martedì 27 marzo 2012

NUBI NERE SULL'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSY ASARO?

Riprendiamo un articolo odierno del Giornale di Sicilia, per la verità più trafiletto che articolo, dal quale veniamo informati di una querelle tra l'ex sindaco Vittorio Sgarbi e l'ex presidente del consiglio comunale Giusy Asaro.
Direte, basta non parliamone più, pensiamo al futuro; giusto, ma il trafiletto è quantomeno inquietante e non può essere , a mio modo di vedere, tralasciato. 
Il tutto sembra nascere, dico sembra perchè l'articolo non spiega dove e quando, da dichiarazioni di Giusy Asaro circa un coinvolgimento di Sgarbi nello scioglimento del consiglio comunale deciso dal CdM.Naturalmente il critico d'arte ha replicato alla sua maniera :"Ignara di tutto e pronta ad immolarsi al suo carnefice, Giusy Asaro,tenta di attribuire a me un qualche ruolo nelle decisioni del Ministero, che fino all'ultimo, con la verità dei fatti, ho tentato di scongiurare.Sappia - aggiunge Sgarbi - che si è scelto deliberatamente di sciogliere il solo Consiglio Comunale di Salemi con l'obiettivo di impedire la ricandidatura dei 12  eletti  nelle liste presentate da Giammarinaro". Il critico d'arte "respinge ogni insensata illazione del presidente del consiglio, ricordando, ed essendo pronto a deporre in qualunque sede ed anche in un processo penale, che proprio Giusy Asaro fu eletta presidente del consiglio comunale per decisione,volontà e accordi di Pino Giammarinaro nella dichiarata condizione di segretario comunale della DC e di coordinatore della maggioranza eletta".
Quello che Sgarbi dichiara, circa l'elezione di Giusy Asaro a presidente del consiglio comunale per volontà di Giammarinaro, non è difficile crederlo ed anzi si può dire che fosse risaputo in città, salvo il tentativo della Asaro di smarcarsi, nell'ultimo periodo, dal "coordinatore della maggioranza eletta"; che la decisione di scioglimento del consiglio comunale fosse finalizzata ad "impedire la ricandidatura dei 12 eletti nelle liste presentate da Giammarinaro" lo sospettavamo; ma che Sgarbi fosse coinvolto nel provvedimento adottato dal CdM, come la Asaro sembra affermare,peraltro smentita dall'ex sindaco, lo ignoravamo e non lo immaginavamo nemmeno.
Quello che Giusy Asaro, sembra affermare, è sconcertante ed apre scenari inquietanti sulla scena politica salemitana; la risposta piccata di Sgarbi addensa nuvole nere sulla testa dell'ex presidente del consiglio, almeno dal punto di vista politico.
Quale sarà la verità ? Sarebbe interessante conoscerla , in ogni caso e comunque finisca chi esce malconcia da questa storia, se non ci saranno ulteriori sviluppi, è certamente l'ex presidente del consiglio comunale!!!!!



lunedì 26 marzo 2012

CONTRO - OBIEZIONI LIBERALI !!!!!


Le mie contro-obiezioni (liberali) a Fiammetta Borsellino

26 Marzo 2012



domenica 25 marzo 2012

A CHE TITOLO???

Salemi l'ex principato sgarbiano
Salemi, Sgarbi contro scioglimento Comune
L'ex primo cittadino presenta ricorso: "Provvedimento abnorme, lo impugnerò non a mia difesa, ma a tutela dell'immagine del paese" 

sabato 24 marzo 2012

SCIOLTI PER MAFIA SALEMI E RACALMUTO

Il Consiglio dei ministri nella seduta di oggi ha sciolto i Consigli comunali di Salemi (Trapani) e Racalmuto (Agrigento), dove sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalita' organizzata .
Palazzo Chigi


Le due amministrazioni siciliane sarebbero dovute andare al voto il 6 e 7 maggio. Ora saranno cancellate dall'elenco dei comuni interessati alla consultazione e la gestione amministrativa dei due Comuni sara' assicurata da una commissione straordinaria, composta da tre membri, nominati con decreto del presidente della Repubblica, che resterà in carica da un anno a diciotto mesi,  

IL REGALO DI SGARBI & C.



di Rino Giacalone | 23 marzo 2012 (le foto sono state aggiunte dal proprietario del Blog)

Salemi, il comune di Vittorio Sgarbi sciolto per mafia
Il commissariamento riguarda la “roccaforte” dell’ex deputato regionale della Dc, Pino Giammarinaro che tre anni fa chiese al critico d'arte di candidarasi a sindaco. Cosa che avvenne. Una successiva inchiesta ha mostrato 'estrema libertà con cui lo stesso Giammarinaro gestiva gli affari pubblici




Salemi e Racalmuto. Due Comuni siciliani, il primo noto per essere il paese degli esattori Salvo, dell’on. Giammarinaro e in ultimo anche del sindaco Sgarbi, l’altro il paese dello scrittoreLeonardo Sciascia. Due Comuni sciolti per inquinamento mafioso. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri .

In Sicilia il commissariamento riguarda la “roccaforte” dell’ex deputato regionale della Dc, Pino Giammarinaro, capo degli andreottiani ai tempi della “balena bianca, e poi molto vicino all’ex governatore Totò Cuffaro. Giammarinaro, uscito assolto da un processo per mafia, ha subito la sorveglianza speciale per 4 anni, circostanza questa che nel tempo non gli ha impedito di accrescere il suo potere politico e anche economico. Rais di Salemi, tre anni addietro chiese al critico d’arte Vittorio Sgarbi di candidarsi a sindaco, e puntualmente il prof. Sgarbi venne eletto e tra i suoi primi atti vi fu quello di “certificare” l’assoluta inesistenza della mafia e “omaggiare” del rispetto politico l’on. Giammarinaro, indicando lui, ma anche altri, come dei perseguitati.




Nel frattempo però le indagini sull’on. Giammarinaro portarono alla scoperta di lucrosi affari nel campo della sanità, centri sanitari privati convenzionati a peso d’oro con la sanità pubblica. L’on. Giammarinaro è stato riproposto per la sorveglianza speciale e ha subito un sequestro di beni per oltre 30 milioni di euro, le indagini hanno anche fatto emergere l’estrema disponibilità a lui concessa per “controllare” gli affari del Comune. Sgarbi doveva essere un paravento, dietro le quinte a giostrare ogni cosa gli “uomini” – ma anche le “donne” – dell’on. Giammarinaro. L’operazione che ha portato al sequestro e a fare scoprire questi scenari di commistione è stata condotta da Polizia e Finanza, denominata “Salus Iniqua”. Dopo il blitz la prefettura ha nominato una commissione di accesso agli atti, addirittura il giorno prima che la decisione venisse ufficializzata da Roma, dal Viminale, il sindaco Sgarbi se ne era uscito quasi sostenendo che quella ispezione scaturiva da una sua richiesta. 

Quando l’ispezione si è conclusa con la proposta di scioglimento per mafia, Sgarbi, dopo avere minacciato querele a destra e a manca, sostenendo l’inesistenza degli addebiti, si è dimesso, andando a incontrare il neo ministro dell’Interno, prefetto Anna Maria Cancellieri che addirittura, secondo quanto riferì Sgarbi, gli avrebbe consigliato di impugnare il provvedimento, scenario inverosimile ma che però non è rimasto smentito dal ministro. Il numero uno del Viminale ha preferito passare all’azione portando oggi in Consiglio dei ministri la proposta di scioglimento degli organi comunali di Salemi per inquinamento mafioso. La relazione è ricca di precisi elementi. Il pool di ispettori, composto da un vice prefetto, un commissario di polizia e un tenente dei carabinieri, ha colto gli elementi dell’inquinamento mafioso dopo avere passato ai raggi x atti e documenti, cogliendo pressioni e influenze, la presenza ingombrante dell’ex parlamentare andreottiano:  Giammarinaro avrebbe avuto a sua disposizione assessori, consiglieri, funzionari e dipendenti comunali, gli stessi citati dal Tribunale di Trapani nell’ordinanza “Salus Iniqua”. Ci sono una serie di intercettazioni condotte dai carabinieri, ma anche dalla polizia, in grado di dimostrare che quotidianamente il politico veniva consultato sui problemi politici e del Comune. Ad essere chiamata in causa è stata anche il vice sindaco,Antonella Favuzza: secondo il contenuto dell’ordinanza “Salus Iniqua”  “si è sistematicamente confrontata con Giammarinaro rispettando “la regia occulta”. Lei ha risposto negando, anzi dicendo di essere stata “nemica” di Giammarinaro. Ma la sua dichiarazione contraddice il contenuto di in una intercettazione  nella quale si dichiara che il bilancio comunale è stato  fatto presso l’abitazione dell’ex deputato regionale Giammarinaro.


A questi elementi contenuti nell’inchiesta “Salus Iniqua” si aggiungono le dichiarazioni del fotografo, Oliviero Toscani, rilasciate alla Procura antimafia di Palermo dopo le sue dimissioni da assessore di Sgarbi: «Ho deciso di lasciare la Giunta di Salemi perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire “mafioso”, non mi consentiva di operare in maniera libera ed autonoma nell’amministrazione comunale. In particolare, posso dire che sin dal mio ingresso in Giunta, ho potuto constatare la costante presenza di Pino Giammarinaro alle riunioni della Giunta. Giammarinaro partecipava e assumeva decisioni – senza averne alcun titolo – alle riunioni della Giunta di Salemi, alla presenza di Sgarbi, del sottoscritto e di altri assessori comunali. La cosa mi sembrò alquanto anomala, perché nessun estraneo aveva mai partecipato alle riunioni della Giunta…».

venerdì 23 marzo 2012

SGARBI CANDIDATO SINDACO A CEFALU' - ATTO 1° - NOI SAPPIAMO COME ANDRA' A FINIRE !!!!



Sgarbi un amico? La smentita della vedova di Borsellino

20 marzo 2012
Anche se soffro di una terribile malattia, non ho l’alzheimer, come insinuato qualche giorno fa da un ex generale dei carabinieri, per cui ricordo bene la circostanza assolutamente occasionale in cui ho conosciuto il Professore Vittorio Sgarbi e di avere effettivamente pronunciato le parole che lui con tanto scrupolo ha riproposto in un suo comunicato. Parole di apprezzamento che come è mia consuetudine dopo avere ricevuto una particolare accoglienza ho pronunciato ritenendo potessero essere gradite a chi mi ascoltava.  

Nel prendere però atto che da quell’unico isolato nostro incontro il professore Sgarbi abbia tratto la convinzione di essere diventato mio amico, ritengo che non possa albergare un sentimento così importante e nobile come l’amicizia tra due persone che hanno avuto, e tuttora continuano ad avere, vissuti e storie personali profondamente diversi.
Sarei rimasta anche questa volta in silenzio se mio figlio, che tutti conoscono quale persona estremamente riservata, non fosse stato ingiustamente accusato di avere abusato del suo ruolo per essersi solo permesso di rendere pubblica una riflessione privata della madre.
Agnese Borsellino

(dichiarazione rilasciata in data odierna all’emittente radiofonica cefaludese “Radio Cammarata”)




La ricostruzione dei fatti / Botta e risposta, ma resta la distanza
Vittorio Sgarbi amico della vedova di Paolo Borsellino? Ma quando mai: è secca, e in qualche modo risentita, la replica di Agnese Piraino Leto chiamata sabato in causa dal critico nella sua uscita a ruota libera come candidato sindaco di Cefalù. La signora Borsellino ha uno stile riservato. Ma stavolta rompe il riserbo perché giudica insostenibile la sortita di Sgarbi il quale invece conferma e rilancia la polemica. E a sua volta Agnese Piraino Leto ribadisce: nessuna amicizia.
Tutto è cominciato sabato quando, in una sala del Sea Palace, Sgarbi aveva detto: “La signora Borsellino mi ha detto che sono un missionario. Dunque, non mi devo preoccupare”. Quindi aveva attaccato un sottufficiale dei carabinieri qualificato “elemento pericoloso” per avere svolto indagini su presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi di cui Sgarbi è stato sindaco. Altri attacchi il critico d’arte aveva rivolto il giorno dopo a investigatori e magistrati in un intervento a Radio Cammarata.
Ora c’è la replica di Manfredi Borsellino, dirigente del commissariato di polizia di Cefalù e figlio di Paolo Borsellino. È indirizzata all’emittente. “Sgarbi, intervenendo nella vostra emittente radiofonica, oltre a lanciare i soliti attacchi a magistratura e forze dell’ordine, avrebbe millantato – sottolinea Borsellino – un’amicizia con mia madre. Si tratta di un’affermazione molto grave, che ovviamente mia madre smentisce con forza. La conoscenza occasionale è cosa ben diversa dall’amicizia, che non potrebbe mai instaurarsi tra un soggetto con il vissuto di Sgarbi e la vedova di Paolo Borsellino”.
In serata è arrivata la controreplica di Sgarbi che parla di un incontro del dicembre 2008 nel corso del quale la vedova del magistrato gli avrebbe manifestato parole di apprezzamento per il suo lavoro. Sgarbi non si limita però a ricordare i momenti e le parole di quell’incontro ma attacca la nota di Manfredi Borsellino, definita “scomposta e irrispettosa”, e sostiene che con questo intervento il figlio del magistrato sarebbe intervenuto “a gamba tesa nella campagna elettorale”.
La polemica rischia così di assumere toni inappropriati che superano le stesse intenzioni di Borsellino il quale aveva ritenuto solo di correggere l’interpretazione di un incontro occasionale escludendo che potesse rappresentare un rapporto di amicizia.
È proprio quello che Agnese Piraino Leto torna a sottolineare con una dichiarazione a Radio Cammarata.
“Anche se soffro di una terribile malattia, non ho l’Alzheimer, come insinuato qualche giorno fa da un ex generale dei carabinieri, per cui ricordo bene – dice – la circostanza assolutamente occasionale in cui ho conosciuto il professore Vittorio Sgarbi e di avere effettivamente pronunciato le parole che lui con tanto scrupolo ha riproposto in un suo comunicato. Parole di apprezzamento che come è mia consuetudine dopo avere ricevuto una particolare accoglienza ho pronunciato ritenendo potessero essere gradite a chi mi ascoltava”.“Nel prendere però atto – aggiunge la vedova Borsellino – che da quell’unico isolato nostro incontro il professore Sgarbi abbia tratto la convinzione di essere diventato mio amico, ritengo che non possa albergare un sentimento così importante e nobile come l’amicizia tra due persone che hanno avuto, e tuttora continuano ad avere, vissuti e storie personali profondamente diversi”.

“Sarei rimasta anche questa volta in silenzio – conclude – se mio figlio, che tutti conoscono quale persona estremamente riservata, non fosse stato ingiustamente accusato di avere abusato del suo ruolo per essersi solo permesso di rendere pubblica una riflessione privata della madre”. La distanza dunque resta a rimarcare storie pubbliche e private molto diverse.
Tratto da:lavoceweb.com

giovedì 22 marzo 2012

TROPPO BELLA PER NON PUBBLICARLA!!!!


IL CASO POLITICO-LETTERARIO

Ue vs Montalbano: mangia novellame
Camilleri:'Ma è un personaggio letterario'

Lo scrittore: «Non ho ancora ricevuto la lettera
del commissario per la pesca Damanaki. Ma a Salvo
piacciono anche le triglie di scoglio che non sono vietate»

NAPOLI - Un commissario contro un commissario. Quello europeo per la pesca Maria Damanaki e nientemeno che Salvo Montalbano, creazione letteraria di Andrea Camilleri splendidamente interpretato in tv da Luca Zingaretti e ora, in versione giovanile, da Michele Riondino. 
Pomo della discordia la passione del poliziotto siciliano per il novellame di pesce. 
Da una parte l'Europa, dunque, dall'altra un personaggio letterario: lo squilibrio è subito evidente con un corto circuito tra realtà, finzione letteraria e fiction. «Se la prendono con un personaggio di fantasia? Non capisco» dice Camilleri dopo aver appreso la notizia arrivata da Bruxelles.

DAMANAKI: «IO, SUA FAN, MA NON MANGI PESCI PICCOLI» - Il commissario europeo per la Pesca Maria Damanaki, a Bruxelles, nel corso di una conferenza sulla biodiversità nel Mediterraneo, promossa dall'eurodeputata del Pd Rita Borsellino, ha detto infatti di non essere mai stata in Sicilia, ma di essere «una grande fan» di Montalbano e «un'appassionata lettrice dei libri di Camilleri». Tuttavia, ha spiegato, in Montalbano c'è un grave problema: «Il commissario ama il novellame di pesce». Per questo motivo la Damanaki ha scritto una lettera a Camilleri per chiedergli di «non permettere al suo personaggio di mangiare novellame», una cosa «inaccettabile nel Mediterraneo». 
CAMILLERI: «MA GLI PIACE ANCHE LA TRIGLIA DI SCOGLIO» - «Non ho ancora ricevuto la lettera del commissario europeo per la Pesca, Maria Damanaki. La aspetto e poi, eventualmente, potrò commentare. Non avendola ricevuta non posso esprimermi». «Certo - aggiunge Camilleri - forse serve un po' di maggiore serietà. A Montalbano piacciono triglie di scoglio, che non sono vietate, e qualche volta mangia il bianchetto...». Unione europea gioia e polemiche, dunque, per lo scrittore siciliano che il 16 marzo scorso, all'Università La Sapienza di Roma, aveva ricevuto il dottorato honoris causaproprio in Storia dell'Europa.
Natascia Festa
21 marzo 2012      
Corriere Del Mezzogiorno