candidarmi a sindaco". Poi ha concluso, "dopo le mie dimissioni verrà inviato un commissario, il consiglio non decade. Suggerisco comunque ai consiglieri, di dimettersi anche loro, prima che  vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole".
Non mi sono mai accorto in tutti questi anni di infiltrazioni mafiose nel Comune di Salemi e non  si sono verificate in alcun atto. Non sono mai stato condizionato nella mia attività. Ho sbagliato a candidarmi a sindaco e adesso me ne vado sollevato [...] E' inutile, in Sicilia non c'è speranza di fare niente. Io ho portato qui Caravaggio, Cezanne, Picasso e altre decine di artisti ma, evidentemente, gli ispettori non si sono accorti di nulla ma mi hanno rivelato queste forze occulte. In Sicilia non c'è spazio per le novità. A Salemi non è possibile fare il sindaco, evidentemente c'è una forza occulta che lo ostacola".


[Informazioni tratte da Adnkronos/IgnANSAAGIItalpress]

IO NON LA PENSO COSI' ! E VOI ?

                                                                                      Martedì 07 Febbraio 2012



Ma Sgarbi e la Sicilia
sono fatti per piacersi

Il legame della provocazione barocca che unisce il critico e la terra della corda pazza

di Carmelo Caruso
Inveisce contro la magistratura e si dimette da sindaco salvo nominare come vice proprio Giuseppe Giammarinaro, l'uomo che ha spezzato quel balocco che era diventato Salemi, il suo seggio d'artista. Insomma, Vittorio Sgarbi è diventato più siciliano dei siciliani al punto da contraddirsi piuttosto che ammettere di aver confuso Giammarinaro per un mecenate, per un Ludovico Corrao senza pastrano. Potrebbe essere quindi sciolto per infiltrazioni mafiose quel comune di Salemi che da quando Sgarbi ne divenne sindaco, si trasformò da municipio a laboratorio della provocazione, salotto siciliano del primo critico che non critica se stesso.

E lo scioglierebbe non il governo dei professori, bensì gli emissari del precedente ministro degli Interni, il leghista dal volto umano, Roberto Maroni, che sarebbe stato sollecitato dallo stesso Sgarbi a ispezionare un Comune più opaco delle tele di Giorgio Morandi. E' una relazione di questi ispettori che non sono i magistrati di Trapani  -  contro i quali il critico ha ingaggiato una lotta lessicale di termini e faldoni  -  a mettere Sgarbi di fronte ad un'opera cominciata nel segno dell'avanguardia artistica e finita nel retrobottega di Giammarinaro, la politica siciliana del consiglio e dell'aggiustamento. 

"Giammarinaro partecipa alle riunioni senza alcun titolo", diceva già in precedenza quel vecchio amico di Sgarbi, il fotografo Oliviero Toscani, a cui Sgarbi dedicò (in una trasmissione nefasta per la Rai e per se stesso), una poesia di Dylan 
Thomas: "Amico da nemico io ti sfido/ tu con monete false negli occhi/che per vera mi rifilasti la menzogna". Si è nascosta dunque nella voce dei nemici la verità sull'amico, su quel Giammarinaro che volle Sgarbi a Salemi e da cui lo stesso critico ha preso subito le distanze. Come dire, è stato Sgarbi che mettendo alla porta Giammarinaro, come ripete con il suo tono irritato, si è messo alla porta e c'è da credere che nella sua collera ci sia la collera del collezionista a cui hanno rifilato un falso.

L'isola è piena di Giammarinaro, vecchi deputati che scelgono per scegliere e che poi altro non sono chedecoupage, il vecchio che s'incolla sul nuovo. Sgarbi è infatti troppo colto per non riconoscere che questo ex deputato democristiano era a Salemi il gallerista che pretendeva di fare l'artista, la voce grossa che nasconde l'idea geniale, il precettore che redarguisce il talento e la bellezza, la stessa che lui importava in quel piccolo ricettacolo trapanese. Adesso è Sgarbi che si dimette da sindaco di Salemi, ma prima si dice pronto a nominare Giammarinaro vicesindaco (come provocazione nei confronti degli inquirenti), poi querelare gli ispettori, andare dal ministro Cancellieri e infine non tornare più in Sicilia.
Ed è questo il solito Sgarbi, il critico che riesce a fare di un errore una colpa altrui, che da un cattivo esempio pensa di trarne una lezione sulla giustizia, sull'arroganza di verità che hanno a suo dire i magistrati. Ma Giammarinaro non è certamente un personaggio della Mitteleuropa, una marionetta del caso, e difenderlo non è una tenzone illuministica così come difenderlo non è una lotta di civiltà come facevano  gli artisti con il professore Braibanti dall'accusa di omosessualità. Insomma questo vecchio notabile della Dc non è un perseguitato, ma un uomo su cui si può indagare senza gridare all'eretecità del genio imprigionato tra le maglie dell'autorità o dello Stato.

E però, ciò non toglie che è proprio merito di Sgarbi se in Sicilia e in quel piccolo centro che è Salemi si è riscoperta la corda matta, assurda e grottesca dell'arte che copre tutto o che si sia creato un museo della mafia, forse il primo museo che non conserva un concetto o delle opere, ma che rilancia un dovere astratto. Certo, è sempre la solita idea errata secondo la quale basta snaturare un paesaggio con l'arte per immetterci anche un modo d'intendere gli uomini e le cose e pertanto modificarlo. Anche la Salemi di Sgarbi era una sorta di Gibellina più eccentrica, teatro delle sue querimonie tanto da improvvisare la fiaccolata anti-investigatori o nominare il cantautore Morgan assessore all'ebbrezza per arringare la stampa. Eppure è merito del critico che se ne va, aver fatto di Salemi una succursale della Biennale di Venezia, averla fatta sentire periferia di Parigi con i suoi Cezanne piuttosto che di Trapani, averne fatto un suo ninnolo, ma non per questo negato alla vista di tutti,  come sarebbe pronto a fare anche a Cefalù dove qualcuno già lo vorrebbe sindaco o assessore.

Insomma, non è vero che Sgarbi può andarsene dappertutto a portare i suoi guizzi ribaldi, le invettive sapide e i suoi quadri amati. Non è infatti il Nord, dove ha già dichiarato di tornare, che lo accoglierebbe come la Sicilia ha fatto con lui. Alla fine rimane proprio quest'isola la terra migliore per ospitarlo e non soltanto perché rimane l'ospizio dell'insania - c'è passato Cervantes, c'è passato Caravaggio - ma perché non c'è popolo più adatto ad accoglierla. E' in Sicilia che deve stare il barocco, l'esagerazione, i quadri che scopre Sgarbi e la malapolitica che scova la guardia di Finanza. Ed è sicuro che ritornerà l'eccentricità di questo critico, tutto quel circo felliniano che porta quando si sposta, poiché la Sicilia è un po' come Sgarbi: la via di mezzo tra arte e confusione. Necessaria.

OLTRE LA FINE

                                                                 Martedì 07 Febbraio 2012 – Aggiornato Alle 00.26



Mafia, "Salemi, comune da sciogliere"
l'ira del sindaco Sgarbi: "Mi dimetto"


L'amministrazione municipale di Salemi (Trapani) va sciolta per "infiltrazioni mafiose". È la richiesta degli ispettori nominati dall'ex ministro Maroni. Furibondo il sindaco-critico d'arte: "Non mi dimetto, anzi sì. E querelo tutti". Annuncia anche di nominare  vice-sindaco  Pino Giammarinaro, suo sponsor politico per anni sottoposto a sorveglianza speciale per mafia al quale lo scorso maggio furono sequestrati beni per 35 milioni. "E mercoledì vedo la Cancellieri"





Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Salemi, dopo le conclusioni degli ispettori della prefettura di Trapani che hanno proposto al Viminale lo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. La decisione del critico d'arte è maturata pochi minuti fa, dopo che in mattinata Sgarbi aveva escluso le dimissioni e aveva nominato vice sindaco Pino Giammarinaro, ex parlamentare andreottiano che, secondo gli esiti degli dell'ispezione, avrebbe esercitato indebite pressioni e influenze sulla gestione del Comune.  "Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interssi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano", ha detto Sgarbi, che mercoledì dovrebbe incontrare il ministro dell'Interno, Cancellieri.

Secondo gli ispettori il comune di Salemi va sciolto per "infiltrazioni mafiose". E' la conclusione contenuta nella relazione degli ispettori nominati dall'ex ministro Roberto Maroni dopo l'operazione su appalti e nomine nella sanità culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all'ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro.

Per anni sottoposto alla sorveglianza speciale dopo un'indagine per mafia, dalla quale era uscito indenne, Giammarinaro avrebbe continuato a svolgere un ruolo politico di primo piano. Ha appoggiato la candidatura di Sgarbi a sindaco di Salemi e, secondo le indagini di polizia e guardia di finanza, avrebbe tentato di condizionare la vita amministrativa del Comune arrivando a partecipare, senza alcun titolo, 
alle riunioni della giunta guidata dal critico d'arte. Così si legge nell'ordinanza di sequestro dei beni del maggio 2011.

Sui rischi di infiltrazioni i magistrati hanno raccolto anche la testimonianza del fotografo Oliviero Toscani, che era stato nominato assessore da Sgarbi ma si era dimesso denunciando interferenze nella vita e nelle scelte dell'amministrazione comunale.

Nel giugno dell'anno scorso il Viminale aveva nominato una commissione per l'accesso agli atti della giunta e del consiglio comunale coordinata dal vice prefetto di Trapani, Giuseppe Ranieri. Sgarbi aveva fatto sapere di essere stato proprio lui a chiederne la nomina "nell'assoluta certezza che nessun atto sia stato compiuto per richiesta o compiacimento esterni, al di fuori delle mie decisioni e di quelle del vice sindaco Antonella Favuzza". La commissione ora ha concluso l'ispezione con una relazione nella quale viene confermato che la giunta, il consiglio comunale e i vertici della burocrazia avrebbero subito condizionamenti mafiosi.

"Mi dimetto, anzi no. Nomino mio vice Giammarinaro e porto quegli ispettori in tribunale per diffamazione", è stato il primo sfogo concitato di Sgarbi al cronista dell'agenzia Agi.  Il critico-sindaco intercala le risposte al giornalista con un fitto dialogo con un interlocutore che dice essere l'ex sindaco di Gela Rosario Crocetta. "Ho lavorato come un matto, io ho contrastato gli interessi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano. Sa che faccio? Nomino vice sindaco Pino Giammarinaro e se lui accetta, continuerò a fare il sindaco". E nel frattempo ha sospeso il concorso per la nomina del suo vice, riservato a sole donne under 45, avviando le pratiche per nominare suo vice proprio l'ex democristiano Giammarinaro, al quale sono stati di recente sequestrati beni per 35 milioni; domani alle 12 il sindaco terrà una conferenza stampa nei saloni del castello in Piazza Alicia a Salemi.

Nel primo pomeriggio, però, Sgarbi fa sapere cose diverse: "Mi sono dimesso da sindaco di Salemi, grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto". "Mi sentivo in pericolo - aggiunge enigmatico - e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta".
(     6 febbraio 2012)









lunedì 6 febbraio 2012

L A F I N E

di Sonia Alfano | 6 febbraio 2012



di Sonia Alfano | 6 febbraio 2012
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Salemi e l’ultima farsa di Sgarbi
Finalmente si fa luce sull’amministrazione comunale di Salemi! Quasi un anno fa, a seguito dell’operazione “Salus Iniqua, che portò al sequestro di 35 milioni di euro alla persona che volle la candidatura di Vittorio Sgarbi a sindaco di Salemi, inviai una nota ufficiale al Ministero dell’Interno (e per conoscenza al Prefetto di Trapani), per chiedere di valutare la possibilità dello scioglimento del consiglio comunale della cittadina trapanese. In quella occasione, come in altre,Sgarbi replicò con offese e intimidazioni.

Ora la Commissione di accesso agli atti ha finito il suo lavoro e ha inviato la relazione (centinaia di pagine) al Ministero dell’Interno. Io non ho dubbi sul fatto che il comune di Salemi sarà sciolto per infiltrazioni mafiose. Nella misura di prevenzione personale e patrimoniale chiesta e ottenuta dalla Questura di Trapani ai danni di Giuseppe Giammarinaro, pluripregiudicato e presunto mafioso, infatti, era già ben delineata l’importanza che le pressioni mafiose avevano sulla giunta di Vittorio Sgarbi.

Eppure oggi il sindaco, nell’annunciare per l’ennesima volta le sue dimissioni, dice di non essersi mai accorto di nulla. E’ l’ultima delle volgari farse del noto pregiudicato. Nel leggere le sue parole ho ricordato di quando insieme ai ragazzi del Meetup di Palermo sono andata a Salemi, al suo comizio con “tapiri” sul palco e “picciotti” in prima fila, per informare i cittadini sul suo davvero poco limpido passato e sulle sue amicizie con personaggi equivoci: nello specifico l’ex democristiano andreottiano Giuseppe Giammarinaro, noto alle cronache giudiziarie trapanesi per essere stato anche destinatario di una misura di sorveglianza speciale. In quell’occasione il candidato sindacoVittorio Sgarbi incaricò i “picciotti” di Giammarinaro di aggredirci. Poi lo ringraziò per il sostegno elettorale.

Come dicevo, il sindaco non si era accorto di essere amico di Giammarinaro né si era accorto di come questi avesse condizionato l’attività della sua amministazione, sebbene fosse noto un po’ a tutti. Oggi, peraltro, un attimo prima di annunciare le sue dimissioni, ha sospeso il “concorso” (altra trovata ridicola del suo percorso politico) indetto per nominare un vicesindaco e ha fatto la sua scelta. Chi avrà nominato? Giuseppe Giammarinaro!! Incredibile ma vero! Mi auguro che sia davvero l’ultimo dei suoi scriteriati atti contro Salemi.
In passato, tra le altre cose, Sgarbi fece delle pesantissime allusioni sull’Associazione che presiedo, quella che riunisce i familiari delle vittime innocenti della mafia. Insinuò un fantomatico “sperpero di danaro pubblico”, pur essendo perfettamente consapevole del fatto che ci siamo sempreautofinanziati. Sempre in quella circostanza, mi accusò di volere la Sicilia in mano alla mafia per poter continuare a “fingermi vittima”, offendendo non solo me, ma anche la memoria di mio padre, giornalista ucciso dalla mafia nel 1993.

Bene, oggi mi pare chiaro un concetto: non sono io il sindaco di un comune che sta per essere sciolto per gravi infiltrazioni mafiose. Non sono io che ho appena nominato vicesindaco il presunto mafioso Giammarinaro. Non sono io che voglio la Sicilia in mano alla mafia. Anzi. Io questo scioglimento l’ho chiesto, quindi mi pare evidente che la mafia la disprezzo, così come disprezzo quanti colludono con essa.

                                                     lunedì, 06 febbraio 2012

'Mafia in Comune? Allora mollo'
Gli ispettori del ministero propongono lo scioglimento della giunta di Salemi per infiltrazioni di Cosa nostra. Il sindaco Sgarbi reagisce con le dimissioni: "Me ne torno al Nord, ringrazio chi mi ha mostrato cose di cui non mi ero accorto"
06/02/2012
SALEMI (TRAPANI) - "Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto". Vittorio Sgarbi lascia la carica di primo cittadino dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose.

"Mi sentivo in pericolo - aggiunge Sgarbi - e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta". Tra il serio e l'ironico il critico d'arte ringrazia di "esser stato tutelato. Ero sotto scorta e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il Consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole. Io ho creato il museo della mafia, ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli...". 
L'ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per domani e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell'ispezione ministeriale. "Poi - dice - ho riflettuto e ho deciso di dimettermi. Mi rendo conto che è impossibile, così, fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Poteri occulti che io, in quanto tali, non ho mai visto, ma che, a giudicare da quello che prospettano i commissari della Commissione di accesso agli atti, ci sono".

La proposta di sciogliere il Comune di Salemi per "infiltrazioni mafiose" è contenuta nella relazione degli ispettori nominati dall'ex ministro Roberto Maroni dopo l'operazione su appalti e nomine nella sanità culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all'ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro.

Per anni sottoposto alla sorveglianza speciale dopo un'indagine per mafia, dalla quale era uscito indenne, Giammarinaro avrebbe continuato a svolgere un ruolo politico di primo piano. Ha appoggiato la candidatura di Sgarbi a sindaco di Salemi e, secondo le indagini di polizia e guardia di finanza, avrebbe tentato di condizionare la vita amministrativa del Comune arrivando a partecipare, senza alcun titolo, alle riunioni della giunta guidata dal critico d'arte

Così si legge nell'ordinanza di sequestro dei beni del maggio 2011. Sui rischi di infiltrazioni i magistrati hanno raccolto anche la testimonianza del fotografo Oliviero Toscani, che era stato nominato assessore da Sgarbi ma si era dimesso denunciando interferenze nella vita e nelle scelte dell'amministrazione comunale.

Nel giugno dell'anno scorso il Viminale aveva nominato una commissione per l'accesso agli atti della giunta e del consiglio comunale coordinata dal vice prefetto di Trapani, Giuseppe Ranieri. Sgarbi aveva fatto sapere di essere stato proprio lui a chiederne la nomina "nell'assoluta certezza che nessun atto sia stato compiuto per richiesta o compiacimento esterni, al di fuori delle mie decisioni e di quelle del vice sindaco Antonella Favuzza". La commissione ora ha concluso l'ispezione con una relazione nella quale viene confermato che la giunta, il Consiglio comunale e i vertici della burocrazia avrebbero subito condizionamenti mafiosi.


06/02/2012


Salemi, Sgarbi dà le dimissioni
"Troppi pericoli, ritorno al Nord"


Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno, ha annuncia le dimissioni via web

Infiltrazioni mafiose al Comune
siciliano, il critico d'arte lascia:
"Non mi sentivo più al sicuro"

PALERMO
«Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto». Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno, annuncia le dimissioni. «Mi sentivo in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta».

                                                                                 Lunedì    06/02/2012

Sgarbi Lascia la poltrona di sindaco a Salemi: "Mafia, per la Sicilia non c'è alcuna speranza"

Il Viminale ha proposto lo scioglimento del comune del trapanese dove il critico d'arte è sindaco. Motivo? Infiltrazioni mafiose



Vittorio Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi, piccolo comune del trapanese, per il quale gli ispettori del Viminale hanno proposto lo scioglimento per   infiltrazioni mafiose. A confermarlo è lo stesso Sgarbi che non nasconde la sua rabbia: "Mi sono appena dimesso - spiega mentre è in viaggio per Roma - e la mia decisione è irrevocabile. Non mi sono mai accorto in tutti questi anni di infiltrazioni mafiose nel Comune di Salemi e non sono verificate in alcun atto. Non sono mai stato condizionato nella mia attività. Ho sbagliato a candidarmi a sindaco e adesso me ne vado sollevato".

"Nessuna speranza" - La proposta degli ispettori del ministero dell’Interno è contenuta nella relazione degli ispettori nominati dall’ex ministro Roberto Maroni dopo un’operazione su mafia e appalti che culminò con il sequestro di beni per 35 milioni di euro. In primo piano il ruolo politico che avrebbe svolto l’ex deputato regionale Dc Giuseppe Giammarinaro. Proprio lunedì mattina, Sgarbi, appreso della proposta di scioglimento del Comune, aveva annunciato la nomina a vicesindaco di Giammarinaro. "Non è un indagato per mafia. E’ il rappresentante della maggioranza in consiglio comunale". A questo punto cosa le è rimasto di questa esperienza? Sgarbi: "Sono convinto che per la Sicilia non ci sia alcuna speranza: la lotta alla mafia è l’unico elemento su cui si muove la dialettica, per il resto è tutto inutile. Ho cercato di fare l’amministratore alzando il livello culturale di Salemi, ma l’unica cosa di cui si parla oggi è la continua evocazione mafiosa, che occulta qualsiasi altra iniziativa".


                                               6 febbraio 2012


Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Salemi (Trapani), dopo le conclusioni degli ispettori della prefettura di Trapani che hanno proposto al Viminale lo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. La decisione del critico d'arte è maturata nel primo pomeriggio, dopo che in mattinata Sgarbi aveva escluso le dimissioni e aveva nominato vice sindaco Pino Giammarinaro, ex parlamentare andreottiano che, secondo gli esiti degli dell'ispezione, avrebbe esercitato indebite pressioni e influenze sulla gestione del Comune. 

«Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interssi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano», ha detto Sgarbi, che mercoledì dovrebbe incontrare il ministro dell'Interno, Cancellieri.