sabato 24 novembre 2012

LA DIFESA DI CROCETTA CHE PARLA DI TRAME INTERNAZIONALI!!!!







Crocetta a Panorama: “Complotto”. E dice: “Qualcuno voleva un caso Boffo”


Il presidente della Sicilia respinge le "accuse" di vicinanza a Cosa Nostra rilanciate in un articolo del magazine. Chi preparò l'informativa di polizia (2003) su cui si basa l'articolo ora è un deputato dell'Ars e spiega che sull'allora sindaco di Gela non fu trovato nulla. Il governatore: "Tentativo di dossieraggio da ambienti di centrodestra"


Un complotto fatto di dossier falsi, attacchi stampa e trame oscure. Tutto per portare al commissariamento della Regione Sicilia. E il complicato puzzle disegnato dal neo governatore della Sicilia Rosario Crocetta. Una strana manovra in cui il presidente siciliano colloca l’articolo del settimanale Panorama, che oggi gli ha dedicato la copertina. Quella del giornale berlusconiano è un’inchiesta che prende spunto da un’informativa del 2003, in cui l’allora vice questore Antonio Malafarina, scriveva a proposito delle elezioni comunali a Gela: “Va rilevato che la campagna elettorale di Rosario Crocetta sarebbe stata in parte condotta da Celona Emanuele, oggi collaborante di Cosa nostra, appartenente alla cosca mafiosa degli Emanuello, più volte notato in compagnia del Crocetta che frequentava la libreria del Celona, il quale avrebbe reso dichiarazioni in merito a questo supporto elettorale”.
Malafarina oggi è stato eletto deputato all’Ars nella lista Crocetta presidente. E da deputato si è presentato in conferenza stampa alla destra del neogovernatore. “Abbiamo indagato su Rosario per un anno intero, è stato passato al pettine senza che lo sapesse: non è mai emerso nessun collegamento con Cosa Nostra” è stata la difesa dell’ex vice questore, che ha stilato quell’informativa nel momento in cui aveva iniziato ad indagare sulle prime minacce che erano giunte all’allora sindaco di Gela. Sui contatti tra l’ex mafioso Celona (poi collaboratore di giustizia) e Crocetta, Panorama pubblica anche le dichiarazioni di Saverio Di Blasi, esponente dei Verdi a Gela tra la fine degli anni ’90 e i primi anni duemila. “Celona – dice Di Blasi – organizzava con Crocetta incontri in un garage del Bronx (quartiere popolare di Gela, ndr). Distribuiva materiale elettorale e saliva con lui sul palco durante i comizi. Celona l’ho incontrato spesso a casa di Rosario e Rosario ci dava spesso appuntamento nella libreria di Celona”. Il neo governatore, sfogliando le fotocopie dell’articolo di Panorama (che in Sicilia arriva in edicola il venerdì), nega però punto su punto la ricostruzione del settimanale. “Di Blasi è un mitomane: non sono mai stato in un garage del Bronx con Celona, non ho mai abitato lì. Celona apre la libreria solo dopo le elezioni, quindi quello che pubblica Panorama è soltanto una calunnia: farò causa al giornale e i soldi che vincerò li devolverò alle famiglie povere dello Zen e di Librino. Ma anche del Bronx a Gela”. Crocetta ha anche spiegato i suoi rapporti con lo storico boss gelese Alessandro Barbieri. “Tra di noi c’era un’affettuosa amicizia – ha raccontato l’ex europarlamentare del Pd – . Non veniva da famiglia mafiosa, quando ci frequentavamo scriveva poesie, e quando negli anni ha intrapreso una strada sbagliata, io non ero neanche fisicamente a Gela. L’ho incontrato una volta, casualmente, e non l’ho nemmeno salutato”.
L’articolo di Panorama, per il governatore siciliano, non è soltanto che il primo gesto didelegittimazione: “Magari mi troveranno anche qualche parente mafioso, in Sicilia non è difficile, metà dei siciliani ha parenti mafiosi”. Il governatore, replicando all’inchiesta del settimanale edito dalla Mondadori, ha spiegato che dal suo punto di vista ci sarebbe addirittura “un attacco serio che punta a cose aperte già questa estate: volere commissariale la Sicilia, attaccare il suo Statuto e il nuovo presidente, insinuando argomenti che non hanno fondamento”. Dietro quest’attacco il neogovernatore ha collocato addirittura l’ex assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao, bollato come un “traditore della Sicilia, perché a ridosso delle elezioni, ha concesso contributi all’Ato di Enna. Ufficialmente per pagare gli stipendi, ma per prima cosa fu pagata la sua parcella di 80mila euro. Per questo lo accuso di pubblico tradimento nei confronti della Sicilia”. Crocetta ha anche rivelato di essere al corrente di un tentativo di dossieraggio ai suoi danni operato da ambienti del centro destra in combutta con i servizi segreti tunisini. “Vado spesso in vacanza in Tunisia – ha rivelato il governatore – e dopo la mia scelta di candidarmi a presidente della Sicilia ho saputo da fonti governative tunisine, che dall’Italia, da ambienti legati al centrodestra italiano di altissimo livello, avevano chiesto informazioni ed elementi per costruire una vicenda alla Boffo nei miei confronti, in combutta con i servizi segreti di quel paese: ma lì non si sono prestati a questo gioco”.

venerdì 23 novembre 2012

SAMORI' GLI INTERVENTI IN TV


http://www.miritalia.it/component/allvideoshare/video/latest/la-telefonata-di-maurizio-belpietro-canale-5










http://www.miritalia.it/component/allvideoshare/video/latest/intervento-a-porta-a-porta-14-novembre






PDL, corsa primarie - sondaggi


PRIMARIE PDL - POLEMICA SAMORI' ALFANO



Posizione del Prof. Avv. Gianpiero Samorì in merito a quanto dichiarato oggi dal Segretario del PDL Angelino Alfano




LE RELAZIONI PERICOLOSE DEL GOVERNATORE CROCETTA!!!!!


IPSE DIXIT: "Io sarò il primo,vero Presidente antimafia in  Sicilia.Io sono un Giuseppe Fava rimasto ancora vivo".
Settembre 2012
"Sono pulito,sono omosessuale,sono antimafia, sono anticasta: sfido Beppe Grillo a dire che io sono il vecchio e lui è il nuovo"
Ottobre 2012
"Il giudice Antonino Caponnetto sarebbe contento della mia elezione.Prima di me, in Sicilia,non si era mai riusciti a imporre con le elezioni un Presidente chiaramente antimafia"
Novembre 2012



«Le relazioni pericolose dell’antimafioso Crocetta», recita il titolo. La sintesi di un’inchiesta lunga quattro pagine che il settimanale Panorama dedica al neo presidente della Regione. Un servizio che, partendo da testimonianze video reperibili anche sul web e rapporti di polizia già oggetto di attacchi all’esponente del Pd in campagna elettorale, approfondisce i contatti fra il governatore gelese e uomini di Cosa nostra.
Il punto di partenza è l’informativa dell’ex vicequestore Antonio Malafarina, oggi deputato della lista Crocetta, eletto nel listino bloccato,che nel marzo 2003 scriveva così: «Va rilevato che la campagna elettorale di Rosario Crocetta ,alle Comunali dell’anno prima, sarebbe stata in parte condotta da Celona Emanuele, oggi collaborante di Cosa nostra, appartenente alla cosca mafiosa degli Emmanuello, più volte notato in compagnia del Crocetta, che frequentava la libreria del Celona, il quale avrebbe reso dichiarazioni in merito a questo supporto elettorale».
Sui rapporti fra Celona e Crocetta Panorama riporta anche la testimonianza di Saverio Di Blasi, oggi presidente di Italia Nostra a Gela e nel 1998 responsabile dei Verdi. Di Blasi racconta che quell’anno candidò l’attuale presidente della Regione al consiglio comunale gelese e narra di «un’amicizia strettissima» fra lui e il mafioso». 
In quella tornata elettorale il Crocetta risulta il più votato con oltre 800 preferenze e da lì decolla la sua carriera politica, assessore,sindaco,europarlamentare,governatore nel solco di una sincera campagna antimafia, macchiata purtroppo da una scomoda presenza che continua ad esserci: quella del mafioso acclarato Celona.
Oggi il deputato Malafarina sentito da Panorama afferma "ho indagato su Crocetta perchè conosceva Celona e, visto che il tizio era mafioso, volevo capirne il motivo senza fare sconti.Emerse che tra i due c'erano stati solo rapporti occasionali. Nel frattempo il Celona iniziava a collaborare con la giustizia, sollecitato dal Crocetta"
Per la verità di quanto sopra nulla emerge dalle carte processuali.
Ma nel rapporto dell'attuale deputato Malafarina c'è dell'altro: l'ex vicequestore riferisce di minacce al Crocetta da parte di esponenti della famiglia mafiosa  Di Giacomo "che ha conclamate appartenenze a cosche mafiose e in particolare alla "stidda". Nove anni fa Salvatore Di Giacomo era un quotatissimo consigliere provinciale dell'UDEUR che riusciva, secondo il Malafarina " a condizionare dall'alto della sua caratura criminale" il sistema degli appalti nel Gelese.Nel 2002 il Di Giacomo fa correre al Consiglio Comunale il figlio Paolo ed incontra il Crocetta, candidato Sindaco, per proporgli accordi elettorali, circostanza ammessa dallo stesso  Crocetta al quotidiano "La Sicilia" in una intervista dell'agosto 2004. A quell'incontro partecipa anche l'ingegnere Giuseppe Sciascia, allora responsabile del settore Lavori Pubblici al comune di Gela e diretto superiore del Di Giacomo, che lavorava nello stesso ufficio.
A Panorama oggi l'ingegnere Sciascia dice: "ricordo perfettamente, fu il Crocetta a chiedermi di organizzare quel pranzo, un mese prima delle elezioni.L'atmosfera era amichevole e cordiale: tra i due c'era confidenza.Il Di Giacomo chiese l'assessorato per il figlio Paolo impegnandosi a portare la sua dote elettorale ma il Crocetta rifiutò impegnandosi comunque a trovare un posto di lavoro per il figlio. Circostanze, precisa lo Sciascia, già riferite nel maggio 2009 quando fui convocato dai carabinieri di Gela.Nella circostanza il marasciallo dei carabinieri mi disse che l'interrogatorio si svolgeva su delega del pubblico ministero di Caltanissetta Nicolò Marino.
Inchiesta di cui Panorama non è riuscita a trovare traccia.
Vani sono stati i tentativi di Panorama di contattare il Dr. Marino che nel frattempo, il 19 novembre 2012, ha lasciato la DDA nissena, per accettare, come tecnico, l'assessorato all'Energia ed ai rifiuti, nella giunta guidata dal Crocetta.
L'inchiesta di Panorama, a firma di Antonio Rossitto, continua con il racconto di altre situazioni inquietanti. Nel frattempo il Presidente Crocetta si difende:"Le accuse  nei miei confronti? Tutte invenzioni. Celona l’ho conosciuto solo nel 2002, casualmente, e lo invitai io a collaborare con la giustizia. Nessun altro rapporto: no, non siamo mai stati amanti».Cosa quest'ultima mai sfiorata dall'articolo che non entra mai nella vita privata del Crocetta.
Difronte a queste rivelazioni ed al silenzio della stampa regionale e nazionale sulla vicenda, al massimo qualche trafiletto che riporta la notizia del  servizio di Panorama, difronte ad una difesa troppo generica del Governatore della Sicilia, si può dire a copiare un ipse dixit:"Crocetta è il primo Presidente della Regione Siciliana che ad inizio mandato sembra, salvo chiare chiarissime smentite, colluso quasi organico con la Mafia"
La piaga della nostra terra non risparmierà nemmeno Lui? Chissà, vedremo, intanto a noi cittadini ci sono dovute delle spiegazioni chiare e circostanziate, non solo dall'interessato, ma anche dagli organi della Magistratura che hanno indagato su queste circostanze.


giovedì 22 novembre 2012

E VOI COSA FARESTE??!!

A TRE GIORNI DAL VOTO BERSANI SEMBRA IL FAVORITO, MA RENZI VA COME UN TRENO! E SE CI FOSSE UNA SORPRESA?



+10

Se si votasse oggi, alle primarie del centrosinistra vincerebbe Pier Luigi Bersani con 10 punti di vantaggio su Matteo Renzi. È questo il dato più significativo di un sondaggio realizzato dal Cise (Centro italiano studi elettorali) della Luiss per il Sole 24 Ore. Secondo il sondaggio, Bersani è in vantaggio con il 48 per cento delle preferenze, contro il 38 per cento di Renzi. Il candidato di Sel, Nichi Vendola, è al 10 per cento, un dato sorprendentemente basso, come nota Roberto D'Alimonte sul Sole. Gli altri due candidati sono su valori ancora più bassi: 3,4 per cento per Laura Puppato e un misero 0,9 per cento per Bruno Tabacci.
Il sondaggio, però, nasconde molti altri dati interessanti. A cominciare dalla percentuale delle persone che hanno intenzione di andare a votare domenica. Alla domanda "Pensa che andrà a votare alle primarie del centrosinistra il prossimo 25 novembre?", il 32 per cento degli intervistati risponde di sì e un altro 7 per cento è incerto.
Pensa che andrà a votare alle primarie del centrosinistra il prossimo 25 novembre?
31,9          SI
60,9         NO
7,2           NON SO
Fonte: Cise-OP; N=1524

Intenzioni di voto alle primarie
48,2           BERSANI
37,6           RENZI
9,9             VENDOLA
3,4             PUPPATO
0,9             TABACCI
Fonte: Cise-OP; N=1524


Intenzioni di voto all'eventuale ballottaggio delle primarie
55,8           BERSANI
44,2           RENZI
Fonte: Cise-OP; N=1524
Si tratta di una quota eccezionalmente alta di potenziali elettori. La maggior parte di loro non andrà certamente a votare. Forse un quarto o poco più lo farà. Tra interesse e comportamento c'è una enorme differenza. Vedremo. In ogni caso questo è un segnale in netta controtendenza rispetto ad altri dati che registrano il profondo distacco fra elettori e politica. Fare le primarie è stata una buona cosa per il Pd e ne va dato merito a chi le ha fortemente volute.
Interessanti poi le informazioni che emergono circa il profilo politico dei due candidati. Bersani si conferma come il candidato in cui si riconosce l'elettorato del Partito Democratico: il 70 per cento di coloro che hanno intenzione di votarlo domenica ha votato per il Pd nelle ultime elezioni politiche. Il punto forte del sindaco di Firenze, invece, sembra essere la sua capacità di pescare in un bacino più trasversale, dove gli (ex) elettori del centrodestra giocano un ruolo importante. Tra i suoi elettori, infatti, meno del 50 per cento ha votato Pd nel 2008, mentre il 43 per cento proviene da partiti del centrodestra (a cominciare dal Pdl: 28 per cento).
In generale, fa notare D'Alimonte, "il 76 per cento degli elettori di Bersani si definisce di sinistra contro il 43 per cento di quelli di Renzi". Significativa è poi la distribuzione geografica di queste preferenze: se Bersani raccoglie maggiori consensi nelle regioni del Centro e del Sud, Renzi piace di più al Nord, superando addirittura (anche se di poco) il segretario del Pd in regioni chiave come la Lombardia e il Veneto.
Questa maggiore trasversalità di Renzi si riflette su un'altra domanda del sondaggio, stavolta riguardante le elezioni politiche del prossimo anno: "Se dovesse vincere Bersani (oppure Renzi, ndr), pensa che voterebbe per il centrosinistra alle prossime elezioni politiche?". Nel caso di una vittoria di Bersani, voterebbe per il centrosinistra il 35 per cento degli intervistati. Se a guidare la coalizione fosse Renzi, invece, questa percentuale salirebbe al 44 per cento. Un aspetto che conferma la capacità del sindaco di Firenze di pescare da un elettorato più ampio, di cui gli ex Pdl sono parte centrale.
I 10 punti di vantaggio che il sondaggio Cise assegna a Bersani sono coerenti con i risultati di altri sondaggi. Questo però non vuol dire che le sorprese siano impossibili. La partita di Renzi, quanto meno per un secondo turno, si potrebbe infatti riaprire nel caso di qualche scivolone all’ultimo secondo del segretario del Pd, o viceversa nel caso in cui la campagna del sindaco di Firenze si sia tenuta qualche fuoco d’artificio da sparare in extremis. Sempre tenendo conto della distanza che separa l’intenzione dal voto: lo spazio, appunto, di un’azione.