La città di Salemi si conferma luogo di incontro e confronto tra scrittori, intellettuali e artisti. E la rassegna di letteratura "Ammirazioni", ideata da Vittorio Sgarbi, richiama nella cittadina siciliana autori di diversa estrazione culturale invitati a confrontarsi sugli insoliti percorsi della letteratura italiana, ma anche sui temi di più scottante attualità che animano il dibattito politico nel nostro Paese. Domani martedì 27 ottobre alle 21 al castello normanno svevo di Salemi, in piazza Alicia, sarà presentato il libro dal titolo "Filosofia della Montagna" scritto da Francesco Tomatis e edito da Bompiani. Dopodomani mercoledì 28 ottobre, sempre al Castello e alle 21, sarà presentato invece il libro "Ultracasta" di Stefano Liviadotti, anch'esso edito da Bompiani. Ad entrambe le presentazioni, oltre agli autori, parteciperà Vittorio Sgarbi Qui di seguito le schede sui libri. «Filosofia della montagna» di Francesco Tomatis (Bompiani) In una caleidoscopica visione composta di ottantun brevi capitoli, l'autore accompagna il lettore in altrettanti passi differenziati, a ripercorrere sentieri e luoghi, esperienze e riflessioni, domande, gioie e disperazioni che egli stesso ha provato in montagna. È un cammino che, nel considerare situazioni marginali o estreme della vita in ambiente alpino, ritrova una dimensione di libertà e pace, d'amore tra ogni forma di realtà e vita, capace di porre in dialogo differenti culture: cinese e greca, buddista e cristiana, e altre ancora. In un linguaggio quotidiano e simbolico, concreto e sperimentale, la "filosofia della montagna" rivela un tangibile significato spirituale in tutto ciò che è naturale: dai fiori coloratissimi delle Alpi alla fatica alpinistica, dalla neve su cui scivolare alla laboriosità frugale delle popolazioni montane. Al lettore parrà d'aver percorso alcune tappe d'un pensante cammino. Ma forse sarà anche così entusiasta dell'esperienza compiuta, da lasciare la propria guida (filosofica, mistica, alpina) e intraprendere lui stesso una personale via - naturalmente in montagna! «Ultracasta» di Stefano Liviadotti (Bompiani) Secondo l'autore, come si legge nel risvolto della copertina, quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica...
sabato 31 ottobre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
Sgarbi: "Dedichiamo noi una via a Impastato"
giovedì 29 ottobre 2009
Buffon: «Juve? Un'esplosione nucleare»
«Altro che scintilla per ripartire... nessuno si aspettava una prestazione così contro la Samp. Ma noi volevamo a tutti i costi vincere e convincere. Questo è uno dei momenti migliori della mia carriera»
TORINO, 29 ottobre - Gianluigi Buffon il giorno dopo la grande prestazione con la Samp ha ancora la faccia soddisfatta. Sirigu, il portiere del Palermo, ha detto che per lui Gigi è un mito. Che effetto fa essere un mito per un altro portiere? «È troppo presto per diventare un mito per uno che sta giocando con me un campionato - dice ai microfoni di Sky Sport24 - Però fa piacere, Sirigu sta facendo un'ottima stagione. È giovane, è cresciuto durante i miei anni d'oro...».
ESPLOSIONE - La partita di ieri è stata la scintilla per ricominciare a splendere? «Ieri è stata un'esplosione nucleare perchè nessuno si aspettava, neanche noi, una prestazione simile. Le qualità sono quelle, tutti volevamo vincere e convincere. Con le grandi squadre (Roma, Lazio e Samp) abbiamo sempre dimostrato di esserci. Le altre partite, però, purtroppo sono quelle che fanno la differenza, dobbiamo cercare di non perdere punti in queste partite per arrivare ad un obiettivo importante».
LA NUOVA JUVE - Questa nuova Juve convince per via del cambio di modulo? «Non è solo questione di modulo. È l'atteggiamento della squadra che ieri era aggressivo, c'era tanta voglia di buttarsi alle spalle questo mese un po' cupo. Sicuramente tutte questi ingredienti li puoi allenare in settimana, poi noi siamo riusciti a preparare la sfida in modo ottimale».
LA DIFESA - Chiellini e Cannavaro stanno giocando alla grande: «Per me è gran fortuna poter giocare e aver davanti grandi difensori, Chiellini e la sua forma strepitosa e Cannavaro con la sua esperienza, ma anche Legrottaglie. Il loro lavoro fa sì che il mio venga semplificato».
IL SUO MOMENTO - Gli chiedono: sei mai stato più forte di così? «Le carriere sono fatte di momenti in cui ti senti imbattibile e altre in cui non ti senti più sicuro come prima. Questo è uno dei miei migliori momenti. Le critiche dell'anno scorso, alcune anche ingiustificate, sono state un grande stimolo».
TORINO, 29 ottobre - Gianluigi Buffon il giorno dopo la grande prestazione con la Samp ha ancora la faccia soddisfatta. Sirigu, il portiere del Palermo, ha detto che per lui Gigi è un mito. Che effetto fa essere un mito per un altro portiere? «È troppo presto per diventare un mito per uno che sta giocando con me un campionato - dice ai microfoni di Sky Sport24 - Però fa piacere, Sirigu sta facendo un'ottima stagione. È giovane, è cresciuto durante i miei anni d'oro...».
ESPLOSIONE - La partita di ieri è stata la scintilla per ricominciare a splendere? «Ieri è stata un'esplosione nucleare perchè nessuno si aspettava, neanche noi, una prestazione simile. Le qualità sono quelle, tutti volevamo vincere e convincere. Con le grandi squadre (Roma, Lazio e Samp) abbiamo sempre dimostrato di esserci. Le altre partite, però, purtroppo sono quelle che fanno la differenza, dobbiamo cercare di non perdere punti in queste partite per arrivare ad un obiettivo importante».
LA NUOVA JUVE - Questa nuova Juve convince per via del cambio di modulo? «Non è solo questione di modulo. È l'atteggiamento della squadra che ieri era aggressivo, c'era tanta voglia di buttarsi alle spalle questo mese un po' cupo. Sicuramente tutte questi ingredienti li puoi allenare in settimana, poi noi siamo riusciti a preparare la sfida in modo ottimale».
LA DIFESA - Chiellini e Cannavaro stanno giocando alla grande: «Per me è gran fortuna poter giocare e aver davanti grandi difensori, Chiellini e la sua forma strepitosa e Cannavaro con la sua esperienza, ma anche Legrottaglie. Il loro lavoro fa sì che il mio venga semplificato».
IL SUO MOMENTO - Gli chiedono: sei mai stato più forte di così? «Le carriere sono fatte di momenti in cui ti senti imbattibile e altre in cui non ti senti più sicuro come prima. Questo è uno dei miei migliori momenti. Le critiche dell'anno scorso, alcune anche ingiustificate, sono state un grande stimolo».
martedì 27 ottobre 2009
Si corre ad Abu Dhabi
Domenica esordio per la F.1 sulla nuova pista degli Emirati Arabi. Il finlandese e lo spagnolo, che lasceranno Ferrari e Renault, ci tengono a fare bene. Raikkonen: "Voglio chiudere in bellezza". Lo spagnolo: "Saluto un grande team pieno di amici". Glock non recupera, la Toyota conferma Kobayashi
MILANO, 27 ottobre 2009 - Da Kimi Raikkonen che desidera "chiudere in bellezza" con Ferrari a Fernando Alonso che vuole regalare alla Renault "un grande risultato" prima di approdare al Cavallino. Il presente e il futuro di Maranello vivranno domenica ad Abu Dhabi una corsa speciale. Sul nuovissimo tracciato degli Emirati Arabi, simbolo di una Formula 1 che cerca nuovi orizzonti (e soprattutto nuove opportunità di business) domenica andrà in scena l'ultima prova della stagione 2009. Non c'è un naturale favorito, nessun team ha riferimenti rispetto all'anno prima. Tutto può accadere.
Uno spettacolare scorcio della nuova pista GRANDI VITTORIE — Alonso, che è già riuscito a vincere nel GP d'esordio di Singapore (anche se si è trattato di una vittoria sporcata dal crash-gate di Nelsinho Piquet) sta per salutare un gruppo di persone che conosce da molto e con cui ha condiviso grandi vittorie. "È per questo che mi piacerebbe finire la stagione e la mia carriera in Renault con un grande risultato - ha detto l'asturiano - sarà emozionante perché ho tanti ricordi speciali che mi legano alla Renault e sto lasciandomi dietro tanti amici. La Renault è uno dei grandi team della F.1 e non vedo l'ora di lottare con loro in pista negli anni a venire".
DA RICORDARE — Kimi Raikkonen vivrà con spirito analogo questo GP. "È giunto il momento di salutarci con i ragazzi della Ferrari dopo tre anni trascorsi insieme - ha detto - con orgoglio penso ai risultati ottenuti, in particolare al titolo del 2007, a quelli marche dello stesso anno e del 2008. In questa stagione la macchina non era così competitiva come avremmo voluto ma siamo comunque riusciti a vincere al meno una corsa e a fare un discreto bottino di punti. Speriamo di chiudere in bellezza con qualcosa di bello in più da ricordare".
ACCERTAMENTI — Per quanto riguarda le ultime dagli altri team oggi la Toyota ha ufficializzato che domenica sarà ancora Kamui Kobayashi a guidare la seconda vettura. Come già a Interlagos, il 23enne pilota giapponese prenderà il posto del titolare Timo Glock, bloccato dalla frattura di una vertebra riportata in seguito a un incidente durante le qualificazioni del GP del Giappone. "Ci dispiace molto per Timo - ha affermato John Howett, presidente della Toyota Motorsport - ma in seguito agli accertamenti medici, la squadra ha deciso di non rischiare. Kamui ha guidato bene durante il GP del Brasile nonostante le difficili circostanze, gli siamo quindi grati per questa sostituzione".
gasport
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO, 27 ottobre 2009 - Da Kimi Raikkonen che desidera "chiudere in bellezza" con Ferrari a Fernando Alonso che vuole regalare alla Renault "un grande risultato" prima di approdare al Cavallino. Il presente e il futuro di Maranello vivranno domenica ad Abu Dhabi una corsa speciale. Sul nuovissimo tracciato degli Emirati Arabi, simbolo di una Formula 1 che cerca nuovi orizzonti (e soprattutto nuove opportunità di business) domenica andrà in scena l'ultima prova della stagione 2009. Non c'è un naturale favorito, nessun team ha riferimenti rispetto all'anno prima. Tutto può accadere.
Uno spettacolare scorcio della nuova pista GRANDI VITTORIE — Alonso, che è già riuscito a vincere nel GP d'esordio di Singapore (anche se si è trattato di una vittoria sporcata dal crash-gate di Nelsinho Piquet) sta per salutare un gruppo di persone che conosce da molto e con cui ha condiviso grandi vittorie. "È per questo che mi piacerebbe finire la stagione e la mia carriera in Renault con un grande risultato - ha detto l'asturiano - sarà emozionante perché ho tanti ricordi speciali che mi legano alla Renault e sto lasciandomi dietro tanti amici. La Renault è uno dei grandi team della F.1 e non vedo l'ora di lottare con loro in pista negli anni a venire".
DA RICORDARE — Kimi Raikkonen vivrà con spirito analogo questo GP. "È giunto il momento di salutarci con i ragazzi della Ferrari dopo tre anni trascorsi insieme - ha detto - con orgoglio penso ai risultati ottenuti, in particolare al titolo del 2007, a quelli marche dello stesso anno e del 2008. In questa stagione la macchina non era così competitiva come avremmo voluto ma siamo comunque riusciti a vincere al meno una corsa e a fare un discreto bottino di punti. Speriamo di chiudere in bellezza con qualcosa di bello in più da ricordare".
ACCERTAMENTI — Per quanto riguarda le ultime dagli altri team oggi la Toyota ha ufficializzato che domenica sarà ancora Kamui Kobayashi a guidare la seconda vettura. Come già a Interlagos, il 23enne pilota giapponese prenderà il posto del titolare Timo Glock, bloccato dalla frattura di una vertebra riportata in seguito a un incidente durante le qualificazioni del GP del Giappone. "Ci dispiace molto per Timo - ha affermato John Howett, presidente della Toyota Motorsport - ma in seguito agli accertamenti medici, la squadra ha deciso di non rischiare. Kamui ha guidato bene durante il GP del Brasile nonostante le difficili circostanze, gli siamo quindi grati per questa sostituzione".
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Valentino, fenome9
Nono titolo per un pilota straordinario. Perché non ha mai smesso di migliorarsi e perché sa cambiare anche a 30 anni. In meglio
SEPANG (Malesia), 25 ottobre 2009 - Valentino Rossi è campione del mondo. Ancora, e siamo a quota nove. E’ forte il rischio di considerare scontata o normale questa impresa. Perché ormai siamo abituati, Valentino ci ha abituati. Però, a nominarli tutti, nove titoli mondiali nello sport moderno li possono vantare pochi atleti. E allora bisogna provare a spiegare, ammesso sia possibile (essendo la nona volta), cosa c’è dietro queste magiche vittorie che appassionano milioni di tifosi italiani e altrettanti tifosi che nel mondo ce lo invidiano (perché quando senti gli stranieri parlare di lui, l’invidia la senti eccome).
maniacale — Valentino vince così tanto innanzitutto perché è un fantastico professionista, quasi maniacale nel voler superare i propri limiti, e questa motivazione è senz’altro la già straordinaria base di partenza. E sì che gli anni passano anche per lui. Negli ultimi tre anni abbiamo visto come due ragazzi terribili come Casey Stoner e Jorge Lorenzo i mezzi per batterlo li avessero (l’Hayden del 2006 è stato una meteora, tant’è che si ricorda di più la caduta di Vale a Valencia che non i trionfi di Nicky). Ma il pesarese è stato grande due volte: li ha battuti non solo in pista, ma anche e soprattutto perché li ha costretti a entrare in un terreno per loro inesplorato, quello del superamento dei propri limiti. Il dottore li ha costretti ad andare oltre, e sono andati in tilt. Lorenzo certamente meno di Casey. Ma quando si è trattato di portare l’assalto decisivo, quest’anno lo spagnolo ha sempre fallito.
Valentino Rossi, 30 anni, 9 mondiali vinti. LaPresse moto perpetuo — Quello che però forse colpisce di più, oltre all’immenso talento motociclistico, è come il suo spirito non invecchi mai. Vale è sempre avanti, sa sempre trovare nuovi stimoli, adora come José Mourinho (il tecnico della sua amata Inter) il “rumore dei nemici” che si fanno avanti per togliergli la corona. Valentino Rossi è un moto perpetuo, prima ancora nell’istinto che nello stare in sella. Si fa fatica a ricordarne gare banali, si ricordano quasi esclusivamente le tante vittorie o le cadute (dentro e fuori la pista).
futuro — Una specie di spirito da Highlander della moto. Nessuno tra giornalisti o addetti ai lavori, un ambiente ultracompetitivo e affatto tenero, ipotizza anche solo lontanamente che ci sia la possibilità di un suo ritiro. E non sarebbe un argomento blasfemo visto che parliamo di un 30enne (in un mondo dove si comincia anche a 15 o 16 anni, se non prima) che ha conquistato qualcosa come 9 titoli iridati, 103 vittorie, 58 pole, 83 giri veloci, 163 podi su 226 GP disputati. Anzi. Sono tutti pronti ad associare quel sorriso furbo che buca il video a nuove imprese, che si tratti di guidare una Ferrari o di far vincere una Ducati (quest’ultima cosa sarebbe un Oscar alla carriera). Lo spirito di Rossi trascina, è sempre proiettato al futuro, a prescindere da età anagrafiche e palmares. Questo è forse il vero grande segreto di Valentino, lo spirito dell’esordiente e l’esperienza del navigatissimo campione, una combinazione tremenda per chi ci ha a che fare in pista.
nuove sfide — Dice Andrea Dovizioso, suo collega in forza alla Honda: “Quello di cui si parla sempre poco è la capacità di Rossi di cambiare il proprio stile di guida e continuare a vincere lo stesso. Non ho mai visto un pilota capace di questo, è qualcosa di grande”. Valentino sa cercarsi nuove sfide, e di fronte ne ha ancora tante: il record di vittorie di Giacomo Agostini, il decimo titolo per fare cifra tonda, battere qualche altro emergente che sogna di stargli davanti, magari vincere ancora con una nuova moto. Essendo un Highlander, ha solo l’imbarazzo della scelta.
dal nostro inviato
Giusto Ferronato
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