venerdì 2 maggio 2014

  1. «Siamo solidi. E siamo una risorsa per il Paese. Ogni anno versiamo in media al Fisco oltre 500 milioni di euro, 5 miliardi negli ultimi 10 anni. Stiamo affrontando bene tutte le difficoltà. E in quel “tutte” c’è anche l’inaccettabile esproprio di 500 milioni a favore della Cir di De Benedetti per il Lodo Mondadori»
  2. Anche lì c’è una sentenza, una causa vinta da De Benedetti
  3. «Se penso che ha avuto il coraggio di dire che mio padre “non è un imprenditore”… Si è visto quanta ricchezza lui è stato capace di distruggere per tutti mentre ne creava, e tanta, soltanto per sé. Mi auguro solo che dopo l’Olivetti, dopo decine di migliaia di risparmiatori, ora non tocchi a Sorgenia. La storia imprenditoriale di Carlo De Benedetti è costellata di naufragi, e paradossalmente la sua ancora di salvezza stavolta siamo stati proprio noi, o meglio quei 500 milioni del Lodo».
  4. Anche il ventennio berlusconiano viene vissuto come un naufragio
  5. «Mi costringe a tornare sulla politica… Intanto il cosiddetto ventennio berlusconiano in realtà non è neppure un decennio, per il tempo restante ha governato la sinistra».
  6. Fossero solo dieci anni non sono pochi, ma i fatti
  7. «I fatti ci sono, sono tanti, e le 40 riforme degli esecutivi Berlusconi stanno lì a dimostrarlo. Si poteva fare di più, fare meglio? Si può sempre fare di più e meglio. Ma quanto sia difficile governare questo Paese credo l’abbiano capito tutti». 
  8. Ogni governo lo dice
  9. «Beh, tenga conto che molte delle cose buone fatte sono state poi disfatte proprio dalla sinistra. Penso alla riforma istituzionale del 2005 ma anche, per esempio, alla legge Biagi o a quelle delle pensioni che ci avrebbero evitato lo choc della riforma Fornero. E poi bisogna porsi anche un’altra domanda: che cosa sarebbe successo se mio padre non fosse entrato in politica, e questo Paese fosse rimasto nelle mani della “gioiosa macchina da guerra”, libera di scorrazzare perché a spazzar via gli avversari aveva appena provveduto Tangentopoli?».
  10. Si, ma fallendo una pretesa rivoluzione liberale. E lo dicono Bonaiuti, Bondi, ecc…
  11. «Lasciamo stare i nomi, ma di fronte a questo resto allibita. Mi chiedo: ma questi signori dov’erano, che cosa facevano? Non li sfiora il sospetto di essersi dimostrati a dir poco inadeguati? E che senso ha ripetere che Forza Italia non ha un progetto politico?».
  12. E quale sarebbe questo progetto politico?
  13. «Resta quello di un Paese dove lo Stato sia al servizio dei cittadini e non viceversa, le libertà e i diritti individuali valgano davvero per tutti, dove la magistratura non assuma compiti che non le spettano, dove cittadini e imprese non siano soffocati da tasse e burocrazia. Non è un progetto politico questo? E chi potrebbe difendere i valori liberali se non Forza Italia e Silvio Berlusconi? Non penseremo mica a Renzi, solo perché non ha la foto di Togliatti in ufficio, o a qualcuno che è alla perenne ricerca del quid?»
  14. Ce n’è anche per i «traditori»? Alfano e gli altri?
  15. «Se di tradimento dobbiamo parlare, direi che queste persone hanno innanzitutto tradito se stesse e la propria storia. Consegnandoci una granitica certezza: l’unica cosa in cui sono grandi è la mediocrità. Il dissenso è ovviamente legittimo, ma ci sono anche i modi e i tempi giusti per esprimerlo. Quando poi si scopre che spesso dietro certe “nobili” prese di distanza ci sono in realtà soltanto faide di potere o fame di poltrone, il tutto diventa, se possibile, ancora più avvilente». 
  16. Idee chiare... Manca solo l’impegno in politica.
  17. «Per la politica ho un grande rispetto, la seguo dall’esterno con attenzione, ma il mio posto è nelle aziende, questo è il lavoro che mi piace fare. E poi questa storia della trasmissione dinastica non mi ha mai convinto. La leadership non si eredita, bisogna sapersela costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione. E soprattutto con rispetto: per se stessi e per gli elettori». 
  18. Niente Marina come Marine Le Pen?
  19. «Lei è cresciuta a pane e politica. Io ho scelto un’altra strada. E sono soddisfatta della mia vita. Mi ha riservato molte fortune, sia nel lavoro che a livello personale. E la più grande è quella di avere un marito e dei figli come quelli che ho. Detto questo, so che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi, oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà!
  20. 28 APRILE 2014
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giovedì 30 gennaio 2014

SICILIANI CHIEDIAMO L'IMPEACHMENT PER CROCETTA!!!!!

La Finanziaria del presidente Crocetta uccide la Sicilia !


















Una Sicilia “impugnata”. Cancellata dagli errori del governo e del Parlamento Regionale e dalla penna del Commissario dello Stato. Quasi 30 mila persone “scomparse” dal bilancio della Regione siciliana.
In attesa che il governo si metta al tavolo e le riscriva, in qualche modo.
Certo, se proprio si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, l'apparizione domani in Gurs della manovra sblocca la cassa regionale.
Ma se qualcuno (quasi ventimila persone e le rispettive famiglie, a dire il vero) potrà tirare un sospiro di sollievo, almeno altrettanti siciliani, domani, si ritroveranno in quel tunnel di paura e incertezza nel quale sono entrati dopo la decisione-choc del Commissario di cancellare le corbellerie di Crocetta e soci. 
Quali sono queste situazioni? Si tratta innanzitutto di quei lavoratori che non dipendono direttamente dalla Regione ma che “vivono” con i contributi garantiti dal bilancio regionale. Ma la pubblicazione domani in Gurs della legge di stabilità cancella anche i Fondi ai Teatri, alle associazioni antimafia, all'Istituto per le attività produttive, alle associazioni che assistono i disabili e i non vedenti. In alcuni casi, alcuni soggetti potranno attingere ai fondi residui del bilancio. In grado di garantire una sopravvivenza di uno, due mesi al massimo. Per altri, almeno fino alla nuova manovra, già annunciata dall'assessore Bianchi rubinetti si chiuderanno subito.
Per la stima numerica, ci affidiamo al governo. Che ha parlato nei giorni scorsi di 26 mila lavoratori a rischio. “Migliaia di famiglie gettate sul lastrico”, sottolinea drammaticamente oggi Crocetta. Suscitando, però, le “tirate d'orecchi” delle parti sociali: “Non soffi sul fuoco di questa tragedia, il suo governo è responsabile” gli ricordano i sindacati.
La Finanziaria e la successiva impugnativa, in effetti, lasciano ovunque macerie. E la manovra-bis al quale il governo dovrà presto mettersi a lavorare (cercando soldi in chissà quali pieghe di un esangue bilancio, probabilmente puntando su quelli che finanziano gli Enti locali) somiglierà a un'opera di vera ricostruzione. Un intervento pesante di “chirurgia plastica” a una manovra finanziaria martoriata e ormai deforme.
Associazioni, Fondazioni e centri antiracket perdono 520 mila euro, fondi assegnati ogni anno dalla Regione come contributo a queste strutture impegnate a fianco degli imprenditori che denunciano il pizzo, ma anche in attività di divulgazione della memoria di Falcone e Borsellino nelle scuole e tra i giovani. Chi denuncia il pizzo non riceverà i 510 mila euro a valere come rimborso degli oneri fiscali, misura introdotta per sostenere le vittime del racket. Persi anche i 180 mila euro stanziati nel fondo a disposizione della Regione per la costituzione delle parti civili nei processi contro la mafia. Saltano anche i fondi per pensioni straordinarie e vitalizi a favore delle vittime del dovere, della mafia e della criminalità organizzata (34mila euro), 15 mila euro di contributi in favore di imprenditori e liberi professionisti per l'acquisto e l'installazione di impianti elettronici di rilevamento di presenze estranee e di registrazione audiovisiva e altri 110 mila euro come una tantum per chi subisce danni da attentati a immobili, mezzi di trasporto e lavoro. L'Arma dei carabinieri deve rinunciare a 2,5 milioni di euro e non ci sono più i contributi per i consorzi dei comuni (258 mila euro) che si occupano esclusivamente della gestione e della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per le spese di funzionamento.

Ma non solo. Saltano anche gli stanziamenti per gli ex dipendenti della Fiera del Mediterraneo passati in Resais, dei dipendenti del Ciapi, dell'Esa, dell'Eas, dei consorzi di bonifica (29 milioni), del Cerisdi, del Coppem, del Corfilac e dell'Istituto zootecnico. Tagliati anche gli oltre 8,5 milioni destinati al funzionamento dell'Arpa. Saltano i 12 milioni destinati al funzionamento dell'Irsap: “Questo impedirà – ha spiegato Crocetta – alle imprese di effettuare le opere di depurazione”.

Mancano le somme necessarie a garantire gli stipendi dei comandati negli assessoratiEnergia, Economia e Sanità, e quelle destinate agli Enti parco e alla Riserve naturali. Scompaiono i fondi per il pagamento degli stipendi dei dipendenti dell'Ufficio di Bruxelles e di quelli dell'Istituto Vite e Vino. Cancellate anche la somme per i Teatri siciliani, per le Università e gli Ersu, per le fondazioni Orcehestra sinfonica siciliana e Teatro Massimo, per gli enti cattolici, per le associazioni che rappresentano i disabili e i ciechi.

 Una Sicilia intera che scompare dal bilancio della Regione. Una Sicilia che rischia di non esistere più.

martedì 15 ottobre 2013

TRASPARENZA RAI!!!!!!

Fazio: è stuoino del Pd!

Incredibile ma vero:Fazio dice che lui si guadagna i suoi soldi: Questo programma è interamente pagato interamente dalla pubblicita. Il suo contratto è stato rinnovato per tre anni per un importo di 5.400.000 euro, pari a 1.800.000 all’anno.Fazio di che parla? Quali guadagni si attribuisce?".La Rai è tecnicamente fallita, nel 2012 ha perso 245,7 milioni di euro e le previsioni per il 2013 sono di una perdita superiore a 400 milioni. Gubitosi e la Tarantola dove trovano i soldi da dare a Fazio? Come giustificano un contratto che è un insulto alla condizione del Paese e ai lavoratori della Rai? Con che faccia?". 

sabato 28 settembre 2013

NAPOLITANO E LETTA A SOVRANITA' LIMITATA !!!!!


FERMI TUTTI: SI CAMBIA! LA KAISER HA FATTO SAPERE A NAPOLITANO E LETTA CHE “E’ MEGLIO FARE LE ELEZIONI APPENA POSSIBILE" PIUTTOSTO DI RESTARE IN BALIA DI UN GOVERNO DEBOLISSIMO, CON POCHI VOTI AL SENATO E NESSUNA PROSPETTIVA DI FARE RIFORME E DISMISSIONI EFFICACI.

Ecco i fatti: da quando e' stata eletta la Super Cancelliera ha avuto le telefonate di rito con Re Giorgio II e con il premier Letta nipote ai quali ha detto che l'obiettivo del suo nuovo mandato e' quello di ridare fiato economico al Vecchio Continente e di stabilizzare i paesi più deboli, a cominciare ovviamente dall'Italia ma senza dimenticare la stessa Francia, afflitta quest'ultima secondo Kaiser Angela da un welfare insostenibile. Sin qui, niente di nuovo.
Ma Napolitano e Letta sono sobbalzati quando la Cancelliera ha detto che, una volta fuori gioco "quello li", cioè il condannato Silvio Berlusconi, bisogna chiedersi se conviene all'Europa che l'Italia resti in balia di un governo debolissimo, con pochi voti al Senato e nessuna prospettiva di fare riforme efficaci. Frau Merkel ha continuato più o meno con queste parole: "Piuttosto, meglio fare le elezioni appena possibile".
La posizione di Angela Merkel avrà effetti sostanziali sulla situazione del nostro Paese, sull'orlo di una vera e propria implosione del sistema politico?
Alla luce delle notizie di questa sera sembrerebbe proprio di si anche se  il clamoroso cambio di rotta della Cancelliera potrebbe tradursi in decisioni effettive da noi in tempi mediamente non brevi e immediati. 
Infatti le condizioni necessarie perchè ciò avvenga devono necessariamente avvenire attraverso alcuni passaggi:
1. Deve consumarsi sino in fondo l'uscita di scena per via giudiziaria del virtualmente ex Cavalier Berlusconi. Su questo sono ovviamente d'accordotutti, da Obama a Hollande, non solo la signora Merkel, basta dare un'occhiata alla stampa internazionale per averne l'assoluta certezza. Del resto Forza Italia non verra' mai ammessa nel Partito Popolare Europeo, di fatto verra' relegata al ruolo di una sorta di Alba Dorata greca.
2. Occorre che il Pd dimostri di avere un assetto capace di vincere senza se e senza ma le elezioni. Quindi, serve il congresso, un segretario e un programma all'altezza delle difficoltà del Paese e una squadra che appaia capace di realizzarlo. Cosa ne' facile ne scontata nella situazione data.
3. Serve ovviamente un candidato premier, e Letta nipote non ha affatto intenzione di consegnare le chiavi di Palazzo Chigi al sindaco di Firenze: venderà cara la pelle, e il fatto che dal suo viaggio americano sia tornato con in mano la data per incontrare Obama e' un segnale importante, poiché la Casa Bianca di solito non annuncia un mese prima che il Presidente vedrà un capo di Stato straniero. Si tratta dunque di un velo protettivo da non sottovalutare.
4. Anche se ha recepito il messaggio arrivato da Berlino, Re Giorgio II Napolitano non ha sinora cambiato nulla,apparentemente,  della sua posizione, ma di fatto con la richiesta della verifica parlamentare sta collaborando con Letta nipote per far ricadere tutte le responsabilità del disastro italiano sul PDL-Forza Italia.
Dunque, la sintesi finale dei segnali tra Roma e Berlino e' questa: appena l'Italia avra' consumato lo strappo finale dal Condannato Silvio Berlusconi, vedremo come e in che tempi la nuova rotta che Angela Merkel ha disegnato per l'Europa si applica al nostro disgraziato Paese.