lunedì 17 dicembre 2012

IL FRATELLO DI MAHMUD AHMADINEJAD


FRATELLI  IN  EPURAZIONI E ......IN  ALTRO?


da:


M5S, Grillo caccia la consigliera comunale di Forlì che solidarizzò con la Salsi


Raffaella Pirini aveva dichiarato "poco cortese" la battuta sul Punto G e aveva manifestato vicinanza a attivisti del M5S finiti nel mirino del comico genovese. Ora la sua lista Destinazione Forlì non è più tra quelle "certificate" dal leader



Cresce la lista degli epurati del Movimento 5 Stelle. Dopo Valentino Tavolazzi e il gruppo di Cento,Giovanni Favia e Federica Salsi, ora tocca ai militanti forlivesi. Sono fuori. Hanno ricevuto, con una raccomandata dell’avvocato di Beppe Grillo, Michelangelo Montefusco, l’intimazione a non usare più il segno distintivo del movimento. La ragione dell’estromissione non la conoscono. Nella lettera del legale si ricorda solo che “l’uso del nome e del marchio è riservato a quanti abbiano ottenuto la certificazione di una lista di candidati in vista di una consultazione elettorale – ovviamente, tenutasi successivamente alla nascita del Movimento medesimo – ed, insieme ad essa, la specifica autorizzazione del mio cliente all’utilizzo dell’uno e dell’altro”.
La clausola che esclude i militanti forlivesi risiederebbe proprio nel fatto che il M5S è nato successivamente all’elezione in Comune dei rappresentanti della lista Destinazione Forlì. Dunque si tratterebbe ufficialmente di una mera ragione burocratica. Non è così per Raffaella Pirini, capogruppo della lista in consiglio comunale. La sua visione dei fatti la consegna a una conferenza stampa indetta, con largo anticipo, dopo un mese di silenzio stampa, in cui i 5 Stelle forlivesi hanno tentato lungamente prendere contatto con Grillo e il suo avvocato, per di ricucire lo strappo attraverso il dialogo. “Siccome i due sono risultati irraggiungibili – chiarisce Pirini – abbiamo deciso di comunicare pubblicamente quella che per noi è una decisione politica. Non si poteva più aspettare, se no saremmo passati noi dalla parte del torto”.
Gli ex-grillini di Destinazione Forlì lamentano che la loro lista è scomparsa a posterioridall’elenco di quelle certificate (dove compariva in ordine alfabetico tra Follonica e Frascati) e Pirini ribadisce: “Noi chiedemmo la certificazione fin dall’inizio, pur essendo stati eletti a Forlì con il nostro logo”. La motivazione addotta da Grillo non ha basi solide. Nella nostra condizione sono altre liste civiche, ma noi siamo stati gli unici epurati per questo motivo. Ciò ci ha spinto a chiederne la motivazione, ma non è stato possibile ottenere un confronto con Grillo”.
Non ci stanno quelli di Forlì, feriti da una decisione che non comprendono fino in fondo. La cacciata dal movimento suona come un provvedimento lapidario, preso dopo tanti piccoli scricchiolii nelle relazioni tra il leader e la base. Tra questi la solidarietà di Raffaella Pirini espressa al consigliere regionale Andrea Defranceschi quando Grillo, a gennaio 2012, si infuriò con lui per aver firmato la risoluzione che doveva scongiurare la chiusura del quotidiano l’Unità. Grillo allora insorse invitando Defranceschi ad andarsene nel Pd. La stessa raccomandazione che fece poi a settembre a Giovanni Favia, accusandolo di voler fare carriera politica oltre i due mandati previsti dal non statuto. E poi ancora a Grillo non deve essere piaciuta la critica (“non è stato molto cortese”) che Raffaella Pirini gli ha riservato a proposito dell’osservazione fatta alla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi e a chi come lei riteneva opportuno prendere parte ai talk show (“La tv è il vostro punto G”).
“Se questo era il problema reale – commenta Pirini – Grillo avrebbe dovuto allontanare me al limite, ma togliere la rappresentanza sul territorio a tutto il movimento mi sembra davvero eccessivo, tant’è che questa epurazione ha impedito ai militanti forlivesi di partecipare alle parlamentarie”. Che poi Destinazione Forlì fosse una lista a tutti gli effetti del Movimento per Pirini èindiscutibile. Lo ha scritto in una lettera a Grillo datata 12 novembre, nella quale sottolineava che la certificazione all’uso del logo l’avevano ricevuta nella campagna elettorale 2009 per le amministrative di Forlì. In aggiunta Pirini ricordava che il leader stesso le aveva chiesto di candidarsi come presidente alle elezioni regionali, invito declinato per motivi di lavoro e personali.

VOTANTONIO,VOTANTONIO..........IO,,,,,,,,,IO,,,,,,,,,,IO


Il pm palermitano, Antonio Ingroia, ha chiesto l'aspettativa per motivi elettorali. Dovrebbe essere lui il candidato premier del Movimento arancione che venerdì presenterà il proprio progetto politico

PALERMO - Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, ha inviato al Csm domanda di collocamento in aspettativa per motivi elettorali. Lo si apprende da fonti del Csm.

Venerdì 21 al teatro Capranica di Roma alle 17.30 è convocata l'assemblea 'Io ci sto' del Movimento Arancione. Ingroia, che tornera' appositamente dal Guatemala, è il primo firmatario del Manifesto 'Io ci sto', insieme ai sindaci di Palermo, Leoluca Orlando e di Napoli, Luigi de Magistris, in rappresentanza del Comitato promotore.

Al progetto arancione stanno aderendo anche Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e il Partito della Rifondazione comunista. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris nei giorni scorsi ha auspicato una candidatura a premier di Ingroia.

'L'alternativa di governo - si legge nel manifesto - si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l'Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione. Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall'articolo 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l'Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed e' fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l'unica scelta per unificare il Paese''. Questo il decalogo di ''Io ci sto'': 1) Vogliamo che la legalità e la solidarieta' siano il cemento per la ricostruzione del Paese 2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un'occasione per crescere 3) Vogliamo una scuola pubblica che abbia sia per gli insegnanti che per gli studenti il criterio del merito, con l'università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale medico e infermieristico 4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l'eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico 5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l'ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini e la scelta della pace e del disarmo sia la strada per dare significato alla parola ''futuro''. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese. 6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse 7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro e ripristinare il diritto al reintegro sul posto se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento 8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla Rai e dagli enti pubblici e che l'informazione non sia soggetta a bavagli 9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento 10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune, mentre ci vogliono regole per l'incandidabilità dei condannati e di chi e' rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi.

17 Dicembre 2012




Gli oscuri piani dei grillini!!!


Euro, Tav e caccia, tutti gli oscuri piani dei grillini.

Sono autoritari i due capi del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio? Certamente sì. 
Lo strillano i dissidenti cacciati dal tempio stellare perché non obbedivano in silenzio agli ordini del comico e del suo guru. Facevano troppe domande, andavano in tivù senza chiedere il permesso ai superiori, osavano ragionare con la propria testa, rivelando di avere parecchi dubbi. E allora? Confesso di essermi stupito nel vedere i media accanirsi sulla magica coppia Beppe & Gianroberto. Accusandoli di essere dispotici, piccole caricature di dittatori scomparsi da tempo. Primo fra tutti, o almeno quello più citato, Benito Mussolini. 


Mi sono stupito perché è un’accusa che potrebbe essere rivolta a molti soggetti. Il primo è la Casta dei partiti in declino. Esiste una legge alla quale non può sfuggire. Più diventa debole, più si mostra autoritaria. Pensiamo che all’interno dei due blocchi chi dissente non venga cacciato? Ma certo che viene espulso. Non nel modo fumettaro usato da Grillo, però con stile più felpato sì. Non è necessario un atto formale, come le raccomandate di Beppe, per liberarsi di un critico fastidioso. Basta metterlo nell’angolo, non affidargli nessun incarico, farlo sentire un ospite indesiderato e dimenticarlo.
Accade lo stesso nei sindacati, in Confindustria, nelle corporazioni professionali. Persino i grandi media scaricano chi non è in linea con il pensiero della proprietà o dei direttori. Guardate un quotidiano primario come Repubblica. Nei primi dieci anni di vita, Eugenio Scalfari aveva costruito una teoria sulla presenza di tante voci diverse. Era quella del giornale libertino, così lo definiva lui, un’immagine che ebbe un’importanza decisiva nell’affermare una testata creata dal nulla. Oggi anche il maxi quotidiano di Largo Fochetti è diventato una caserma. Governata da un dirigismo autoritario che non ha nulla da invidiare al Movimento 5 Stelle.
 In realtà il cancro della chiesa grillina è un altro. È la sua assoluta inesperienza del terreno sul quale sta camminando: la contesa politica, la presenza in Parlamento, la questione del governo. Arrivati alla metà del dicembre 2012, molti sondaggisti dichiarano che i consensi al grillismo stanno calando. In estate si sosteneva che le Cinque stelle potevano contare su un 20 per cento di voti. Un dato enorme che tradotto in seggi della Camera avrebbe consentito di portare a Montecitorio 120 deputati su 630.


Adesso le previsioni sono diventate più incerte. Un re dei sondaggi, Nicola Piepoli, afferma che Grillo & C. oggi non valgano più del 12-15 per cento. Ma siamo sempre su livelli davvero forti. In grado di inviare a Montecitorio un battaglione di parlamentari, valutato fra i 50 e gli 80. Saranno capaci di fare i deputati? Anche questo è un falso problema. Sovrastato da un interrogativo che riguarda i due leader del movimento.
 Su Grillo ormai esiste una letteratura vastissima, mentre è assai più ridotta quella a proposito di Casaleggio. Del comico Beppe abbiamo già compreso quel che basta per starne alla larga. Quando parla di se stesso si dipinge come un Napoleone stellare. Spiega di aver iniziato vent’anni fa a girare il mondo per visitare laboratori all’avanguardia e parlare con ingegneri, economisti, ricercatori, Premi Nobel. «Ho rubato conoscenza ai grandi della terra. Mi sono informato, mi sono fatto un culo così, anche se molti mi prendono per un cialtrone improvvisatore».
 Ma quando gli chiedono quale sia il suo programma di governo, il pensiero grillesco vacilla e diventa identico alle chiacchiere da bar. Basta con l’euro che ci manda in rovina. Idem per lo spread, un imbroglio a nostro danno architettato dalla Spectre bancaria che complotta contro l’Italia. Il taglio della spesa pubblica si può realizzare in un batter d’occhio. Via l’Alta velocità ferroviaria, ecco un risparmio di venti miliardi. Lo stesso per i caccia bombardieri F 35, altri quindici miliardi risparmiati.

Le province si possono eliminare con un tratto di penna. Niente pensioni superiori ai tremila euro. I rifiuti delle grandi città devono essere spediti in Germania, i tedeschi sanno che cosa farne. Il governo del paese va affidato ai volontari. «Io ne vorrei sessanta milioni. Generosi e disposti ai sacrifici. Anche il mio dentista, per qualche ora la settimana, dovrà operare gratis chi ne ha bisogno».
 Ma come sarà il Parlamento bonificato da Grillo? A sentire il Napoleone stellare, sarà un grande condominio dove vivranno soggetti sino a oggi tenuti lontano dalla Casta. Gli eletti delle Cinque stelle. Rappresentanti di liste civiche. Movimenti di gente perbene. Ragazzi. Professori. Esperti in varie discipline. I No-Tav. Quelli dell’acqua pubblica e dei beni comuni. I referendari. Il tutto si muoverà con armonia, poiché Grillo garantisce: «Ci inventeremo un meccanismo di democrazia partecipativa per far governare i cittadini e non i partiti».
 I pensieri stellari diventano ancora più confusi e oscuri se osserviamo l’altro leader del grillismo. È Gianroberto Casaleggio, 58 anni, sei meno di Beppe, milanese, grandissimo esperto di Internet, maniaco della tecnologia, cultore di futurologia. A sentire Massimo Introvigne, sociologo-filosofo esperto di religioni, il guru di Grillo avrebbe «una mentalità gnostica». Vale a dire? «Coltiva un’idea del mondo dove la conoscenza sia un patrimonio di pochi, e venga accompagnata dal culto per la tecnologia».

Ma «Gianroby» resta un personaggio misterioso. Sino a un anno fa, la sua faccia non la conosceva nessuno. Adesso le poche immagini di lui hanno reso quasi famosa la sua lunga chioma tutta riccioli, che ricorda le parrucche dei nobili francesi prima della Rivoluzione e della ghigliottina.
 Quando Grillo attraversò a nuoto lo stretto di Messina per sbarcare in Sicilia e partecipare alla campagna per le elezioni regionali, Casaleggio lo seguiva assiso su una barchetta. Era il caso di dire che sembrava un pesce fuor d’acqua. Ma si trattava di un’impressione sbagliata. In realtà Casaleggio è una specie di padrone del padrone. È lui a curare il blog di Grillo, che pare sia uno dei venticinque più influenti al mondo. È sempre lui a decidere la linea politica, i contenuti del blog, i messaggi da lanciare, la struttura organizzativa del movimento. Quindi non è arbitrario ritenere che gli oscuri pensieri di Beppe siano un derivato di Gianroberto. Grillo sarebbe soltanto un front man, l’uomo immagine o una maschera da offrire al pubblico.
 Qualcuno sostiene che sarà Casaleggio il capogruppo dei grillini alla Camera. Ma nell’universo delle Cinque stelle nulla è certo. Del resto Gianroberto preferisce muoversi all’interno di uno scenario ben più lontano delle elezioni 2013. Ha già elaborato come sarà il futuro del pianeta. Nel 2018 risulterà diviso in due blocchi: a Ovest con Internet, a Est con una dittatura orwelliana. Nel 2020 scoppierà la Terza guerra mondiale che durerà vent’anni. Il clima sarà stravolto. Il livello del mare si alzerà di dodici metri…
Che cosa volete che sia il dibattito sull’imposta patrimoniale o sul metodo giusto per stanare gli evasori fiscali? I pensieri oscuri dei due capi grillini si rivolgono tutti al futuro. Per gli ingenui cascarci è facile. Più difficile sarà liberarsene.




HD | Juventus - Atalanta 3-0 All Highlights & Goals

La Juve è già campione d'Inverno


La Juve è già campione d'Inverno




C'è da ripetersi, ma quella della Juventus contro l'Atalanta è stata un'altra prestazione incredibile. Corsa, tecnica, voglia di vincere, Buffon che si dimostra grandissimo anche sull'unico tiro che gli arriva: un mix di qualità che fa della Juve la padrona e la grande favorita del campionato. Puntare un euro su un'altra squadra a questo punto sembra proprio una follia: ha messo già troppi punti tra lei e le altre alla fine del girone d'andata. L'Atalanta è stata schiacciata subito e non ha avuto la possibilità di reagire, non per sua pochezza ma per la forza degli avversari. Che hanno ricevuto nuovo slancio dal ritorno di Conte: il tecnico ha risolto quei piccoli problemi di approccio e di intensità che ci sono stati in alcune partite, con lui in panchina la Juve è di nuovo la schiacciasassi dell'anno scorso.
I bianconeri contro l'Atalanta firmano 
tre reti nei primi 27' con Vucinic, Pirlo e Marchisio. Denis spreca la chance dell’1-1 contro Buffon. Quando viene espulso Manfredini non c’è più storia e Consigli limita i danni nella ripresa.La squadra di Conte sale a +7 sull'Inter e +8 siul Napoli conquistando il titolo di mezza stagione




Spaccio nella Valle del Belice.



              Spaccio, dieci arresti


Spaccio nella Valle del Belice. Blitz dei carabinieri. Dieci persone sono finite in manette. Una è ricercata.


TRAPANI- Una vasta operazione antidroga volta a disarticolare un'organizzazione criminale che riforniva di cocaina e hashish i giovani della Valle del Belice, è stata eseguita dai carabinieri di Castelvetrano. Dieci le persone arrestate, una è attivamente ricercata, mentre per due giovani è scattato l’obbligo di dimora. Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche una donna. Le ordinanze, emesse dal Gip del Tribunale di Marsala su richiesta della Procura della Repubblica, che ha condiviso il lavoro investigativo dei Carabinieri, sono state eseguite da un centinaio di carabinieri che hanno effettuato anche numerose perquisizioni nei Comuni di Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita ed a Palermo.

L’indagine, avviata dal giugno del 2011 e denominata “Bronx 2”, è la prosecuzione di un'altra indagine conclusa nel mese di aprile 2011. Gli spacciatori avevano organizzato con cadenza settimanale “viaggi” verso Palermo e con una serie di staffette trasportavano all’interno la droga, pronta per rifornire i giovani della Valle del Belice.

Le indagini hanno permesso di svelare un’articolata quanto vasta rete di spacciatori operante a Partanna, soprattutto nella Contrada “Camarro”, dove l’attività di spaccio era condotta - secondo gli inquirenti da Davide Ancona e Saverio Bellafiore, i quali, a loro volta, si avvalevano della “manovalanza” di Gaetano Farro e Antonino Falletta. Questi svolgevano la funzione di corrieri, contattando a Palermo il presunto fornitore, Francesco Casisa, dopo accordi telefonici con la mente dell’organizzazione Bellafiore, impossibilitato a uscire dal Comune di Partanna perché sottoposto a una misura restrittiva.
Le indagini, allargatesi a macchia d’olio nel Comune di Santa Ninfa, si indirizzavano anche sui fratelli Di Stefano Francesco e Giuseppe, sul conto dei quali, venivano acquisiti importanti elementi di reità grazie anche a prolungati servizi di osservazione e pedinamento. Da Partanna e Santa Ninfa la rete di spacciatori ha indotto i militari a volgere l’attenzione in modo più intenso nel comune di Salemi, dove i pusher sono stati per lungo tempo monitorati.


Lunedì 17 Dicembre 2012



domenica 16 dicembre 2012

IL PONTE CHE NON PIACE AL NORD !


Ponte sullo Stretto, pasticcio da 500 milioni.


Impregilo attacca: "Il decreto che blocca tutto è illegale. Gli appaltatori della grande opera infrastrutturale si sentono già i soldi in tasca: mezzo miliardo di euro di penali che l'esecutivo deve sborsare.




Il  governo Monti, anche se ha deciso di non farlo, il ponte sullo Stretto di Messina intende farcelo pagare lo stesso. 

Gli appaltatori del ponte sullo Stretto si sentono già in tasca almeno 500 milioni di euro di penali per lo stop alla costruzione. La decisione del governo dei tecnici di fermarne la realizzazione,spinto da forti pressioni di lobby del nord,  con un decreto legge non è servito. Il consorzio Eurolink(formato da Impregilo, Condotte, Cmc, Sacyr e altri minori) ha già spedito la raccomandata per chiedere il recesso dal contratto e il pagamento delle penali dovute. Nella migliore delle ipotesi si finirà in tribunale, cosicché uno stuolo di avvocati si aggiungerà alla lunga lista di chi si è arricchito con il ponte mai fatto. Il decreto che sospende tutto per due anni, per chiudere la partita in modo indolore, è considerato illegale dai costruttori, forti anche della protesta dell’ambasciata di Spagna a Roma (Sacyr è spagnola), che ha diffidato il governo italiano dal cambiare per legge il contenuto di un contratto. Probabilmente il governo ha giocato duro supponendo che i protagonisti della strana vicenda avessero la coscienza abbastanza sporca da non protestare. Solo che l’estate scorsa Impregilo è passata di mano, dal gruppo Gavio al gruppo Salini. Il nuovo padrone può battere cassa senza aver nulla da temere sul passato.
I responsabili, di oggi e di ieri. Il ministro delle Infrastrutture Corrado Passera è rimasto immobile per un anno, forse perché Pietro Ciucci (presidente dell’Anas, amministratore delegato della Stretto di Messina spa, commissario governativo per la realizzazione del ponte) non lo ha avvertito in tempo che il 3 novembre scadevano i termini. Il contratto dà a Eurolink il diritto di chiedere le penali passati 540 giorni dalla consegna del progetto definitivo senza che il Cipe (cioè il governo) lo abbia approvato. Il decreto tampone è andato in Gazzetta Ufficiale il giorno prima della scadenza. Passera altre mosse consentite dai contratti avrebbe potute farle: per esempio poteva fare ciò che il Wwf ha chiesto più volte, convocare il Cipe e dichiarare “non meritevole di approvazione” il progetto (le motivazioni del non "meritevole non si conoscono"), che ancora non ha superato la “valutazione di impatto ambientale”(chissà perchè?), 
La verità è che se il ponte doveva essere realizzato altrove non ci sarebbero stati problemi, ma dato che la sinistra e tutti i suoi accoliti avevano deciso che il ponte non doveva farsi perchè proposto dal governo Berlusconi, ci troviamo nel pasticcio attuale. E noi paghiamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!