martedì 11 giugno 2013

FINALMENTE SI DISCUTE !!!!!

DISASTRO AMMINISTRATIVE

Pdl, dopo la sconfitta il processo: "Rottamare la vecchia guardia"

Come non essere soddisfatti, dopo che da mesi sosteniamo, su questo blog,la necessità di riorganizzare il PDL e di "rottamare" la maggior parte della vecchia guardia Infatti, la cosa più nuova e positiva, del post-disastro delle amministrative, è che nel Pdl si è aperto il dibattito sulle ragioni della sconfitta. In attesa del commento di Silvio Berlusconi (ammesso che ne arrivi uno, vista la distanza che il Cavaliere ha messo tra se e questa tornata elettorale), nel partito hanno parlato praticamente tutti. Lo hanno fatto, per prime, già ieri Daniela Santanchè e Mariastella Gelmini, che proprio nell'assenza di Berlusconi sui palcoscenici del ballottaggio hanno individuato la ragione della debacle: "Noi del Pdl siamo stati viziati da Silvio Berlusconi, che ha sempre raccolto voti anche per noi. E in troppi, in questa tornata elettorale, non si sono spesi abbastanza" ha detto la Santanchè. Per la Gelmini "ci sono margini di miglioramento nell'organizzazione'', ovvero ''la struttura di un partito leggero mal si adatta ad una forza politica come la nostra che per sua natura ha l'ambizione di governare anche nelle realta' amministrative. Poi, sicuramente, l'assenza di Berlusconi e la mancanza di un traino delle politiche hanno contribuito".Il solo commento  candida la Daniela  inevitabilmente alla "rottamazione" Non vada più in tv a rappresentarci! Salva la Gelmini che vedrei come ottima segretaria organizzativa!
Più lucida e più concreta Michaela Biancofiore, che attacca frontalmente la "vecchia guardia" pidiellina. La bionda bolzanina spiega che " se il cambiamento nel centrodestra e' rappresentato da Fabrizio Cicchitto, che sprona ad andare avanti quando ha fatto 20 anni di politica, è chiaro che questo non puo' essere il futuro del centrodestra.  Puo' darsi che non abbiamo un Renzi, ma magari abbiamo una Renza", dice la sottosegretaria alla Pubblica Amministrazione e semplificazione. ''Ovviamente non parlo di me .  Nel Pdl ci sono tante Renze". Ma a chi le chiede se si riferisca in particolare a Marina Berlusconi, risponde: ''Ci sono tante donne che stanno emergendo, non facevo esplicitamente riferimento a lei"
Più diplomaticamente, ma nella stessa direzione, va anche l'analisi di Sandro Bondi: "La nostra forza e' rappresentata dal Presidente Silvio Berlusconi e la nostra debolezza e' la nostra difficolta' a far emergere personalita' autonome con il coraggio delle proprie idee". Siamo difronte ad un partito che guarda indietro più che avanti è il commento di Mario Mantovani, già coordinatore lombardo e assessore Pdl al Pirellone: "Tornare a Forza Italia ci ridarebbe quello spirito che entusiasmò i moderati".  Maurizio Gasparri, secondo cui "era giusto che Alemanno (a Roma, ndr) si ripresentasse e con la Meloni non avremmo preso più voti, insieme ai  due citati ed ad altri personaggini incarna quel che resta di Alleanza Nazionale e delle sue beghe interne :da rottamare per primi, non mandare più in tv Gasparri è la prima mossa.
Il ruolo più equivoco e che  suscita grande perplessità è quello di Alfano Anzi, forse proprio lui incarna più di ogni altro la posizione del Pdl attuale: è indubbio che il partito abbia i suoi uomini migliori nel governo, e che proprio sul rispetto degli impegni presi con gli elettori a proposito di Imu, Iva, modifica della legge elettorale, stia giocando tutte le sue carte future, ma è altrettando indubbio che non è possibile pensare che non ci sia una personalità fresca, positiva, catalizzatrice di idee, che possa occupare il ruolo di segretario. E' indubbio che la "partita nazionale" che il ministro dell'Interno e Silvio Berlusconi stanno giocando, penalizzi il partito sul territorio e che quindi sarebbe  opportuno aprire ad una consultazione di tutti gli iscritti ed i simpatizzanti coinvolgendoli nell'indicazione diretta dei nomi da cui far scaturire un nuovo segretario attento alla base ed ai territori.Questo è il momento opportuno, questo è il momento in cui il popolo di centrodestra ha voglia di farsi sentire, di riscattarsi, e lo vuole fare in piena democrazia, senza eserciti e legioni.Se non si agisce subito e ci si culla sull'auspicio che i sondaggi dicano il vero: e cioè che a livello nazionale gli italiani stiano apprezzando l'impegno di governo del Cavaliere e dei suoi, tanto da riconoscergli il primo posto a livello di preferenze, si corre il rischio di implodere prima del previsto.

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