lunedì 1 febbraio 2010

Due frane a Salemi per il maltempo

E LE FRANE ALLE PENDICI DEL MONTE ROSE, DOCUMENTATE DA QUESTE FOTO, E CHE HANNO SFIORATO I PALAZZI DELLA VIA CLEMENTI, CHE FINE HANNO FATTO????????????
Il maltempo nel tardo pomeriggio ha provocato sul territorio salemitano due frane. Acqua e fango si sono riversati in maniera cospicua lungo la Provinciale Salemi-Mazara, dove sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Mazara del Vallo e sulla Statale 118 Salemi-Vita dove sono intervenuti i i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Salemi. È stata chiusa al transito la Provinciale



lunedì 01 febbraio 2010, 07:00 Sgarbi: «Se indagato mi dimetto da sindaco

Ali Sgarbi

«Se per il lavoro che porto avanti a Salemi, con l’obiettivo di risollevarla dall’oblio e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di finanza, mi dimetto da sindaco», annuncia Vittorio Sgarbi a proposito dell’indagine sul presunto uso improprio da parte del sindaco di una vettura di proprietà del Comune. «Subire un’indagine - ha aggiunto Sgarbi - perché, con la benzina pagata di tasca propria dal vicesindaco, abbiamo prelevato e riaccompagnato all’aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali giunti a Salemi per un convegno, mi sembra una vergogna. Intanto le mie denunce sulla mafia rimangono inascoltate e non si fa nulla per capire come la mafia controlli gli impianti eolici, mentre si impegnano forze dell’ordine per stilare l’elenco di chi è salito sulla macchina, a che ora e per quanti minuti».

Sgarbi indagato a Salemi. Lui minaccia le dimissioni

Ha usato, insieme al vice sindaco di Salemi, un'auto di proprietà del Comune, pagando la benzina di tasca propria, per prelevare e accompagnare alcuni giornalisti in aeroporto.

Ora la Gdf indaga su quanto accaduto nel comune di Salemi e sul comportamento del sindaco Vittorio Sgarbi, che minaccia le dimissioni. "Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l'obiettivo di risollevarla dall'oblìo e dall'incuria in cui l'hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco". Lo dice Vittorio Sgarbi commentando una indagine della Guardia di Finanza che sta verificando le modalità di utilizzo di una vettura di proprietà del Comune. "Subire una indagine perché, con la benzina pagata per giunta di tasca propria dal vice sindaco, abbiamo prelevato e poi riaccompagnato all'aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali arrivati a Salemi per un convegno - spiega Sgarbi - e tra questi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano La Repubblica, mi sembra semplicemente una vergogna che non posso tollerare. Invece di essere ringraziato, mi indagano". Nei giorni scorsi 3 agenti della Guardia di Finanza si sono recati al Comune per acquisire informazioni sulla vettura, su chi la guidava, sulle persone che vi sono salite sopra e per quali ragioni. Sempre nell'ambito della stressa indagine il vice sindaco Antonella Favuzza, che ha pagato di tasca propria il carburante, questa mattina sarà sentita dalla Guardia di Finanza.
Vittorio Sgarbi, riprendendo il tema del suo intervento nella trasmissione «Domenica cinque» condotta da Barbara D’Urso, e cioè il crollo di una casa del centro storico di Favara, spiega:
«Non si può ritenere un potere responsabile di un potere che non ha. Se io avessi avuto il potere di dare le case, l’avrei già fatto con il progetto “case a 1 euro”, che tra l’altro riguarda soggetti che hanno grosse disponibilità economiche e non indigenti. Ma il sindaco, qualunque sia la tipologia delle case, questo potere non ce l’ha.
Il dramma è che il sindaco ha una grande visibilità e nessun potere. Non può decidere di dare una casa a questo o a quello, tanto più se non è nemmeno in graduatoria. Il suo nemico è dunque la burocrazia.
Alla famiglia di Favara il sindaco non avrebbe potuto dire: andate via di lì che vi do un alloggio nuovo. Un sindaco non ha questo potere, è solo un parafulmine o lo spaventapasseri di una situazione nella quale la sua volontà non è rispettata.
Diversamente rischi, e rischiando sei indagato. Se lavori, se agisci ti mettono sotto inchiesta. E’ quello che è successo a me a Salemi dove la Guardia di Finanza indaga sull’auto del comune che ha trasportato dei giornalisti. Siccome il rimedio per non subire indagini è non fare niente, meglio lasciare, meglio dimettersi»




martedì 19 gennaio 2010

A Salemi 20 orfani di Haiti

«Il Comune di Salemi offre la propria disponibilità ad accogliere 20 bambini orfani di Haiti»

Lo annuncia il sindaco Vittorio Sgarbi che con propria direttiva ha impegnato il Comune per gli aspetti finanziari e logistici.
«Tempi e modalità - spiega invece il Vice Sindaco Antonella Favuzza che sta seguendo la vicenda - si sapranno solo dopo le determinazioni della “Commissione per le adozioni internazionali” che si riunirà domani martedì 19 gennaio per definire un piano straordinario che possa agevolare le pratiche di affido e adozione possibilmente con procedure più snelle rispetto all’attuale iter. Noi ci stiamo attrezzando per l’affido temporaneo, un po’ come avviene attualmente con i bambini provenienti dagli internat dell’Ucraina e della Bielorussia che vengono ospitati in Italia due volte all’anno, a Natale e in estate. Intanto però, le famiglie che volessero contribuire al nostro progetto possono contattare gli uffici comunali al numero 0924-991401, oppure inviando una email a vittoriosgarbi@cittadisalemi.it, indicando i propri recapiti».
Sgarbi aveva già preannunciato ieri nel corso di una diretta televisiva la volontà di ospitare gli orfani; stamane al centralino del Comune hanno telefonato cittadini da ogni parte d’Italia offrendo la propria disponibilità per i progetti di affido


venerdì 15 gennaio 2010

Eolico siciliano, i segreti di Ali Sgarbi e il no del sindaco di SantaCroce Camerina (Rg) al parco fotovoltaico

pubblicato: mercoled? 13 gennaio 2010 da Marina in: Italia Web&Blog Persone Politica Solare Eolico

Notizie Spettacolo e Cultura: Salemi, dibattito sulla cultura persiana


Nell'ambito del Progetto Terremoto promosso dal sindaco Vittorio Sgarbi, si svolger? a Salemi, nel Trapanese, dal 23 al 25 gennaio, la tre giorni intitolata ?Salaam Iran - Incontri/scontri sulla cultura persiana a Salemi?.

La recente intitolazione della ?Via Studenti di Teheran? proprio nel centro della cittadina siciliana ha destato grande interesse e plauso tra i progressisti iraniani, sia in patria che all?estero.
L?ampia risonanza che l?iniziativa ha riscosso soprattutto all?estero trova ora naturale seguito in ?Salaam Iran?, tre giorni di esplorazioni, avvistamenti e confronti con la millenaria cultura persiana. Seguendo il filo rosso del cinema, ma anche quello dei pi? diversi linguaggi quali la poesia, le arti visive, la musica e la danza, la cucina, la politica e la religione, il progetto si propone di offrire un?occasione per percepire pi? da vicino l?Iran come popolo e come paese. In relazione alla situazione socio-politica di un paese dove il 70 per cento della popolazione ha meno di trent?anni, particolare attenzione sar? riservata al tema dei diritti umani e il ruolo essenziale dei mezzi di comunicazione globale, quali nuove tecnologie e social network, principali veicoli del movimento.
La tre giorni di incontri/scontri sulla cultura persiana a Salemi comprender? anche un seminario sul cinema iraniano, condotto dal cineasta Babak Karimi, realizzato in collaborazione con l'Universit? Kore di Enna. Inoltre, tra gli ospiti della tre giorni salemitana: Vittorio Sgarbi, Andrea Pezzi, il giornalista Ahmad Rafat, Amir Seradji, presidente dell'Associazione Giovani Iraniani di Milano, il danzatore Mattia Doto, l'attrice Sandra Ceccarelli, la pittrice Lucia Stefanetti e Daniele Nahum, presidente uscente Ugei e fautore dell'intitolazione di Via Studenti di Teheran. In collegamento webcast, Saeed Valadbaygi, editore del blog Revolutionary Road e giornalista di astreetjournalist.com. Gli incontri-scontri di Salaam Iran si svolgeranno presso il nuovissimo Centro Kim, sede della cineteca Kim's Video donata al comune di Salemi dal collezionista newyorkese Yongman Kim, oltre che nel Castello Normanno-Svevo e in altre sedi storiche della citt?.







 "I galeotti o rematori a bordo delle navi costretti a lavorare quasi tutto il giorno vivevano solo nutrendosi con acqua e `galletta? e chi lavorava con maggior intensit? e impegno al termine della giornata riceveva un premio, un bicchiere di vino". ? quanto ha raccontato Pietro Maniscalco, presidente dell?arsenale di Palermo Museo del Mare, durante il dibattito intitolato "Il vino a bordo, da Leonardo a oggi" organizzato in una delle sale del museo nell?ambito della mostra ?Il genio di Leonardo?, che rester? aperta fino al 15 aprile e curata da Rd Events.
"A quei tempi, cos? come ai giorni nostri, i tre pilastri fondamentali della vita gastronomica erano il grano (quello saraceno in particolare), l?uva per il vino e le olive per l?olio. Importante era anche il `garum?: - continua - salsa prodotta dalle interiora dei pesci, servita con gli arrosti e accompagnata dal vino che non mancava mai - sottolinea Maniscalco - sulle tavole a bordo. Questa salsa era conservata nelle anfore, quest?ultime ritrovate a migliaia qui nel porto di Palermo".
"A quei tempi di vini non ne esistevano cos? tanti ma quelli che c?erano erano molto pregiati. Tra i vini siciliani che preferiva Ferdinando quarto di Borbone c?erano - spiega il presidente dell?arsenale di Palermo - lo Zibibbo, il Marsala, il Malvasia e il Bianco d?Alcamo (prima chiamato `di Partinico?)". Maniscalco spiega come venivano trasportati i vini a bordo delle navi: "Venivano trasportati in particolare con la galera, nave da guerra e da commercio usata nel Mar Mediterraneo per oltre tremila anni, spinta completamente dalla forza dei remi e talvolta dal vento. Ma purtroppo molti vini venivano `tramazzati? a causa dello sbandamento della nave scontrandosi con le onde e ci? portava alla degradazione del vino con conseguente abbassamento della qualit?. Ma con l?utilizzo della 74 cannoni, nave della Royal Navy, le botti che venivano trasportate, che erano molto pi? degli altri viveri e anche pi? dell?acqua, si era creato un metodo per ovviare al problema dei vini tramazzati. Le botti venivano tenute sospese al centro della nave, nelle stive rinfrescate attraverso le maniche a vento".
Pietro Maniscalco continuando nel dibattito, afferma: "All?arsenale di Palermo ci sono stati i pi? importanti ammiragli tra cui l?ammiraglio Nelson che si innamor? del Marsala. Amore nato per il gusto perch? nessuna delle bevande a bordo delle navi inglesi era cos? buona, perch? il vino pi? importante e che pi? utilizzavano era il grog, cio? rum e acqua". Riguardo alle bollicine francesi spiega: "Lo champagne veniva fatto con i vini siciliani che lo portavano in Francia e lo producevano, visto che non si poteva fare fuori dalla regione francese".

domenica 3 gennaio 2010

Salemi: il vicesindaco Favuzza denuncia pesanti interferenze esterne

Il Vice Sindaco Antonella Favuzza ieri sera nel corso della seduta del Consiglio Comunale ha denunciato il rischio di «pesanti interferenze esterne» sul funzionamento di alcuni uffici comunali. «L’amministrazione comunale verificherà se taluni dipendenti comunali, che disattendono le direttive programmatiche del sindaco e degli assessori, subiscano condizionamenti da parte di soggetti estranei al Comune, e se rispetto ad atteggiamenti che sembrano rivelare un intento chiaramente ostruzionistico, non ci sia in realtà un disegno premeditato teso a frapporre ostacoli tra le indicazioni dell’esecutivo e l’attività gestionale degli uffici. Rispetto a queste situazioni sulle quali pretendo trasparenza, mi riservo di informare la magistratura inquirente per l’accertamento di eventuali responsabilità.

Torno anche a rivolgere un invito – aggiunge il Vice Sindaco – ad alcuni consiglieri perché sappiano sempre tenere distinta l’attività di controllo sull’attivitàdell’esecutivo – funzione che è riconosciuta loro dalla legge – da quella propriamente gestionale che attiene agli amministratori, ai funzionari e ai dirigenti, e non certo agli stessi consiglieri, a molti dei quali questa distinzione non è ancora sufficientemente chiara»