giovedì 16 giugno 2011

Mafia, Maroni invia Commissione a SalemiSgarbi: “Lo ringrazio, mi sento minacciato”

Il    sindaco sostiene di essere stato lui stesso a chiederla, sicuro che possa smentire i    
sospetti di infiltrazioni mafiose nella sua giunta. Il suo parere però potrebbe anche 
portare allo scioglimento del Comune. Sotto la lente degli investigatori in un'indagine che 
coinvolge     l'ex deputato regionale Dc ed ex sorvegliato speciale Pino Giammarinaro

martedì 14 giugno 2011


Nuova lettera di minacce a Sgarbi
"Ti romperemo qualche osso"

Insulti e allusioni in una missiva contro il critico d'arte dal 2008 sindaco di Salemi. La lettera è stata spedita da Cagliari il 7 giugno. Quattro giorni dopo Sgarbi era a Cagliari per ritirare un premio

Ancora una lettera di minacce a Vittorio Sgarbi. E' stata recapitata nella sede dell'ufficio di gabinetto di via Giovanni La Rocca, a Salemi, paese del Trapanese di cui il critico d'arte è sindaco dal 2008. 

E' stata spedita da Cagliari il 7 giugno, quattro giorni prima che il critico andasse nel capoluogo sardo per il premio "Città del Vino ecosostenibile 2011", assegnato ai comuni che si sono segnalati come "virtuosi" nella produzione di energia da fonti rinnovabili, sulla base di una classifica redatta da Legambiente. La busta, che è stata già consegnata agli inquirenti, conteneva insulti e allusioni e si concludeva così: "abbiamo pensato bene di romperti qualche osso". Da oltre un anno a Vittorio Sgarbi è stata assegnata una tutela affidata ai militari della Guardia di Finanza.

Sgarbi ha interpretato il premio come una 'beffa', viste le sue note posizioni contro l'eolico che "sfregia il paesaggio". "Il primato, tra l'altro, è stato raggiunto indipendentemente dalle decisioni del Comune che sugli impianti eolici non ha alcun potere di vincolo - ha fatto sapere Sgarbi -. Tutte le autorizzazioni in materia sono rilasciate dalla Regione siciliana".

lunedì 13 giugno 2011

EUROPRIDE ALLA VACCINARA!


Maria Laura Rodotà per il Corriere della Sera
Roma è sempre Roma; anche al culmine di un gigantesco Europride gay-lesbo-bisex-transgender; anche quando viene benedetta urbi et orbi dalla popstar american-planetaria del momento. Roma è sempre Roma; e quando la popstar conclude il suo discorso retorico-sgangherato strappacore, il primo commento che parte è «a' Lady Gaga, ma che te sei magnata er bignami de Martin Luther King?» .
LADY GAGA
Feroce, competente e sintetico, definisce bene un intervento empatico come ci si aspettava da una ben costruita icona gay (anche se al Circo Massimo qualcuno osservava «con la parrucca sembra Crozza quando fa Gigi Marzullo» , vabbé), buonista-inclusivo, sostanzialmente sobrio, poco antagonista.
LADY GAGA
Il pubblico si è emozionato, ha cantato, si è abbracciato, a un certo punto ha fischiato perché Lady Gaga ha ringraziato il sindaco Gianni Alemanno. Però poi è stata sempre applaudita; quando ha detto «sono qui per difendere l'amore» ; quando ha elencato i Paesi in cui essere gay è rischioso e/o illegale; quando ha ricordato le origini del movimento, nel 1969, a Manhattan, con la rivolta di Stonewall.
PAPA- EUROPRIDE 2011
Quando ha ripetuto «vogliamo piena uguaglianza» , e si è chiesta «quando arriverà il giorno del nostro matrimonio?» . E quando, a generale implicita richiesta, ha spiegato: «In una scala gay da 1 a 10, sono un 42 alla Judy Garland» . A occhio e croce, una bisex, e non sarebbe una notizia. Anche perché, ha detto, le chiedono spesso «sei anche tu lesbica?» , e lei risponde: «Io sono figlia della diversità. Sono una della mia generazione, che sente l'obbligo morale di esercitare una potenzialità rivoluzionaria» . Che per tanti suoi coetanei, e per i più giovani, spesso è normale. È un orientamento e un comportamento civico-pop come la manifestazione di Roma.
LADY GAGA -CONCIA -EUROPRIDE 2011
Un Europride molto romano, si diceva; trasformatosi in festa cittadina per gente di ogni inclinazione sociale e sessuale che si è aggiunta via via: abitanti borghesi bohémien di sinistra del rione Monti (poi balcanizzatisi tra i baretti scopo aperitivo); turisti piacevolmente stupiti (molti si sono uniti al corteo per fare foto); mamme immigrate di piazza Vittorio (incuranti di Giovanardi, hanno portato i bambini a vedere i camion con la gente travestita e a giocare con i coriandoli che lanciavano); gruppi di liceali ufficialmente etero e ufficialmente sprezzanti verso l'ipercommerciale Gaga, però venuti con la scusa di vederla per ballare all'aperto, e poi coinvolti.
Così, le centinaia di migliaia di Lgbt più etero si sono divertiti all'arrivo di Lady Gaga in versione signora americana a Roma nella Dolce vita, in lungo bianco e nero Versace, con occhiali scuri e regolamentare parrucca blu. L'hanno acclamata quando ha annunciato la sua «grande missione» , cioè «diventare parte di questa gioiosa mobilitazione Lgbt» .
LADY GAGA
«Sono arrabbiata come tanti di voi» , ha gridato. «Ma ora dobbiamo trasformare questa piazza italiana in una piazza elettrica» . C'è riuscita cantando Born This Way e The Edge of Glory. Commento finale tra gli altri: «Lady Gaga è il Papa nero!» . Non esageriamo, certo sa arringare la folla come un leader trascinante e opportunamente vago, e canta bene.


IL 22 GIUGNO RIUSCIRÀ BERLUSCONI AD OTTENERE IL VOTO DEI 

RESPONSABILI? E IL PROSSIMO PRIMO LUGLIO RIUSCIRÀ ALFANO 

AD ESSERE NOMINATO SEGRETARIO POLITICO? -

Cossiga insulta Di Pietro,magistrato Palamara (pres.Anm) ed elettori Idv...

domenica 12 giugno 2011



POLITICA
11.6.2011




Briatore - Santanché, Fede: "Sono i peggiori"
La risposta del direttore del Tg4 a quanto emerso dalle intercettazioni

 


"Pensavo fossero degli amici ed invece i peggiori nemici sono quelli che ti stanno più vicino: Chi? Ma Daniela Santanché e soprattuto Flavio Briatore che conosco da trent'anni. Ed invece ancora una volta aveva ragione mia moglie: stamattina mi ha detto, Emilio te lo ripetevo sempre erano persone da non frequentare".
Lontani anni luce i tempi del Billionaire, delle foto sorridenti tutti e tre insieme. Emilio Fede va giù duro con i commenti dopo aver letto le intercettazioni del colloquio tra Briatore eSantanché.
"Una totale paranoia - dice - sono discorsi paranoici tanto assurdi che ho pensato di essere su Scherzi a parte e invece, purtroppo, non siamo su Scherzi a parte. Sono cose che fanno parte della arroganza e della imbecillità di persone che conosco da trent'anni". La prima falsità a giudizio del direttore del Tg4 è la presunta cresta fatta dallo stesso Fede su un prestito a Lele Mora. "E poi - dice Briatore nelle intercettazioni della sua conversazione con la Santanché, pubblicate oggi dal quotidiano la Repubblica - quella roba di Fede, è indecente".
"E' talmente tanto chiarita che non ha bisogno di commenti - spiega Fede - è agli atti dell'indagine e lo ha detto lo stesso Mora pubblicamente che quando era in difficoltà economiche io gli ho fatto un prestito che lui mi ha restituito. Lo stesso Berlusconi mi ha detto quando ho cercato di spiegare le illazioni: Emilio, stai tranquillo, so che non ti sei appropriato di nulla".
 La seconda falsità sarebbero le affermazioni su Raffaella Zardo: "Fede - afferma Briatore nella telefonata intercettata dalla procura di Genova nell'ambito della indagine per evasione fiscale per il suo Yacht Force Blue - non ha più parlato con il presidente, è stato tenuto in quarantena e sembra che abbia comprato delle case alla Zardo con tutti sti' soldi...".
"Ho detto a Raffaella Zardo di contattare gli avvocati e querelare Briatore - dice Fede -. Raffaella ha già avuto un sacco di problemi, è una falsità bella e buona, lei vive in un monolocale di 40 metri quadri e paga un affitto di 800 euro: stamattina mi ha mandato un sms, te lo leggo ascolta: E meno male che io non possiedo nemmeno una casa e sto lavorando onestamente per cercare di comprarmela. Insomma sono davvero falsità di cui Briatore dovrà rendere conto. E' il tentativo di gettare fango su Raffaella questo è davvero molto triste: come si fa a difendersi da cazzate come questa... Io so di non essere un figlio di puttana, Briatore non lo so davvero, lui sì che è pluriindagato..." commenta il direttore del Tg4.
Falsità secondo Fede anche i bunga bunga che continuano come si legge in un altro passo delle intercettazioni della Gdf relative al tre aprile scorso: "Sai chi e' venuto a trovarmi a Montecarlo? - dice Briatore a Santanché - Lele Mora. Mi ha detto che tutto continua come se nulla fosse". "Roba da pazzi - risponde la Santanché".
"Non più lì (ad Arcore) - spiega Briatore - ma nell'altra villa. Tutto come prima non è cambiato un cazzo. Stessi attori...stesso film proietatto in un cinema diverso...come prima più di prima...". "Ripeto sono cose allucinanti - spiega Fede - dette da persone che consideravo amici e non solo io: Santanché ha fatto praticamente la portavoce di Berlusconi e Briatore lui lo ha sempre trattato come un amico. Insomma, è vero quando dicono che i peggiori nemici sono quelli che ti stanno più vicino...".
E da Briatore parte la denuncia 
Una denuncia per rivelazione di segreto di ufficio. E' quella presentata dai legali di Flavio Britatore, gli avvocati Fabio Lattanzi e Massimo Pellicciotta, dopo la pubblicazione delle intercettazioni delle telefonate tra il patron del Billionarie e il sottosegretario Daniela Santanché. Le intercettazioni sono state fatte dalla Guardia di Finanza nello scorso aprile e riguardano una inchiesta della procura di Genova su una presunta evasione fiscale commessa dall'affarista riguardo al panfilo "Force Blue". I colloqui Santanché-Briatore sono stati trasmessi per competenza ai pm della procura di Milano che indagano sul caso Ruby.
Il "no comment" di Daniela Santanché
"Non ho niente da commentare, certe cose non vanno nemmeno commentate: ero una che ascoltava al telefono un amico, ma lo ripeto non voglio fare commenti non voglio dire nulla". Così il sottosegratario Daniela Santanché sulla telefonata tra lei e Flavio Briatore intercettata dalla procura di Genova e finita poi negli atti dell'inchiesta sul Ruby gate.

sabato 11 giugno 2011

«Salus Iniqua», il clima è infuocato


La discussione sui risvolti politici dell’indagine a carico dell’ex deputato Giuseppe Giammarinaro approda in Consiglio



                      
                   Cambi di deleghe e liti al vetriolo
                                 Giunta, il Pd ne chiede l’azzeramento

                                  Sgarbi rigetta le ipotesi di rimpasto



Nel corso della seduta del Consiglio comunale non sono mancati gli aspri alterchi e le novità dal punto di vista amministrativo e politico. Fra i cambiamenti dell’ultima ora rientra il «trasferimento» della delega alle Manutenzioni,

tolta all’assessore Ilardi e assegnata alla collega Antonina Grillo.
Ad annunciarlo il vicesindaco Antonella Favuzza che, in polemica con l’intervento in Consiglio del capogruppo Udc Nino Ardagna che lamentava lo stato di degrado in cui versa la cittadina, già durante la riunione aveva espresso l’intenzione di attribuirla alla giovane componente di giunta. Una novità che segue di poche settimane il passaggio di competenze fra l’assessore Salvatore Angelo, al quale è stata tolta la delega al Piano regolatore, e Bernardo Tortorici che l’ha inclusa fra le sue. Modifiche condite nel frattempo da accese liti al vetriolo, a cominciare dallo scontro rovente fra il vicesindaco e il consigliere del Pd Domenico Venuti, iniziato in Consiglio, proseguito a colpi di comunicati stampa e concluso con un volantino dal tono irridente diffuso dal Partito Democratico che risponde al manifesto proposto dall’amministrazione comunale per ribadire le iniziative intraprese nell’arco della legislatura a guida Sgarbi. (ll)
(tratto da Belice C'è giugno 2011)