venerdì 20 maggio 2011

Trapani, 19.05.2011 | di Enrico Fierro*

Sgarbi, Salemi e il puparo

Il Sindaco in una intercettazione: «Noi i terreni a quelli di Don Ciotti mai»



Salemi, terra di Sicilia. Terra di esattori mafiosi e regno incontrastato di Giuseppe Giammarinaro, Pino terremoto, politico legato a quello che resta dell’Udc di Totò Cuffaro e a Saverio Romano, ora “responsabile” e per questo Ministro dell’Agricoltura voluto da Berlusconi. Comanda a Salemi, Pino terremoto, detta legge e decide lui a chi assegnare 60 ettari di terra buona sequestrati al mafioso e narcotrafficante Totò Miceli. Sindaco è Vittorio Sgarbi, il critico d’arte che promette di rivoluzionare il paese, cambiarlo da cima a fondo portando in giunta gente del calibro di Oliviero Toscani, affidando un assessorato al Nulla a Graziano Ceccherini, l’artista delle palline colorate nella Barcaccia di Piazza di Spagna a Roma.

Parole, immagini, promesse: la verità è che il comune è nelle mani di Giammarinaro e dei suoi accoliti. E allora accade che quel terreno, richiesto da Libera e Slow Food, deve essere dato a altri, non agli antimafiosi di Don Luigi Ciotti. E’ il 16 ottobre del 2009 quando Sgarbi alza il telefono e chiama Giammarinaro, si chiariscono e alla fine il sindaco china la testa e chiede «il nominativo della persona a cui assegnare i 60 ettari». E’ solo uno degli episodi raccontati nel voluminoso dossier approntato dalla Questura di Trapani (l’indagine è stata portata avanti dal capo dell’anticrimine Giuseppe Linares e dal Questore Carmine Esposito) che lo scorso giorno ha portato al sequestro di beni (cliniche, centri sanitari,conti correnti) per 35 milioni di euro a Giuseppe Giammarinaro. 

L’uomo è stato uno dei potenti dell’Udc nel Trapanese. Legatissimo a Totò Cuffaro, è considerato «espressione di quella borghesia mafiosa» che avvelena economia e società siciliana. Latitante negli anni novanta (Slovenia e Tunisia), è considerato un personaggio «collocato nel panorama mafioso locale». E’ lui che controlla gli affari della sanità nel Trapanese. «Considerava la Asl di Trapani – notano gli investigatori - come una inesauribile fonte economica cui poter attingere», gestiva in modo occulto centri sanitari son Salvatore Cuffaro, l’ex padrone dell’Udc siciliana e presidente della Regione, “centri fisioterapici e radiologici”. Le nomine di medici e dirigenti alla Asl erano cosa sua. «Tu sei bravo, ma non basta, devi pure essere amico di Giammarinaro, altrimenti sei scecco (asino ndr)». Nomine, potere, controllo di deputati regionali. L’onore Giuseppe Lo Giudice, detto Pio, si sfoga con gli investigatori. E’ stato eletto alla Regione grazie ai voti di Giammarinaro, era nell’Udc ora è con Rutelli. «Ma io – confessa - mi sentivo come un burattino nelle sue mani». Un puparo, pericolosissimo Giammarinaro. Che secondo il pentito di mafia Antonino Giuffrè «si occupava di far pervenire i finanziamenti per quei lavori che interessavano gli imprenditori vicini a Cosa Nostra». 

Quella particolare mafia silente che domina nel Trapanese, governata con pugno di ferro dal superlatitante Matteo Messina Denaro, ‘u siccu, il vero erede dei Riina e Provenzano. Un altro pentito di mafia, Concetto Mariano, nel 2002 fa un elenco dei politici “aiutati” da Cosa Nostra: c’è anche Giammarinaro. «Tutto ciò che viene deciso - fa mettere a verbale un anno dopo Vincenzo Laudicina, consigliere comunale dell’Udc a Marsala - passa da lui. Tutte le nomine politiche, governative e di sottogoverno sono frutto della sua volontà. E lui spesso ha un comportamento ambiguo, ricattatorio, minaccioso». Un uomo così aveva in mano il comune di Salemi. «Piccola realtà di provincia – notano gli investigatori - ma snodo fondamentale delle dinamiche criminali della consorteria mafiosa dell’intera provincia di Trapani, al cui vertice c’è l’indiscusso Matteo Messina Denaro». Oliviero Toscani, il fotografo che Sgarbi vuole a tutti i costi come assessore, rivela come il critico d’arte conquistò la poltrona di primo cittadino di Salemi : «Fu Giammarinaro a chiedergli di fare il Sindaco. Salì a Milano e gli fece la proposta». 

Toscani resiste poco nel piccolo comune siciliano. «Mi sono reso conto che il contesto territoriale che mi permetto di definire mafioso non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma. Fin dal mio ingresso in giunta ho potuto constatare la presenza di Giammarinaro alle riunioni, partecipava e assumeva decisioni alla presenza di Sgarbi e la cosa mi sembrava alquanto anomala». Aveva uomini suoi, assessori e consiglieri, disponeva di funzionari e impiegati, Pino terremoto. Al punto che gli stessi carabinieri in una nota ritengono fondata l’ipotesi «che esista un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l’attività amministrativa del Comune di Salemi». Giammarinaro aveva strettissimi rapporti con l’attuale ministro dell’Agricoltura Saverio Romano. Ex Udc, ora tra i “Responsabili” che consentono l’esistenza del governo Berlusconi. 

Nelle carte dell’inchiesta sono documentati vari incontri con il ministro anche durante il periodo in cui Pino terremoto era sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. I due si vedono spesso a Palermo, si scambiano informazioni e “pizzini”, bigliettini. Vanno così le cose a Trapani e provincia, terra di mafia e di “borghesia mafiosa”. Uomini che contano nella sanità pubblica, controllano i Comuni. A Salemi Vittorio Sgarbi (del cui programma in Rai ieri la capogruppo del Pd in commissione Antimafia, Laura Garavini, ha chiesto la sospensione) aveva promesso di voler fare sul serio: «Voglio assessori indipendenti, non servi, liberi, non camerieri». La realtà raccontata dalla polizia di Trapani è diversa. Con Pino Giammarinaro, ex sorvegliato speciale in forte odore di mafia, che comanda tutto. Quando era necessario scriveva lui le delibere importanti, le portava personalmente al Sindaco. E Sgarbi firmava. Senza battere ciglio.

* (pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 18 maggio 2011)


MAFIA: MANI SULLA SANITA', SEQUESTRATI 35 MLN A GIAMMARINARO

07:03 17 MAG 2011 
(AGI) Trapani, 17 mag. - Le mani della "borghesia mafiosa" sulla sanita'. E' quanto emerge dall'operazione "Salus Iniqua" nel corso della quale poliziotti della Divisione Anticrimine della questura e finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Trapani hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro anticipato di beni nei confronti di Giuseppe Giammarinaro, 65enne di Salemi. Al politico di lungo corso ed ex deputato regionale sono stati sottratti beni per 35 milioni di euro: complessi aziendali, filiali, magazzini, appartamenti, auto, mezzi pesanti, natanti, quote sociali, conti correnti e rapporti bancari. A lui e a sei prestanome e' stata notificata dalla Squadra mobile una informazione di garanzia perche' indagati per il reato di riciclaggio. Delineato, secondo gli investigatori, un "inedito spaccato di illecito condizionamento" della gestione amministrativa della sanita' trapanese, sia attraverso la pressione esercitata su soggetti politici e pubblici funzionari sia, soprattutto, mediante il controllo occulto di societa' e servizi operanti nel settore sanitario. E' stato dimostrato, insomma, "il condizionamento esercitato da Giammarinaro su soggetti politici di livello locale e regionale, pezzi del sistema sanitario provinciale e amministrazioni comunali, intrecciando rapporti di affari, soprattutto volti ad ottenere finanziamenti pubblici, con soggetti contigui od organici a Cosa nostra", come dimostrano numerose intercettazioni, dichiarazioni di vari collaboratori come Giuseppe Lanzalaco, Nino Giuffre' e Mariano Concetto, e di indagati in procedimento connesso come il politico marsalese Vincenzo Valeriano Laudicina. Gli accertamenti compiuti riguardano atti investigativi compiuti a partire dal 2001, in ordine alla condotta dell'ex parlamentare regionale, gia' sottoposto dal 14 marzo 2001 allo stesso giorno del 2005 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Prima di allora, dal 1985 al 1990, era stato a capo dell'Asl 4 di Mazara del Vallo e dal 1991 al 1995 parlamentare regionale, fino a quando aveva fatto perdere le proprie tracce per sottrarsi alle ordinanze di custodia cautelare in carcere del 21 gennaio 1995 per associazione a delinquere contro la pubblica amministrazione e del 23 giugno 1995 per associazione mafiosa. Il 12 ottobre 1996 aveva deciso di costituirsi; condannato il 24 marzo 1998 per peculato e concussione, e' stato assolto il 12 ottobre 2000 per associazione mafiosa. Benche' sottoposto alla misura di prevenzione, nel 2001 aveva avviato il partito del Biancofiore, per poi confluire nell'Udc, ottenendo 9.277 preferenze alle elezioni regional' del 2001. "E' stato accertato - dicono dalla questura - il variegato quadro delle conoscenze e dei rapporti, di natura politico-affaristica, in cui Giammarinaro si e' mosso e di cui ha beneficiato fino a tempi recentissimi, godendo di adeguata legittimazione e di un sostegno istituzionale e politico tali da porre poi agevolmente in essere le condotte finalizzate, al controllo occulto di attivita' economiche nel settore della sanita' beneficiarie di finanziamenti pubblici regionali, nonche' al condizionamento di importanti settori della cosa pubblica e della vita politica di questa provincia".
  E risultato come tale potere si sia realizzato "cooptando fidati soggetti tra imprenditori, medici, operatori sanitari e dirigenti dell'allora Asl di Trapani", cosi' da costituire un "sodalizio" non soltanto allo scopo di ottenere il controllo di una serie di strutture di assistenza convenzionate, collegate tra loro da una rete di insospettabili prestanome, al fine di infiltrarsi nella struttura amministrativa della sanita' locale e nella pubblica amministrazione regionale, allo scopo di ottenere il sistematico controllo di ingenti rimborsi, ma anche di determinare le nomine di manager e dirigenti sanitari nei vari plessi ospedalieri, "cosi' da garantire un tornaconto elettorale e, soprattutto, assicurare il favore amministrativo per autorizzazioni sanitarie, cospicui contributi conseguenti alla stipula delle convenzioni con la Asl e, quindi, in ultima analisi "imporre i desiderata del gruppo politico legato all'ex parlamentare presso la macchina amministrativa e politica della Regione Sicilia". Sono stati individuati vari prestanome formalmente figuranti quali soci e amministratori di societa' operanti nel campo delle attivita' assistenziali e parasanitarie della provincia di Trapani. Ma le medesime indagini hanno dimostrato come, solo grazie all'esistenza di un rapporto occulto di "illecito mutualismo" intrattenuto con i vertici, abbia potuto ottenere "l'acquiescenza da parte di dirigenti della sanita' pubblica di Trapani che stipulavano secondo i desiderata di Giammarinaro e della sua cordata politica, convenzioni per il rimborso di spese sanitarie per l'assistenza a pazienti ricoverati presso le residenze sanitarie assistite e Centri di terapia assistita, pur consapevoli della condizione di sorvegliato speciale e della sua diretta - seppur occulta - gestione delle societa', autorizzando quindi, il conferimento di somme per decine di milioni di euro. L'esponente politico ha inoltre surrettiziamente utilizzato falsi certificati redatti da medici compiacenti, al fine di evitare, in piu' di un'occasione, i vincoli della misura cui era sottoposto, al solo scopo di consentirgli di eludere il vincolo dell'obbligo di soggiorno, "per ottenere permessi di allontanamento dal comune di Salemi, per poter tenere riservate riunioni con esponenti politici locali nonche' con svariati personaggi con lui in affari".
  (AGI) .

Mafia/ Pd: Subito commissione d'accesso a Salemi e Asl Trapani

Garavini-Peluffo: Chiarimento da Maroni su correttezza e legalità


"Subito una commissione di accesso al comune di Salemi e alla Asl 9 di Trapaniper verificare la correttezza e la legalità del loro operato e chiarimenti sulle eventuali complicità che abbiano consentito a Giammarinaro di muoversi liberamente sul territorio malgrado fosse sottoposto alla misura del soggiorno obbligato". Lo chiedono con un'interrogazione al ministro dell'Interno i deputati del Pd Laura Garavini (capogruppo in commissione Antimafia) e Vinicio Peluffo (commissione Vigilanza Rai). I parlamentari mettono in evidenza che "nel comune siciliano, secondo quanto emerso dagli organi d'informazione, Giammarinaro  avrebbe messo in atto un disegno criminale realizzato attraverso la partecipazione occulta alle fasi decisionali più importanti, allo scopo di imporre un'influenza sull'Amministrazione comunale di Salemi, avvalendosi della 'collaborazione' sia di dipendenti e funzionari del Comune, che di quella di assessori della giunta e consiglieri. Come pure è emerso - spiegano ancora - il costante tentativo da parte dell'ex sorvegliato speciale di condizionare l'attività amministrativa del Comune di Salemi, partecipando occultamente alle fasi decisionali più importanti, realizzando un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l'attività amministrativa del Comune                .                                        Per quanto riguarda la ASL 9 di Trapani, sono emersi, invece, numerosi indizi di interessamenti di Giammarinaro per indirizzare le nomine dei primari e condizionare le assegnazioni di appalti e forniture. Su tutto questo - concludono - chiediamo chiarimenti al Ministro Maroni".

postato 15 ore fa da TMNews

giovedì 19 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

Dietro l'Utopia di Salemi la pressione mafiosa

Confiscati beni per circa 35 mln a Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale Dc e 'sponsor' della candidatura di Vittorio Sgarbi

        “Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi”
         Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi

Anche il ministro Romano coinvolto in intrighi di ex deputato


“Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi”
Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi

l tribunale di Trapani ha messo i sigilli all’impero economico di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale ed ex sorvegliato speciale, che aveva sostenuto la candidatura del critico d’arte. I giudici: “Ha condizionato l’attività amministrativa”. La polizia e la finanza accusano Giammarinaro di aver gestito attraverso prestanome una rete di società che ha intascato milioni di euro di contributi dalla sanità pubblica. Applicata per la prima volta la norma sul “sequestro anticipato” prevista dal nuovo pacchetto sicurezza

di SALVO PALAZZOLO


“Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi” Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi





Nell’ottobre 2009, il fotografo Oliviero Toscani l’aveva detto senza mezzi termini ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo: “Mi sono dimesso dall’incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma nell’amministrazione comunale”. Toscani mise a verbale un nome, quello di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale democristiano ed ex sorvegliato speciale, da sempre uno dei potenti della politica trapanese: “Partecipa alle riunioni della giunta – rivelò l’assessore dimissionario – Giammarinaro assume anche decisioni, senza averne alcun titolo”.
  • Adesso, le indagini della divisione anticrimine della
  • questura di Trapani e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria dicono che Giammarinaro avrebbe 
  • continuato ad esercitare il suo potere politico non solo sul Comune di Salemi, ma soprattutto sulla sanità 
  • trapanese. Per questa ragione, il tribunale Misure di prevenzione di Trapani ha emesso un provvedimento
  •  di sequestro anticipato di beni nei confronti dell’esponente politico, così come proponeva il questore
  •  Carmine Esposito.
  • I sigilli sono scattati per un patrimonio da 35 milioni di euro: è costituito innanzitutto da undici società 
  • che gestiscono centri di analisi, di emodialisi e di fisiotetapia, poi anche case famiglie e centri per anziani.
  •  Secondo la magistratura, un impero economico costruito attraverso una rete di prestanome.
  •  Il provvedimento del tribunale riguarda anche conti correnti, appartamenti, terreni e auto di lusso.