domenica 31 luglio 2011

LA CAPRA ALATA!!!!!

L'Etna dà spettacolo nella notte

L'Etna dà spettacolo nella notte
Attività stromboliana con fontane di lava altre fino a 500 metri e visibili da gran parte dei centri abitati nella provincia di Catania.



capra al posto del leone


Uno Sgarbi furioso mette una capra al posto del leone


SALEMI (Trapani). Vittorio Sgarbi mette una capra alata al posto del leone di San Marco, logo della Biennale di Venezia. L'animale sgarbiano, refrain con cui il critico d'arte usa tappare la bocca alle donne in tivù quando gli obiettano, è stato rispolverato per vendicarsi della Biennale d'Arte veneziana che gli ha proibito l'utilizzo dell'emblema marciano nella mostra da lui organizzata a Salemi per il 7 agosto, presente il ministro delle Politiche Agricole Francesco Saverio Romano («imputato per mafia» come viene spiegato nell'invito).
 Il logo - dicono da Venezia - non può essere copiato perché non inserito ufficialmente nel calendario approvato dal ministero dei Beni Culturali, e questo nonostante le opere degli artisti che Sgarbi ha inviato nella cittadina siciliana provengano dal "Padiglione Italia" della stessa Biennale, di cui lo stesso Sgarbi è il curatore.  La decisione ha imbestialito il critico d'arte e sindaco di Salemi.
Da qui l'idea di ritoccare il nobile animale col photoshop riducendolo allo stato caprino, una soluzione grafica che sovrasta lo slogan «Salemi alla Biennale a Salemi» per significare, appunto, da un lato la presenza del Comune siciliano all'interno del "Padiglione Italia" con il "Museo della Mafia", e dall'altro l'inaugurazione a Salemi delle mostre degli stessi artisti presenti alla 54ma esposizione internazionale d'arte.
A scoprire il valore di un brand nato dall'ira e poi standardizzato nel corso di collaudate intemperanze televisive, è stato lo stesso Sgarbi che lo ha subito valorizzato.
Una capra in pelo e ossa lo accompagnava e faceva il suo ingresso nella prima puntata dello show - «Ci tocca anche Vittorio Sgarbi» - in cui il critico intendeva portare la cultura a un più ampio share televisivo. Era un bell'esemplare bianco e nero, i colori del cane di Fiorello e, quando entrò nella Scuola di Atene di Raffaello, si comportò bene interpretando con dignità la sua parte caprina.  Il programma non ebbe comunque successo, anzi, deluse il pubblico, gli ascolti precipitarono e la direzione di Rai Uno fu costretta a sopprimerne la messa in onda. Salva la capra ma non il programma.  Un concetto biunivoco funziona meglio se possiede identica capacità evocativa (quello di capra-Sgarbi lo è) qualsiasi sia il lato da cui lo si affronta. La cosa fu chiara a tutti dopo il celebre duetto tivù in cui Sgarbi dava della capra a Fiorello, «capra, capra, capra...» (per scherzo ovviamente) con il comico che rispondeva nell'identico martellante modo «Sgarbi, Sgarbi, Sgarbi...».  Capre ovviamente sono le donne, con una sola eccezione riservata allo scrittore Aldo Busi cui Sgarbi dette della capra, ma anche del «mentecatto assoluto» e del «depensante assoluto».  Così l'insulto, se breve e irrimediabile, diventa ancor più efficace quando è ripetuto, esso confonde l'avversario e ottiene il vantaggio cercato dallo spot pubblicitario, si stampa nelle teste insomma. Al Benigni presentatore di Sanreno, Sgarbi ripete ad libitum: «ridia i soldi, ridia i soldi, ridia i soldi...», solo con una breve interpunzione di «pagato, pagato, pagato...»

martedì 26 luglio 2011

L'INVITO ALL'IMPUTATO DI MAFIA!!!!


Sgarbi sugli inviti della mostra
"Presente il ministro imputato per mafia"


La provocazione è legata al caso di Saverio Romano per il quale i pm di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa


"Sarà presente il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, imputato per mafia". Così sta scritto nell'invito che Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi (Trapani), ha fatto stampare per una serie di mostre dal titolo "L'arte non è cosa nostra" che s'inaugurano domenica 7 agosto a Salemi. Una sottolineatura provocatoria, quella di Sgarbi, per alludere al fatto che da 8 anni il ministro e leader politico siciliano è oggetto di indagine per presunte collusioni con la mafia.
"Poche settimane fa  -  spiegano dallo staff del primo cittadino  -  nonostante i pm titolari dell'indagine avessero chiesto l'archiviazione per il presunto reato di concorso in associazione mafiosa, il gip ha disposto l'imputazione coatta. Così, in questi 8 anni, l'imputazione per mafia è diventata una sorta di 'qualità' di Romano, da menzionare al pari di titoli e cariche". Il ministro il 7 agosto alle 18,30 sarà, dunque, a Salemi assieme a Vittorio Sgarbi.

lunedì 25 luglio 2011

Alonso e il mistero di quei giri poco veloci


I ferraristi più sfegatati ci saranno rimasti male per quella vittoria che sembrava lì, a portata di mano, ma sfuggita dalle dita. Hamilton così vicino eppure così lontano. Hamilton che guidava come un diavolo. Veloce, aggressivo, mai una sbavatura. E mai nemmeno un rimprovero dai box - lui così spesso portato a esagerare e a maltrattare gomme, freni, cambio e motore - stavolta guidava in modo impeccabile.
Sì, i ferraristi più oltranzisti ci speravano in una vittoria in extremis. Perché ormai s’è capito che il cronico punto debole della Ferrari - quello di non riuscire a scaldare in fretta le gomme a inizio di uno stint di gara - alla lunga può trasformarsi un vantaggio: gli pneumatici durano più a lungo. E allora molti - me compreso - immaginavano che Hamilton negli ultimi giri sarebbe entrato in crisi di gomme prima di Alonso. E perciò sarebbe andato ai box a montare le mescole dure che erano circa 2” al giro più lente delle soft. E che in quel frangente la Ferrari - restando fuori con le soft usate ma ancora in buone condizioni perché meno usurate -avrebbe girato abbastanza più veloce da scavalcare Hamilton.
Invece non è successo quello che era logico. È capitato il contrario: che Hamilton ha messo le mescole dure nuove ed è andato ancora più forte invece che più piano; mentre le soft usate di Alonso sono crollate.
Ma c’è qualcosa che non torna completamente in questa spiegazione. La Ferrari ha confessato a fine corsa che quella di restare fuori è stata una mossa fatta non per convinzione, ma per disperazione. Sapevano che Alonso non avrebbe potuto forzare il ritmo mentre Hamilton sostitutiva le gomme ma erano in un certo senso obbligati a restare in pista perché sarebbe stato inutile “copiare” la strategia di Hamilton che li avrebbe lasciati alle spalle della McLaren.
Ma allora perché Massa, mentre Alonso arrancava girando in 1’35”3 e poi 1’35”8, in quegli stessi giri attorno al 50°/51° passaggio viaggiava un secondo più veloce di Fernando e comunque costantemente in 1’34” e rotti? Non s’è mai visto un Massa più veloce di Alonso e di così tanto; di solito gli cede tra i 3 e i 5 decimi. Allora cos’era successo?
Spiegazione numero 1: le gomme soft di Massa avevano meno giri sulle spalle di quelle di Alonso. Massa s’era fermato al 41° giro, Alonso dieci passaggi prima: al 32°. Dieci giri fanno una buona differenza, ma non ci basta. Perché una volta che le gomme di Massa nel finale di gara hanno raggiunto l’usura di quelle di Alonso, il brasiliano riusciva comunque a fare 1’35” netto. Quindi Massa con gomme finite è stato comunque diversi decimi più veloce di Fernando. Strano, molto strano visto che Alonso guida con i guanti di velluto e non maltratta gli pneumatici come Massa che ha sempre meno autonomia sulle gomme.
Spiegazione numero 2: Massa era pressato da Vettel alle spalle quindi aveva una “motivazione” per andare più veloce del suo passo abtiuale. Ma la spiegazione non regge perché Alonso aveva Hamilton davanti da superare per la vittoria. Quale motivazione migliore?
A questo punto la possibile spiegazione di quei giri poco veloci di Alonso è la benzina. E se la Ferrari avesse caricato un po’ meno benzina del necessario per risparmiare peso (bastano 5-6 kg di carburante in meno)? In fondo i ferraristi, come tutti, si aspettavano una gara sul bagnato. È il medesimo rischio che a Silverstone si era presa la McLaren nelle stesse condizioni climatiche (anzi là pioveva proprio). Infatti ricordate come dai box poi pregarono Hamilton di rallentare per non restare a secco? E se la Ferrari avesse fatto uguale?
L’indizio chiaro che potrebbe essere successo proprio questo viene dal fatto che Alonso a fine gara ha spento il motore e parcheggiato la 150 Italia a metà del giro di rientro. La Ferrari stessa ha ammesso che il pilota s’era fermato volontariamente per non bruciare anche l’ultima goccia di benzina e lasciarne invece una sufficiente quantità nel serbatoio per le analisi post-gara come da normative (un litro, dice il regolamento).
Quindi i casi sono due: o non ne avevano imbarcata abbastanza per una gara tutta su asciutto, oppure se n’era consumata eccessivamente perché la gara era stata troppo “tirata”. In tutti e due i casi una strategia ad alto rischio.
E pare proprio che sia successo questo. Non lo ammetteranno mai a piena voce, ma lo ha fatto capire indirettamente la stessa Ferrari a fine corsa, parlando di “assetto-compromesso” scelto per la gara. Loro erano davvero convinti che sarebbe venuto a piovere. E hanno adottato una tattica rischiosa. Che ha portato il podio ma non la vittoria.
Non sapremo mai come si sarebbe orientata la gara se Alonso avesse imbarcato 8-10 kg in più di benzina. Forse sarebbe stato passato anche da Webber per il ritmo meno rapido, forse avrebbe vinto. Ma è la prova chein F.1 si viaggia veramente al limite. Non solo dei centesimi di secondo, ma anche dei grammi.
Alberto Sabbatini
Articolo tratto da Autosprint

venerdì 15 luglio 2011

Nino Tilotta Vittorio Sgarbi Alba Parietti Salemi.wmv



Che Dio salvi Salemi da personaggi come Tilotta !!!!
E non con il senno di poi, ma mentre assistevo alla manifestazione!!!
A guardarla ora c'è da sbellicarsi dalle risate.

giovedì 14 luglio 2011

Ora Sgarbi chiede le dimissioni della presidente del Consiglio Asaro e invoca elezioni anticipate


Aveva annunciato Vittorio Sgarbi di sospendere ogni attività amministrativa “fino quando saranno ripristinate le regole democratiche”.
L’estensione dell’inchiesta relativa alla persona di Pino Giammarinaro a quella amministrativa del comune l’aveva ritenuta “eversiva e pericolosa per le istituzioni e la stessa democrazia”. Parole cadute nel nulla? Parrebbe di no. Un primo effetto le hanno avute. Il ricompattamento della maggioranza in Consiglio Comunale. Che ha approvato, agevolmente e senza le difficoltà registrate ad esempio in altri comuni, un Bilancio di Previsione addirittura modificato in peggio, secondo quanto sostiene Domenico Venuti. “L’aspetto inquietante – a parere del capigruppo del Pd - è che, per molti, tutto procede come se a Salemi non fosse successo nulla, anzi gli avvenimenti accaduti, compreso l’insediamento della Commissione Ministeriale di accesso agli atti, hanno favorito un ricompattamento di quelle forze che nei mesi scorsi apparivano disgregate. In quest’ottica andrà inquadrato il voto sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio, previsto per giovedì prossimo, che ci auguriamo, per i debitori oltre che per la Città, trovi medesime convergenze nonostante l’assenza di benefici, almeno di quelli diretti, per quanti decideranno di sostenerlo.” Voto però che questa volta non c’è stato. La seduta del Consiglio infatti è andata deserta. Uno degli argomenti da trattare era appunto una delibera che avrebbe dovuto sanare un debito fuori bilancio riguardanti alcune mostre tenute negli anni scorsi. Una situazione altalenante, quindi. Un segnale, secondo alcuni, della profonda crisi e dell’instabilità politica che regna ormai in città. Gli undici consiglieri che avevo detto di si al Bilancio, si sono ridotti questa volta a sette. I due del Pd hanno abbandonato l’aula per protesta a causa dell’assenza di rappresentanti della Giunta. Oggettivamente un vulnus per l’amministrazione, dal momento che di debiti fuori bilancio ce ne sarebbero altri in attesa di essere approvati ormai da quasi due anni. Ma in questa occasione il presidente del Consiglio Giusy Asaro ( ex area Giammarinaro, ora passata con l’on. Ruggirello) ha voluto fare sapere la sua non rispettando il fair-ply istituzionale . Intanto sottolinenando l’ennesima assenza di Vittorio Sgarbi dai lavori consiliari. Precisando che il suo è un intervento istituzionale, e non politico, ha ritenuto che non “si può più continuare a navigare a vista e tutti ci saremmo aspettati che il sindaco si fosse presentato onorando il ruolo istituzionale di ciascun consigliere.” Apriti cielo! La risposta del sindaco non si è fatta attendere e con i soliti toni, noti a chi lo segue nelle televisioni, ha ribadito di non accettare“come in altre occasioni, lezioni dal Presidente del Consiglio Comunale perché non voglio onorare il ruolo di nessun consigliere che non si onori da se stesso. E per la stessa ragione con la quale i consiglieri Verde, Bascone, Ferro e Cascio hanno invitato gli assessori in quota a Giammarinaro a dimettersi, chiedo alla Asaro di rassegnare subito le dimissioni, essendo io testimone che della sua elezione a Presidente del Consiglio Comunale, Pino Giammarinaro è stato il suo grande elettore. Non renderò dunque l’onore ad alcun consigliere comunale tra quelli eletti nella mia coalizione se prima non lo renderanno a Giammarinaro”. Invoca infine le lezioni anticipate e “minaccia” di ricandidarsi, solo, contro tutti. Ma le polemiche oltrepassano anche i confini comunali. Come si ricorderà, Sgarbi aveva trovato il tempo anche di criticare alcuni impianti eolici in fase di realizzazione nel territorio della vicina Partanna, annunciando persino iniziative giudiziarie. Oggi si sono registrate le reazioni del vicesindaco della città belicina Nicolò Catania. Che giudica le esternazioni del sindaco di Salemi  “ del tutto gratuite e prive della più elementare conoscenza degli atti” ma anche “dal chiaro sapore intimidatorio nei confronti degli organi preposti che vigileranno a prescindere dal richiamo del sindaco Vittorio Sgarbi, il quale farebbe meglio ad occuparsi del governo della sua città che a quanto pare non naviga in buone acque.”