domenica 3 febbraio 2013

FUMETTI E POLITICA !








LA POLITICA A FUMETTI !













sabato 2 febbraio 2013

LA SPARATA A 5 STELLE !!!!

Appello di Osama Bin Grillo:
"Al Qaeda bombardi Roma"

"Se i jihadisti vogliono vendicarsi per l'azione in Mali, colpiscano il Parlamento. Ecco le coordinate gps..."















Eccolo, l'ultimo delirio di Osama Bin Grillo, il comico ligure con tendenze qaediste che, tempo fa, spiegò all'Italia intera che tutto sommato la donna in Iran non se la passava così male. Ma erano altri giorni. In questa fase infuocata di campagna elettorale si parla di guerre. Pochi giorni fa la "trovata": "Puntare i missili delle basi italiane contro il Parlamento". Questa l'idea per protestare contro l'intervento militare in Mali. Oggi il leader del Movimento 5 Stelle alza l'asticella, e invita Al Qaeda, in caso di rappresaglie per l'escalation militare nel Paese africano, ad attaccare l'Italia. O meglio, il Parlamento.
l giullare a cinque stelle, nel suo comizio a Piazza Maggiore a Bologna, fornisce le coordinate Gps, allude a una "ridente cittadina, un pò più a Sud di Bologna. Roma" e invita i terroristi islamici a colpire la Capitale. Con la provocazione, Grillo "suggerisce" un obiettivo alternativo alla possibile rappresaglia di Al Qaeda, nel caso in cui i jihadisti volessero rispondere alla missione franco-alleata, dalla quale Grillo si dissocia. Ovvio, le coordinate fornite da Beppe erano quelle della Camera. "Ma attaccate prima del 25 febbraio - ha aggiunto riferendosi al giorno del voto - sennò finisce che ci prendete anche a noi".
E sotto alla pioggia battente di Bologna, gli adepti di Grillo, adoranti, applaudivano alla sua ultima boutade. Le persone stipate sotto i portici e dietro al palco hanno accolto con entusiasmo l'invito del loro personalissimo mujaheddin ad attaccare l'Italia. E poi via di propaganda: "Anche i media non riescono più a dare una notizia - ha proseguito il comico - e chiedono quanti siete nei sondaggi. Lo tsunami si sta allargando, siamo un'epidemia, non ci fermiamo più. Qui non è più un movimento, siamo una comunità, siamo in emergenza". Già. Suona l'allarme rosso. Al Qaeda ci sta attaccando....

ELEZIONI 2013 - PD ALLA CANNA DEL GAS !!!!!


Pd, Bersani alla canna del gas: si affida a Renzi per non affondare

Il sindaco (ex) rottamatore tira la volata al segretario che l'ha battuto alle primarie: i dem finiscono in burla


La buttano sulla risata, per non piangere.Pierluigi Bersani si affida alla verve diMatteo Renzi per rilanciare un Partito democratico tramortito da sondaggi in picchiata e credibilità presa a martellate dallo scandalo Mps. E nella sua Firenze, il sindaco che fino al 31 dicembre picconava il segretario nella sfida delle primarie si impegna a tirargli la volata, nonostante i suoi "uomini" siano stati praticamente depennati dalle liste dei candidati. Bella riconoscenza, dirà qualcuno. Ma così va nel Pd, che fa buon viso a cattivissimo gioco e prova, appunto, a mostrare il sorrisone dei momenti migliori. Basta dare un'occhiata al sito ufficiale del partito, sempre in prima fila quando si tratta di burle e trovate kitsch. In home page, ecco allora una bella foto della strana coppia Bersani-Renzi con completo nero e occhiali da sole stile Blues Brothers. L'effetto, straniante, è quello di due iettatori. 

Guida Matteo - "Voglio dare il benvenuto al prossimo presidente del consiglio Peirluigi Bersani", è l'introduzione di un Renzi scoppiettante dal palco dell'Obi Hall, e neanche a farlo apposta sembra un po' una gufata. Il sindaco è in gran spolvero, quasi a prendersi una rivincita del tipo "tu mi hai fatto fuori ma ora ti salvo". Quasi emblematicamente, è stato proprio Renzi a guidare l'auto con cui i due sono arrivati al teatro fiorentino. "Ho incontrato Pierluigi poco fa in Palazzo Vecchio, nella sala dei sindaci, ed ho pensato di fargli firmare il libro d'onore - ha proseguito Renzi -, ma poi ho detto no, lo firmerai quando verrai a Firenze da presidente del consiglio. Ti verremo a cercare, abbiamo una certa esperienza nell’andare a scovare i presidenti del consiglio anche in sedi non istituzionali", scherza un po' polemicamente ricordando la sua visita a Berlusconi ad Arcore, che tante critiche gli procurò da sinistra. E finchè c'è lui sul palco, il Pd va avanti a battutine. Tipo quella su Fini alleato di Monti, "che non è quello dei tortellini, ma quello che con Le Pen andava in visita da Saddam Hussein", o suBerlusconi che "può ingaggiare Balotelli, anche se ingaggiasse il mago Silvan non servirebbe a far sparire le cose che abbiamo visto in questi anni". Poi Renzi assicura: "Il Pd è tutti, non delle correnti. Dobbiamo dire con grande franchezza che l'Italia giusta ha bisogno di ognuno di noi. Noi oggi siamo qui per dire che Firenze vuole contribuire all'Italia giusta".


La rabbia di Bersani - Poi tocca a Bersani, in maniche di camicia, rigorosamente arrotolate in Renzi-style. L'ironia toscana del sindaco lascia spazio a toni un po' più arrabbiati e corrucciati. "Attenzione alle sirene che dicono il Pd ha già vinto, è avanti. Non ci fa piacere. Qui vince chi arriva primo, sia chiaro che i voti son tutti utili, hanno tutti la stessa dignità. Ma se si vuole vincere sulla destra, c'è un solo voto, quello al Pd". A tener banco c'è il caso Monte dei Paschi e Pier lo sorvola con prudenza: "Stiamo chiedendo una commissione di inchiesta parlamentare sui derivati che devono essere messi assolutamente sotto regole, è ora che paghino la Tobin Tax", senza però entrare nel merito delle responsabilità del Pd. Il segretario s'infervora invece quando parla delle parole di Monti sul Partito democratico "nato nel 1921", proprio come quello comunista: "La battuta di oggi è stata veramente infelice, si può dir tutto ma non ferire un progetto come il nostro di cui non ha neanche la vaga idea". E sulla campagna elettorale dei suoi avversai Bersani s'indigna: "Siamo ancora o al festival delle promesse o all'attacco generico all'avversario senza che si riesca a mettere a tema il futuro del paese". E via alla strigliata per Monti e Berlusconi e i loro programmi taglia-tasse e pure a Beppe Grillo, che in Sicilia ha promesso 1.000 euro al mese a tutti i disoccupati per tre anni. "Favole invereconde - le ha bollate Bersani - e non degne di un Paese serio".

BANCAROTTI ! MPS: LA BINDI VA NEL PALLONE!


Mps, la Bindi va nel pallone a Porta a Porta: lo statuto del Pd incastra Mussari e i democratici

La presidente dei democratici non sa spiegare al direttore Belpietro come mai nello statuto c'è una norma che prevede un contributo da parte dei "nominati" da partito per le casse del pd.


Rosy Bindi non sa più che dire. Durante la puntata di Porta a Porta di ieri sera si parla dello scandalo Mps e delle contiguità tra la banca e il Pd. Ospite in studio anche il direttore di Libero,Maurizio Belpietro. La presidente del Pd va subito in difficoltà. Basta poco. Belpietro cita un articolo dello statuto del Pd di Siena in cui si parla chiaramente di contributi al partito da parte di parlamentari e "nominati" in enti pubblici e privati. In questo modo sarebbero chiari i 700mila euro che Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi, ha versato ai democratici. La Bindi va subito in confusione. Belpietro tiene in mano il testo dello statuto. E la Bindi va nel pallone. Prova a giustificarsi dicendo che nello statuto "non si parla dei presidenti delle banche". La scusa regge poco visto che lo stesso Mussari a norma di statuto è un "nominato" del partito. Il duello va avanti per qualche minuto. Rosy Bindi non riesce a dare una spiegazione accettabile a quella norma. Ha paura. E il direttore Belpietro con un gesto che mima la fifa glielo fa notare. Il Pd è nel pallone. Mps sta diventando una spina nel fianco che può ribaltare tutto. Anche le elezioni.

venerdì 1 febbraio 2013

FerrariF138:le foto

FerrariF138:le foto: - Gallery di Gazzetta.it

SONDAGGI IN EVOLUZIONE !!!!!!!


 "A due punti dal Pd" E Silvio supera Bersani

Il sondaggio Swg sul gradimento dei leader vede l'ex premier in testa, con 16 italiani su 100 che hanno fiducia in lui. Pier è a 15, Monti fermo a 13


Il sondaggio non riguarda il gradimento delle coalizione, dove il centrosinistra formato da Partito democratico e Sinistra ecologia e libertà ancora primeggia però il Pdl si avvicina. Alla domanda «quale tra i seguenti politici ispira più fiducia», 16 italiani su 100 rispondono Silvio Berlusconi, 15 Pier Luigi Bersani (erano 18 il 24 gennaio), 15 Beppe Grillo, 13 Mario Monti, 8 Antonio Ingroia.


Grillo sorpassa il centro di Monti. Pd per la prima volta sotto 30%

Tra centrosinistra e centrodestra solo il 3%.


Il sondaggio continua. Dopo quelli di Tecnè per Sky tg24 e quello Emg per il tg di Mentana su La7, oggi è la volta di quello Euromedia, la casa di rilevazioni preferita da Silvio Berlusconi. Per la quale, se il centrodestra è cresciuto negli ultimi sette giorni del solo 0,2% (ma il Pdl ha guadagnato l'1%), a pagare lo scandalo della banca senese sono stati in particolar modo i montiani, che hanno lasciato sul terreno l'1% ("Il 47% degli italiani - spiega la numero uno di Euromedia Alessandra Ghisleri - ritiene che l'Imu sia stata messa dal gioverno proprio per finanziare il salvataggio della banca). Molto, se rapportato al loro valore attuale del centro, che è intorno al 13%. Ha perso l'1,6% il Partito democratico. Ma il dato statisticamente più importante, anche se atteso proprio come conseguenza del caso-Mps, è il balzo in avanti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che con un +2,5% in una sola settimana passa al 13,1%. Cioè davanti al centro di Monti. Questa, dunque, la situazione testata dalla Ghisleri: totale centrodestra al 32,4% (con Pdl al 22,2). Totale centrosinistra 35% (con il Pd per la prima volta sotto il 30%, a quota 29,5).