sabato 10 novembre 2012

LACRIME DI COCCODRILLO


ORA GIANFRY SI PENTE

Fini, lacrime di coccodrillo: "Che errore lasciare Silvio"


La confessione nel libro del giornalista Angelo Polimeno. "Potevo essere la terza gamba della maggioranza: "Nel 2010 era meglio fondare Fli, ma rimanere in maggioranza col Cav". Ecco i rimpianti del presidente della Camera.
La confessione nel libro del giornalista Angelo Polimeno. "Potevo essere la terza gamba della maggioranza: "Nel 2010 era meglio fondare Fli, ma rimanere in maggioranza col Cav". Ecco i rimpianti del presidente della Camera

Maledetta nostalgia, maledetti rimpianti.Gianfranco Fini, ora, si pente: uscire dalla maggioranza fu un errore. A due anni dal fatidico voto di fiducia del 14 dicembre 2010, quando provò a mettere alla porta Silvio Berlusconi(salvo poi vedere il Cav uscire vincente, per quanto debilitato nella stabilità del proprio governo), Gianfry si cosparge il capo di cenere. "Per ufficializzare il riconoscimento di Fli quale terza gamba della maggioranza - dice oggi il presidente della Camera al giornalista Tg1 Angelo Polimeno nel suo libro Repubblica Atto Terzo - non serviva chiedere a Berlusconi di andare al Quirinale a dimettersi per poi dar vita a un nuovo governo". Già, ventiquattro mesi dopo, con il partito ridotto ai minimi termini, il terzo polo evaporato prima di nascere e l'acqua alla gola (tanto da essere costretto a implorare da Angelino Alfanoun'alleanza), Fini ha capito di aver sbagliato. Leggendo tra le righe le sue dichiarazioni, pare che la valutazione di Gianfy sia: "Potevo rifarmi un partito mio senza bruciare me stesso e il governo". Anche perché, racconta Gianfry, dopo la burrascosa direzione nazionale Pdl terminata con il fatidico "che fai, mi cacci?", molti colonnelli ex An solidarizzarono con lui. "Mi avevano chiamato - sostiene - o erano venuti a dirmi: 'Bravo, complimenti, gliele hai cantate, non se ne può davvero più!'". Ovvero, parafrasando: "Magari senza colpi di testa non mi facevo terreno bruciato intorno".

SONDAGGIO  DEL GIORNO!!

MANO TESA AL PDL

Fini si pente di aver tradito Berlusconi. Secondo voi è sincero?

Fini pentimento tardivo: che errore tradire Silvio

http://www.liberoquotidiano.it/sondaggi/1118714/Fini-si-pente-di-aver-tradito-Berlusconi--Secondo-voi-e-sincero-.html


NO
93%
SI'
7%

Selvaggia telefona a casa Cav: "Mi fai un bonifico?"


http://tv.liberoquotidiano.it/video/108714/Selvaggia_telefona_a_casa_Cav___Mi_fai_un_bonifico__.html

E' il tariffario delle Papi girls la notizia dal Tribunale di Milano, dov'è in corso il processo contro Emilio Fede,Nicole Minetti  e Lele Mora per prostituzione nell'ambito del caso Ruby. Da Ioana Visan aMarysthelle Polanco, tutte le olgettine continuano a ricevere un "vitalizio" da Silvio Berlusconi: "Con noi è tanto generoso, senza di lui non potremmo vivere", ha spiegato la Polanco. Assegni mensili da 2.000 euro, l'affitto, la macchina. E per qualcuna, come la Visan, anche un bonus per l'onomastico.Selvaggia Lucarelli, nel suo programma radio su m2o La fine del mondo, ha tentato il colpaccio: venerdì 9 novembre è Sant'Elisabetta, dunque spacciandosi per tale Elisabetta Proietti ha telefonato a Villa San Martino, ad Arcore, per parlare con il Cavaliere e rimediare un regalino. Ecco com'è andata...

LA PROVA DEL QUID!!!!!!


Fini ad Alfano: "Senza il Cav possiamo trattare"



Gianfranco disperato ci prova: "Senza il Cav, trattiamo". Per Angelino è un calcio di rigore: ora non lo sbagli...

La cosa preoccupante, per un elettore del Pdl, è che Angelino Alfano in un giorno non abbia ancora detto no (senza grazie) alle avances di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, che venerdì ha annunciato la propria candidatura a Montecitorio nel 2013 (se sarà eletto, sarà la decima legislatura consecutiva), ha provato a cogliere il momento di difficoltà del Pdl, con lo scontro tra Alfano e Silvio Berlusconi, tendendo la mano: "Il vero banco di prova per Alfano non è nella definizione delle regole per le primarie, ma nel far chiarezza sul rapporto col governo Monti e soprattutto sulla necessità per l’Italia di continuarne l’azione riformatrice anche dopo le elezioni. Solo se ciò accadrà si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto", dichiara il presidente della Camera. Ne sarà lieto, e prevede una nuova pagina. Magari in ticket con il Pdl senza Berlusconi (che, si dice, pensa allo strappo e alla sua lista civica). Fini e Pdl ancora insieme, senza Cav. Deve decidere Alfano. Insomma, chiedono partito e soprattutto elettori: Angelino tiri fuori il quid e dica chiaro e tondo a Gianfry, l'uomo che il Pdl ha provato ad affossarlo nel 2010, che per lui non c'è più posto. Il segretario però tace. O nicchia? 
Il sostegno di Bocchino - A dare consistenza alle parole di Fini ci pensa Italo Bocchino: "C'è da valutare quali nuove convergenze possono nascere visto che dentro al Pdl c'è chi crede che la politica come l’ha intesa Berlusconi finora non si può più fare. L’apertura di Fini è sincera, è fatta a chi si rende conto della necessità di un’agenda Monti e di un governo guidato da Monti. Nel Pdl qualcuno si è accorto che con gli estremismi verbali della Lega e della Santanchè si rischia lo sfascio del Paese". Bocchino inoltre ha aggiunto che ad Alfano "va riconosciuto il coraggio della giornata di ieri e la perseveranza per andare alla ricerca di un elemento di novità. Le primarie non saranno salvifiche ma creeranno una divisioni tra chi è anti europeo e chi non e tra chi è por o contro Monti. Se domani dovesse esserci un Pdl pro Monti e pro Europa ci sarebbe una convergenza programmatica". Dunque Bocchino sta con Fini, ma i motivi che spingono il presidente della Camera a rimettersi in gioco con gli ex alleati sono ben altri.

Le giravolte di Gianfranco - Gianfranco ha il terrore di restare fuori dal Parlamento (le percentuali del suo Fli e la "morte" del Terzo Polo non gli lascia e cerca il colpo di teatro, un improbabile ricongiungimento col Pdl. Fini, al solito, cambia idea molto rapidamente. Solo ieri, giovedì 8 novembre, gongolava sulla confusione del Pdl accusando Silvio Berlusconi di essere "un padre-padrone del partito". Solo poche ore fa ricordava con fierezza la sua fuoriuscita dal Pdl. Ma una notte insonne in compagnia del suo 2 per cento (forse) deve avergli fatto cambiare opinione. Tanto che già comincia a mandare segnali d'intesa ad Alfano. Insomma senza il Cav, Fini vuole rientrare dalla porta di servizio nella grande casa dei moderati, nella quale - lo ha lasciato intendere anche Pier Ferdinando Casini - è inutile. 
Senza il Cav... - "L'aspro confronto in corso nel Pdl - sottolinea Fini in una  nota - va seguito con interesse per capire se emergerà una identità politica veramente in sintonia con il Ppe e quindi, in quanto tale, alternativa in termini programmatici alle Sinistre e mille miglia lontana dalla demagogia estremista, populista e antieuropea di tanti esponenti del Pdl e della totalità della Lega". Nell'alternativa alle sinistre lui ci vuole stare (e, ricordiamolo, nei mesi scorsi ci furono approcci e corteggiamenti con la stessa sinistra). Fini, senza vergogna, non vuole restare a piedi: sarebbe anche disposto a tornare sui suoi passi. La scusa, ovviamente, è l'arcinemico Silvio Berlusconi. Se non ci fosse più lui, tutto sarebbe possibile.
Un calcio di rigore - Fini, a breve - al termine della legislatura - perderà lo scranno più alto a Montecitorio. Rischia di finire su una sedia di legno: per non lasciare il Transatlantico arriva a tendere la mano al "nuovo" Pdl, lo stesso Pdl con cui strappò e con il quale, da anni, è impegnato in un'altra battaglia. Fallita la "salvezza" nella casa di Casini, oltre a Montecarlo, Fini cerca una nuova dimora: ancora il Pdl. Alfano, ora, è alla prova del nove. L'occasione, per il segretario "accusato di carenza di quid", non può essere sprecata. E' un calcio di rigore: sbatta la porta in faccia a Fini. Gianfranco vada per la sua strada. Alfano, con una semplice mossa, conquisterebbe mezzo Pdl. E dopo aver dimostrato nella discussione col Cav di averlo, raddoppierebbe il tanto chiacchierato "quid".

Tutti a salvare Di Pietro !!!!!


Che sceneggiata con Feltri, Mentana, Travaglio....!!!!!!!!!!!!!!!!!

Su La7 surreale puntata di Servizio pubblico sugli scandali dell'Idv e la fine del partito dell'ex pm di Mani Pulite.


Ma che simpatico spettacolino che abbiamo visto giovedì sera a Soccorso Pubblico su La7, ma che bella rimpatriata di compagnoni tutti stretti attorno a Tonino tanto per metterlo in mezzo, ah, vecchia sòla, ma che c'hai combinato, bricconcello, dài che adesso però ci divertiamo. La puntata s'intitolava «Fine di un'epoca» anche se a parlarne  c'erano dei bastioni dell'epoca ancora precedente, tutta una gara di gentleman agreement con Di Pietro che dava del tu e soprattutto sghignazzava (fingeva di farlo) per qualsiasi cazzata, mezza battuta, spiraglio che sdrammatizzasse roba che avrebbe dovuto impiccarlo alle porcate che ha fatto per anni, le stesse che infatti hanno impiccato altri. Ma era Di Pietro, un amico un po' speciale, il mandante spirituale di centinaia di puntate di uno e dell'altro, delle prime pagine di uno e dei libri dell'altro: e allora eccoti un Santoro paterno che sembrava che stesse insegnando a parlare a suo figlio, un Feltri che ormai sdrammatizzerebbe anche la terza guerra mondiale, un Mentana tutto iperteso nel cercar di profondere concetti che sembrassero più intelligenti di quanto fossero informati e puntuali, un reticente Travaglio che vabbeh, è dissociato e come al solito parlava da solo.

domenica 4 novembre 2012

LA CALATA DEI CINESI Ponte sullo Stretto di Messina I cinesi: "Vogliamo farlo noi" Incontri fra gruppi di investimento cinesi e la società "Ponte sullo Stretto". Capitali freschi per le grandi opere e il sud


Già pronto il progetto "Ulisse". Una piattaforma logistica per il ponte da Trapani a Gioia Tauro. E i cinesi pensano pure alle ferrovie

"Vogliamo fale il Ponte sullo Stletto". I cinesi ora vogliono entrare anche nel mercato delle grandi opere pubbliche del nostro Paese. Dopo aver visto Beppe Grillo attraversare le acque fra Scilla e Cariddi interamente a nuoto, qualcuno a Pechino avrà pensato che forse è meglio fare il Ponte. "Ci sono capitali cinesi pronti a finanziare l’opera", sostiene Giuseppe Zamberletti, presidente della societa’ Stretto di Messina, che fa i nomi della China investment corporation (Cic), fondo sovrano di Pechino, e di società di costruzioni come la China communication and construction company (Cccc). A sostenere la tesi di un ponte cinese fra Sicilia e Calabria c'è anche Enzo Siviero, docente all'Università di Venezia, "nelle scorse settimane a Istanbul c'è stato un incontro fra rappresentanti della Cccc e Giuseppe Fiammenghi, direttore generale della Ponte Stretto di Messina". I cinesi fanno sul serio e hanno già pronto un progetto chiamato Ulisse che prevede una piattaforma logistica che va da Trapani a Gioa Tauro. Inoltre, sempre da alcune indiscrezioni, le imprese cinesi sarebbero interessate anche alle infrastrutture ferroviarie, spendendo milioni di euro per rafforzare le linee che vanno da Napoli verso la Sicilia. Ma i cinesi non si acontentano solo di costruire o progettare per il nostro Paese. Come hanno fatto nel caso delle imprese manifatturiere, prima apprendono il know how italiano e subito dopo lo esportano a casa loro. Il 16 settembre dello scorso anno una delegazione cinese si è recata a Messina, dove ha incontrato rappresentanti della società Ponte Stretto, per acquisire elementi tecnici utili al progetto di attraverso dello Stretto di Qiongzhou. Insomma l'invasione di capitali cinesi ora non è più solo un affare dei negozi al dettaglio ma comincia ad essere più ambiziosa e strutturata.

mercoledì 24 ottobre 2012

PER NON DIMENTICARE!!!!!!


PER  NON DIMENTICARE

                     a pochi giorni dalle elezioni regionali

Ferma condanna per le affermazioni di Grillo a Palermo: "La mafia non strangola le sue vittime". Gli artigiani siciliani: "Torni a fare il buffone". Fiorello commenta: "Ha detto una grande cazzata"


PALERMO - È rivolta per le parole pronunciate ieri a Palermo da Beppe Grillo durante il comizio di chiusura della campagna elettorale del candidato a sindaco di Palermo del Movimento cinque stelle. "Grillo dice che la mafia non ha mai strangolato i suoi clienti limitandosi a prendere il pizzo? Forse dimentica che ha anche ucciso le persone che il pizzo non hanno voluto pagarlo", ribatte Pina Maisano, vedova di Libero Grassi, l'imprenditore ucciso da Cosa Nostra per essersi ribellato al racket. Pina Maisano è sconcertata quando apprende delle dichiarazioni pronunciate ieri a Palermo dal comico genovese: "Per fortuna non avevo ancora letto i giornali, altrimenti mi sarei sentita male", dice, aggiungendo di "condividere pienamente" il coro di proteste che si è levato dai familiari di vittime della mafia. "Inizialmente - spiega - provavo una certa simpatia per Grillo. Adesso mi sembra solo un populista che cerca di cavalcare l'avversione della gente verso i partiti". "La politica è la cura della Polis, la difesa dell'interesse dei cittadini. Insomma è qualcosa di nobile. Se la mafia uccide le persone, la corruzione e la cattiva politica uccidono il Paese. Io personalmente non ho ricette, ma quello di Grillo mi sembra davvero un modo di fare politica pressappochista e superficiale".
"Grillo non sa niente di mafia, ha detto una grande cazzata", ha detto Fiorello, nel corso della sua rassegna stampa postata su YouTube. 


"Le parole di Beppe Grillo, che ieri a Palermo ha detto che la mafia non strangola i suoi clienti limitandosi a prendere il pizzo, sono un'offesa nei confronti di tutti i familiari delle vittime di Cosa Nostra e un insulto al lavoro svolto in questi anni dai magistrati e dalle forze dell'ordine", afferma Angela Ogliastro, sorella di Serafino Ogliastro, un ex poliziotto ucciso dalla cosca di Brancaccio nel '91 con il metodo della lupara bianca. "Io e i miei genitori - spiega la sorella dell'ex poliziotto - non abbiamo nemmeno il corpo di Serafino da potere piangere. Come si permette Grillo a fare l'elogio della mafia in una città che gronda sangue di vittime innocenti? Perché non era in piazza con noi il 21 marzo scorso, nella sua Genova, per la Giornata della memoria organizzata da Libera in ricordo di tutte le vittime della mafia? Io c'ero insieme ai parenti di 900 persone uccisa da Cosa Nostra che lui ha offeso".


E anche la politica non risparmia critiche feroci alla provocazione di Grillo. "Grillo parla come un mafioso senza essere nemmeno originale. Gli stessi argomenti prima di lui li hanno gia utilizzati Vito Ciancimino e Tano Badalamenti. E come l'ultimo dei mafiosi non ha nemmeno il coraggio di confrontarsi pubblicamente sulle sue patetiche provocazioni", afferma Claudio Fava, figlio del giornalista Beppe Fava (ucciso dalla mafia nel 1984), membro della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. 



"La Sicilia ha perso uomini delle istituzioni come Pio La Torre e Piersanti Mattarella e anche cittadini come Libero Grassi nella lotta alla mafia e al pizzo; bisogna combattere la mafia e quella parte dello Stato che ha fatto da terreno fertile per l'egemonia mafiosa. Evitiamo di ignorare quegli uomini dello Stato che sono caduti per combattere la criminalità". Lo ha detto il candidato sindaco Leoluca Orlando commentando a margine di una conferenza stampa organizzata da Libera, Addiopizzo e professionisti liberi le parole pronunciate ieri da Beppe Grillo a Palermo.
"Le parole vergognose pronunciate ieri a Palermo da Grillo suonano inaccettabili nel giorno della memoria di Pio La Torre", scrive nel suo blog il vice coordinatore di Futuro e Libertà, Fabio Granata. "Oggi, nel suo ricordo, riaffermiamo i valori della "bella politica" contro tutte le mafie e contro gli utili idioti che, attraverso la demagogia, criminalizzano tout court la politica e allontanano i cittadini dalla partecipazione attiva. E siccome Grillo non è per niente stupido, - prosegue Granata - il suo messaggio è ancora più inquietante e assume il profilo di una pericolosissima manovra elettorale verso determinati ambienti". "Don Beppe, Vossia ha ragione. La mafia è solo un'invenzione dei giornalisti. Non esiste. E' lo Stato il vero assassino", ironizza la coordinatrice nazionale dei club di Grande Sud, Costanza Castello.


"La Sicilia ha pianto grandi uomini, da Pio La Torre a Libero Grassi, che hanno sacrificato la loro vita per una terra libera dalla mafia e dal racket: dunque, la Sicilia di tutto ha bisogno tranne che delle parole di Grillo, che sono un vero e proprio schiaffo alla nostra storia", dice Mario Filippello, segretario regionale della Confederazione nazionale dell'artigianato. "Non ci aspettiamo nè scuse nè rettifiche - aggiunge - il comico genovese torni a fare il buffone, l'unica cosa che sa fare bene" 





IL RITORNO ! IN VERITA' MAI ANDATO VIA!

Dopo qualche mese ritorno a scrivere sul mio blog, motivi personali e non, mi hanno tenuto lontano dal computer ma non dalle vicende salemitane.
In verità, poco tempo fa l'amico "Pietre Antiche" mi aveva sollecitato a riprendere l'attività, collegando la mancanza della mia presenza con la dipartita di Sgarbi; certo è venuta a mancare una fonte inesauribile di stimoli, ma i problemi che affliggono Salemi non sono certo spariti nel dopo Sgarbi e quindi ritorniamo ad affrontarli come è nel nostro costume.
Altro motivo stimolante sono le ormai imminenti elezioni regionali motivo di scontro-confronto e quindi di grande confusione per gli elettori.
Mi auguro quindi un bentornato nella speranza che tutti coloro che leggono i miei post possano commentarli, come fa "Pietre Antiche", per esprimere le proprie opinioni nel rispetto, sempre, di quelle degli altri!



Pietro