mercoledì 24 aprile 2013

ALLA CANNA DEL GAS !!!!!!!


Grillo: "Si stanno spartendo le ossa e le poltrone della Seconda Repubblica"

Con il M5S fuori dai giochi che contano, il comico grida all'inciucio e non si rende conto che è arrivata la sua fine.

Ora Beppe Grillo è con le spalle al muro. Fatto fuori dai partiti che voleva affossare, continua nella tattica dell'insulto e della provocazione. Con la sua linea oltranzista e radicale, al momento si è condannato all'irrilevanza politica. Pd, Pdl e gli altri partiti stanno per avviare un governo di larghe intese, l'unica opzione possibile dopo la sequela di "niet" dei pentastellati. Lo hanno capito i friuliani, che hanno sonoramente bocciato le 5 Stelle alle ultime regionali. Lo avrebbero capito gli italiani, che secondo i sondaggi stanno abbandonando in massa il M5s. Grillo potrebbe aver avuto la sua grande occasione e averla persa. Al comico non rimane che aggiungere al suo elenco di slogan contro i partiti, la casta, la politica, lo slogan dell'inciucio, per poi brandirlo durante i comizi in piazza, le direttestreaming e i post sul suo blog. Così, subito dopo il conferimento dell'incarico ad Enrico Letta, Grillo ha scritto: "A Roma si stanno dividendo le ossa e le poltrone della Seconda Repubblica. Nel frattempo l'economia non aspetta. Ogni minuto chiude un'impresa. Questo autunno potremmo raggiungere il punto di non ritorno". Toni sempre più incendiari. 

Grillo poi continua: "Molti sono alla canna del gas e ci guardano come se fossimo la loro ultima possibilità di salvezza". Vera la prima parte (ma alla canna del gas c'è pure lui). Dubbi sulla seconda: forse poteva essere vera prima del voto, ma ora che i giochi politici sembrano chiusi le sorti del Paese sta tutta nel governissimo. Se l'esecutivo di larghe intese riuscisse a raddrizzare le sorti dello Stivale e a fare quelle riforme anti-Casta che Grillo si voleva,demagogicamente, intestare, il colpo per il Movimento 5 Stelle potrebbe essere quello fatale.

QUELLA INSOPPORTABILE PUZZA SOTTO IL NASO!!!!!!!!!!


I grillini: "Rivoluzione finita" Crocetta: "Il dialogo è aperto"

I grillini rompono con Crocetta. Dicono che la rivoluzione del presidente della Regione è già terminata.

Non poteva che finire così, la grande illusione di due piccoli incantatori di serpenti, Crocetta ed il M5S. Eppure erano riusciti a far passare il "modello Sicilia", quello che in alcuni post fa avevo definito il "modello ricatto", come la soluzione dei problemi non solo siciliani ma addirittura nazionali.
Vengano signori del Pd, vengano. Vengano a Palermo per vedere come finisce un amore di convenienza e una politica d’improvvisazione. Vengano a vedere com’è impossibile per i Democratici governare con i Cinque Stelle. Vengano da tutte le parti d’Italia. Innanzitutto da Palermo: i giovani del partito che da quattro giorni occupano la segreteria provinciale perché non vogliono «governissimi» ma solo «governi di scopo». Chissà con chi? Chissà perchè? Ma vengano anche i manifestanti che venerdì in piazza a Roma (e non solo) gridavano «Rodotà-tà-tà» per spingere il Pd a votare il candidato di Grillo. L’urna che avrebbe sancito l’ascesa al Quirinale del Professore come altare su cui giurare le promesse di futura fedeltà. E se i sogni, normalmente muoiono all’alba, a Palermo hanno aspettato il pomeriggio mentre l’afa si fa sentire sull’antica regia dei Re Normanni e dei Vicerè spagnoli.
A Palermo il “modello Sicilia” si è rotto in fretta. Era già lesionto da un mese. Aveva preso una martellata perché, Giancarlo Cancellieri, capogruppo Pentastellato all’Assemblea regionale aveva mancato l’elezione fra i grandi elettori da mandare a Roma per il Presidente della Repubblica.( alla faccia del nuovo che avanza che non vuole occupare poltrone).Al suo posto un esponente del Pdl. Ieri è andato in frantumi. I Cinque stelle parlano di «rottura» dopo avere elencato «una serie di episodi» avvenuti nelle ultime settimane. L'ultimo, in ordine di tempo, lunedì in Assemblea, dove la commissione Finanze, dice all'Ansa il deputato Salvatore Siragusa, «ha cestinato tutti i nostri emendamenti al bilancio, tra cui quelli sul reddito di dignità e il microcredito alle piccole e medie imprese». C’è stato un complotto? Forse sì. Ma anche no. Di sicuro i soldi alla Regione Siciliana sono finiti perchè sommersi da un montagna di cinque miliardi di debito.  «Non li hanno neppure guardati, nessun dibattito, presi e messi nel cestino», dice permaloso il deputato (perchè evidentemente erano proposte sballate frutto del lavoro(?) di gente incopetente). «Da parte del governo c’è una chiusura totale nei nostri confronti - avverte Siragusa - Avrebbe potuto cercare un compromesso, ma niente» I pentastellati che parlano di compromessi? ma allora sono come gli altri o addirittura peggio Nessun rapporto. Nessun dialogo. «Stanno abbandonando il “modello Sicilia”, se mai è esistito, in nome dell'inciucio col Pdl, in linea con quanto sta avvenendo a Roma» Ma certo deputato cittadino Siragusa, l'accordo con gli altri partiti è "inciucio" quello con voi è "ricatto". Il cambio di rotta del governo, sostiene Siragusa, «emerge da tanti altri indizi: dal voto sulla preferenza di genere ai sorrisi tra Crocetta e Berlusconi a Montecitorio, fino al  linguaggio dispregiativo usato dal presidente della Regione nei nostri confronti in occasione del voto per il Capo dello Stato». E già perché Crocetta, dopo aver ascoltato le dichiarazioni iniziali di Grillo dal Friuli  era stato perentorio. «Provo disprezzo per chi definisce un golpe l’elezione di Giorgio Napolitano». Come dire: c’eravamo tanti amati. Forse si. Ma anche no.  «Ci siamo confrontati all’interno del gruppo - dice Siragusa - e ci siamo resi conto che il governo e la maggioranza hanno preso un’altra strada». Tramonta così il "modello Sicilia" di cui tanto si è parlato sui media nazionali. Al suo funerale Crocetta si avvicina con parole di circostanza. «Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del Movimento 5 stelle. Il dialogo per me è sempre aperto. Con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull'obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia».
Il “modello Sicilia”, nei suoi sei mesi di vita, non ha prodotto nulla di concreto. Solo dichiarazioni buone per le passerelle televisive. Casomai è servito a creare una lite con gli Stati Uniti. Crocetta, su pressione dei grillini, ha revocato le licenze edilizie per la costruzione del Muos a Niscemi (Caltanissetta). 
In conclusione il totale fallimento  dell'esperienza siciliana è il preludio all'implosione di una bolla di populismo, demagogia, malafede orchestrata da gente che al massimo ha fatto il comico,  seguita da 150 imbecilli (i cittadini eletti),che al massimo possono fare quello per cui hanno studiato.
Hanno coinvolto nel loro progetto la buonafede di milioni di cittadini che stanchi dell'insipienza della classe politica, diciamo tradizionale, hanno pensato che rivolversi a questi incompetenti ed ignoranti avrebbe cambiato le cose, aggredendo, come squallidi avvoltoi,il momento non felice dei partiti. Ora è finita, salta la Sicilia, nel Friuli vengono dimezzati, nel parlamento nazionale faranno le stesse figure barbine rimediate sino ad oggi.
Insomma la puzza sotto il naso che Grillo, la Lombardi, Crimi, ostentavano l'hanna fatto venire agli italiani
Una sola preoccupazione, come minoranza avranno diritto alla presidenza della Commissione dei Servizi di Sicurezza o alla presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai.
Che Dio preservi l'Italia dalle schiocchezze che questi incompetenti faranno!!!!!!

Boom del Pdl, calano Pd e Movimento Cinque stelle !


Sondaggi Tecnè: boom del Pdl, calano Pd e Movimento Cinque stelle. E sette italiani su dieci approvano il Napolitano bis





Pd e M5S in calo, Pdl in salita. Il Pdl, da solo, sfiora peraltro il risultato dell'intero centrosinistra.  E' la fotografia che emerge dal sondaggio Tecnè per Sky Tg24.
Questo il quadro delle intenzioni di voto per Camera e Senato (tra parentesi la differenza percentuale rispetto alla rilevazione del 17 aprile).
Il sondaggio ha anche ascoltato il giudizio del campione su altri due argomenti: la rielezione di Napolitano e le prospettive del dopo voto. Per quanto riguarda il Colle, i giudizi positivi sono il 74,5%, contro un 24% di giudizi negativi e un 1,5% senza opinione. La rielezione ottiene uguale favore dagli elettori Pd e Pdl (entrambi 81,7%) e di Scelta civica (81,0%). Ma anche dalla maggioranza degli elettori di Grillo (55,2%).
Sulle prospettive del dopo voto l'ipotesi che ottiene maggiori favori è un governo di transizione che faccia la legge elettorale per tornare al voto in autunno (43,3%), mentre il governo di larghe intese senza limiti di tempo è secondo (39,1%), mentre è terza e ultima l'opzione di tornare subito al voto (11,6%). Senza opinione il 6% del campione.
Il vero vincitore finora è Silvio Berlusconi. Il tracollo del Pd che ha sbattuto sul muro del Quirinale e la finta rivoluzione grillina non hanno fatto altro che rafforzare il centrodestra. Da giorni i sondaggi cominciano a dare un distacco netto tra il Pdl e il Pd. Il Movimento Cinque Stelle è in perenne calo e il risultato davvero magro raccolto in Friuli Venezia Giulia è il campanello d'allarme per la fine dell'era grillina. La bolla di Grillo pian piano si sgonfia per lasciar spazio ad un centrodestra che grazie a Silvio ha ritrovato se stesso.
Pdl, Lega, Fratelli d'Italia e gli alleati minori a palazzo Madama avrebbero il 39 per cento dei consensi. Il centrosinistra invece si ferma ad un misero 31 per cento. Un dato che darebbe stabilità al Senato e che fotografa il flop continuo di largo del Nazareno. Ma a crollare è pure Grillo che al Senato si beccherebbe solo il 19 per cento perdendo ben 4 punti sulle ultime elezioni. Alla Camera la storia non cambia. Silvio è davanti a tutti con il 37,7 per cento, lasciandosi alle spalle il centrosinistra inchiodato al 29 per cento e  il Movimento Cinque Stelle che crolla al 21 per cento dopo il 25 delle ultime elezioni. 

lunedì 22 aprile 2013

E SILVIO VA !!


Swg: centrodestra in testa, M5S in forte calo. 

Secondo la rilevazione elaborata per Agorà di Rai Tre, il partito di Berlusconi sale di due punti in una settimana. Bersani in lieve flessione, Grillo perde oltre il 2 percento. 

Il partito di Silvio Berlusconi sale di due punti in una settimana e diventa il primo nelle intenzioni di voto con il 26,2 percento di consensi. Scende invece dello 0,4 Pier Luigi Bersani, al secondo posto con il 26 percento. In forte calo il Movimento 5 Stelle  che perde il suo primato e scivola in terza posizione con il 24,8 percento, per la prima volta sotto la soglia raggiunta alle elezioni di febbraio. 
Il totale del centrodestra è al 32,5% (+2,3 / +3,3)
Il centrosinistra con Sel  arriva a 29,6 (-0,2 / -0,1)
Movimento 5 Stelle 24,8 (-2,1)
Scelta Civica 6,8% (-1,1 / -2,0), Udc 1,9% (+0,3 / -0,2)
Rivoluzione Civile 1,0% (-0,2 / -1,3)
Quanto alla fiducia, primeggia Renzi (oggi  al 55%), Bersani (30%,)  Grillo (al 29%, con un calo di 7 punti), Berlusconi (al 26 per cento, con un +2 all’attivo) e Monti (al 19 per cento e in calo di un punto). Il gradimento dei leaders è antecedente alle vicende connesse all'elezione del Capo dello Stato.
 

domenica 21 aprile 2013

Caos Pd : un partito allo sbando!!

Grande confusione tra i democratici, all'indomani dell'elezione di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica e in vista della formazione del governo. Allo stato, non sarebbe stata ancora presa alcuna decisione sulla composizione della delegazione quirinalizia. Lunedì si terranno riunioni e contatti per trovare una soluzione.
Quindi c'è da aspettarsi altre sorprese da quello che non sembra più un partito organizzato ma piuttosto una riunione di lobby che si contendono il comando di qualcosa che certamente non rimarrà unitario.
Del resto la storia della sinistra italiana ci dice chiaramente che ciclicamente al suo interno avvengono delle scissioni che nulla hanno di ideologico e niente hanno a che fare con l'interesse del Paese. Ma si configurano come vere e proprie lotte di potere per everne la leaderchip.
Ritengo, comunque, che l'origine dell'attuale crisi sia da individuare in quelle che il PD aveva spacciato ormai da qualche tempo come una sua originalissima e democraticissima peculiarità: LE PRIMARIE.
Due, a mio avviso, gli errori di fondo: non aver tenuto conto del sistema elettorale in vigore nel Paese e nell'averne fatto, prevalentemente, una questione d'immagine.
Il sistema adottato dal PD per le primarie ha consentito a persona che hanno conseguito anche 500 voti di diventare senatori e deputati nazionali; inseriti, infatti, in liste bloccate non hanno nemmeno avuto bisogno di ricercarsi le preferenze, demotivando,peraltro, quelli che si trovavano in una posizione di lista penalizzante.Era noto, per esempio,che nel collegio senatoriale della Sicilia il PD non avrebbe potuto prendere più di 5 senatori, per cui chi si trovava nelle prime 4 posizioni era abbastanza tranquillo, il quinto rimaneva in ansia ed il resto non aveva alcuna speranza.
Questo oltre ad aver soffocato la ricerca di consenso ha creato antipatie e logiche correntizie che sono implose in questi giorni per l'elezione del presidente della repubblica.
Altra causa dell'implosione odierna è l'aver reso troppo mediatiche e poco consistenti, dal punto di vista della formazione della classe dirigente, le primarie.
Oggi , sul Corriere della Sera,l'on. Bindi affronta anche lo spinoso tema del rinnovamento generazionale del Pd. «Quei 101 franchi tiratori, giustamente definiti da Bersani "traditori", non hanno la consapevolezza di cosa voglia dire fare i parlamentari - dice la presidente dimissionaria del partito -. Una delle responsabilità della segreteria è stata proprio questa: rinnovare una classe dirigente significa formarla, non fare solo un'operazione di immagine». Quindi, anche se Bindi precisa che non vuole «personalizzare», esce fuori il nome di Alessandra Moretti, che non ha votato per Franco Marini. «Un esempio lampante - dice allora la presidente dimissionaria - di come non ci sia una classe dirigente formata».
Questo mio pensiero l'avevo condiviso con amici del PD pur riconoscendo che il sistema è il più democratico per la scelta dei candidati al parlamento, ma che ha bisogno di essere contestualizzato non solo all'organizzazione interna dei partiti ma sopratutto al sistema elettorale vigente.
Renderlo obbligatorio per tutti i partiti ed i movimenti che vogliano aspirare ad un seggio in parlamento potrebbe essere un'idea da portare avanti, dandogli, logicamente, regole e sopratutto trasparenza. 

sabato 20 aprile 2013

COSE SELVAGGE FRA COMPAGNUCCI !!!!!

Selvaggia Lucarelli ha il potere, quando scrive, di farmi incazzare nero o di farmi sbellicare dalle risate, non ci sono vie di mezzo.Per questo la reputo una "grande" e mi aspetto da Lei sempre cose migliori.
Nell'articolo che vi propongo mi ha fatto morire dalle risate, la sua satira è pungente e divertente allo stesso tempo,ha il potere di rendere terra terra gente che apparentemente può sembrare potente ed intoccabile:
"SELVAGGIA LUCARELLI

Nell'asilo La7 Santoro, Mentana e Travaglio fanno la festa al bimbo Grasso

Se trovate che le discussioni tra i giudici di Amici o gli scambi epistolari su «Dipiù» siano roba da asilo Mariuccia, è perché non avete seguito con la dovuta attenzione il caso Grasso/Travaglio e i successivi sviluppi. Personalmente, sono due giorni che assisto con assoluto rapimento al vortice di proposte, due di picche, controproposte, tweet e battibecchi tra protagonisti e comprimari che neppure i 29 anni d’amore di Al Bano e Romina sono stati così prolifici. I fatti,  all’asilo Mariuccia, sono più o meno questi: durante l’ultima puntata di Servizio pubblico, il compagnuccio Marco Travaglio sostiene che il neopresidente del Senato Pietro Grasso non sia il cavaliere senza macchia che stampa e tv dipingono da giorni. Nello studio cala il gelo. Lo stupore nell’udire le parole di Travaglio è palpabile poiché accade una cosa che non era mai accaduta: non il fatto che un magistrato abbia strizzato l’occhio alla politica, ma il fatto che Travaglio abbia parlato per tre minuti consecutivi senza leggere da un foglio. Una roba commovente, perfino sinistra. Perché se deve parlare di Berlusconi dopo 20 anni che parla di Berlusconi Travaglio legge e su Grasso va a braccio? Aveva forse scritto le sue 7.000 battute di invettiva contro l’ex magistrato sul palmo della mano destra?  Passa qualche minuto e il compagnuccio Santoro annuncia la telefonata del compagnuccio Pietro Grasso in diretta.  Al neopresidente del Senato non piace quello che s’è detto di lui e chiama in diretta come zio Michele chiama Domenica Live per cazziare Barbara D’Urso. Come Celentano. Come Corona. Come l’avvocato della Moric.
La seconda carica dello stato, l’uomo che nel caso il presidente della Repubblica sia in Canada e perda l’aereo mentre la Corea del Nord sgancia un’atomica su Trieste, deve decidere la reazione politica e militare del paese, si preoccupa di fare una telefonata in tv. Non so voi, ma la faccenda non mi tranquillizza: alla luce dei fatti,  potrebbe succedere che mentre la Corea del Nord sferri anche l’attacco da terra su Fregene, il compagnuccio Grasso sia al telefono con Marco Liorni perché a «La vita in diretta» hanno mandato una foto di lui con la barba di due giorni. Il contenuto della telefonata ha un livello di maturità che i dialoghi di «My little pony» al confronto sono Schopenhauer: «Non voglio invadere la tv, non è il mio stile. Vorrei invitare Travaglio in tv per un confronto carte alla mano». Che è come dire: «La Milano da bere non è il mio stile, ma ne parliamo meglio stasera nel privée dell’Hollywood». Santoro, che nel frattempo ha un livello di eccitazione che nemmeno di fronte a Veronica Lario con le bobine di vent’anni di telefonate ad Arcore nel reggiseno, lo invita a confrontarsi con Travaglio la settimana successiva nel suo programma. Grasso replica seccato: «Una settimana è troppo, non posso aspettare così tanto di fronte a accuse così infamanti».  
Una settimana è troppo. Che detto da un ex magistrato suona decisamente esilarante, visto che c’è gente che grazie ai tempi della giustizia aspetta anche diecine di anni prima di vedere riabilitata la propria reputazione. Tentano di convincerlo, ma nulla, Grasso è convinto che ci siano già le rotative del «New York Times» che girano con la sua faccia in prima pagina e quindi si cercherà un salotto alternativo.
Travaglio va  a memoria attingendo dai dialoghi di «Fast and furious» e dichiara: «Io è una vita che aspetto il confronto!», dimenticando che dall’altro confronto che aspettava da una vita è uscito come una Smart da un crash test, e la faccenda, in diretta, si chiude lì. Il giorno dopo, l’asilo Mariuccia si colora di nuovi colpi di scena: a la 7 non c’era tutto ’sto fermento da quando Piroso e Mentana si sono incrociati per sbaglio di fronte al vassoio dei broccoli in sala mensa. Per far scannare i due, scatta la gara a chi offre il ring migliore.  Santoro vuole mettere in piedi uno speciale Servizio pubblico nel weekend, il direttore di rete Ruffini propone Piazzapulita di Formigli come teatro dello scontro, Mentana apre le porte ai due nel suo tg, Benedetta Parodi propone a Travaglio e Grasso un duello nella sua cucina a colpi di cucchiara, la Bignardi mette a disposizione il terrazzo del bagno di servizio e Myrta Merlino dice che ha una casa in multiproprietà a Gran canaria e dal primo al venti maggio possono andare quando vogliono. Interviene anche Maria De Filippi che propone ai due di scontrarsi ad Amici dicendo che vedrebbe benissimo Travaglio nella squadra blu e Grasso nella bianca con Emma, la quale dopo un anno, ancora aspetta di essere risarcita dallo sputtanamento di De Martino, altro che Grasso.  
Il compagnuccio Travaglio si impunta e non accetta inviti: o da Santoro, o niente. Il compagnuccio Formigli allora gli invia un tweet: «Marco ripensaci». Prima che possa aggiungere «Il treno delle sette e trenta senza lui, ha un cuore di metallo senza l’anima nel freddo del mattino grigio di città», ci si mette pure il compagnuccio Gad Lerner che cinguetta a sua volta: «Travaglio e Santoro coniano il loro Comandamento: “Non avrai altra televisione all’infuori di me”. Vezzi da star in una rete senza censura». E proprio quando Travaglio sta per accusare  Formigli di avergli rubato le carte Pokemon dallo zaino, suona la campanella. Tutti in classe e appuntamento alla prossima ricreazione, quando Travaglio darà appuntamento al compagnuccio d’asilo  Grasso davanti allo scivolo rosso e gli dirà finalmente: «Davvero hai preso sul serio quello che ho detto? C’hai creduto, faccia di velluto!».

UN GRAN VAFFA AL CAMPIONE DEI VAFFA !!!

Il leader del Movimento 5 Stelle annuncia la sua discesa nella Capitale. E Crimi aizza i grillini.

L'indecoroso post del blog del comico dopo l'elezione di Napolitano:"Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E' in atto "un colpo di Stato" (*). Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale (**), di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c'è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese.
Una raccomandazione: nessun tipo di violenza, ma solo protesta civile. Isolate gli eventuali violenti.
PS: Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza. Domani mattina organizzeremo un incontro con la stampa e con i simpatizzanti.